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Giornata del malato,
il cardinal Menichelli:
«La legge non svilisca il terzo settore»

MACERATA - La celebrazione nella chiesa Santa Madre di Dio. L'invito ai medici «a restare fedeli al Giuramento di Ippocrate, senza lasciarsi condizionare dai deleteri messaggi, che propagandano una vita fatta di benessere immediato»
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Il cardinale Menichelli

 

E’ stato il cardinale Menichelli a celebrare nella parrocchia Santa Madre di Dio di Macerata la 28esima giornata mondiale del Malato.

Diverse le associazioni volontarie del settore che hanno partecipato, in particolare i Ministri Straordinari dell’Eucarestia dell’ospedale, l’Avulss, la Croce Rossa, l’Unitalsi, il Centro Volontari della Sofferenza, il Corpo di Soccorso dell’Ordine di Malta, con i rispettivi presidenti Giorgio Salvucci, Rosaria Del Balzo Ruiti, Romolo Ciarrellini, Claudio Anconetani. Tanti i medici, infermieri, operatori socio sanitari, con in testa il presidente dell’Ordine dei Medici regionale Andrea Corsalini. A fare gli onori di casa il parroco Don Carlos, che ha accolto il cardinale insieme al diacono Salvatore Bitonto.

Nella sua coinvolgente ed articolata omelia Menichelli ha posto l’accento su quattro punti fermi, che devono essere considerati caratterizzanti l’attività a favore del malato. Mettere al centro la persona con tutte le sue esigenze, che investono i diversi aspetti della vita. Poi curare e, a tal proposito, ha invitato i medici «a restare fedeli al Giuramento di Ippocrate, senza lasciarsi condizionare dai deleteri messaggi, che propagandano una vita fatta di benessere immediato e che trovano, in discutibili recenti decisioni della giurisprudenza, un sostegno che va contro il concetto della sacralità della vita, dal concepimento alla morte».

Oltre che curare è anche necessario prendersi cura del malato, nel senso che spesso ciò che maggiormente affligge la nostra società sempre più anziana è la solitudine, per cui è necessario educare le nuove generazioni a porsi il problema di come alleviare le sofferenze dei malati, senza lasciar soli i familiari, collaborando con loro e costruire una catena di solidarietà. Infine il cardinale Menichelli ha invitato «ad accettare la Croce, quella Croce che ognuno di noi porta con sé e che, se condivisa, diventa meno dolorosa. Una celebrazione che ha esaltato la solidarietà e il volontariato, con la luminosità di tante persone che prestano la loro encomiabile opera a servizio del prossimo. Per loro un’ultima raccomandazione: fare in modo che le nuova normativa sul terzo settore non svilisca la loro attività».

 

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