«No al passaggio in Area vasta 3,
chiederemo di cambiare provincia»

PROTESTA - I Consigli comunali di Apiro e Poggio San Vicino si sono espressi all'unanimità contro la decisione della Regione che causerebbe innumerevoli disagi. I sindaci Ubaldo Scuppa e Sara Simoncini: «Una deriva autoritaria e centralista molto preoccupante. Dai vertici di Asur e dal governatore Ceriscioli nessuna risposta. Meglio il trasferimento ad Ancona»
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I sindaci Ubaldo Scuppa e Sara Simoncini

 

I Consigli comunali di Apiro e Poggio San Vicino in rivolta per la decisione della Regione di spostare i due comuni dall’Area vasta 2 alla 3. Una decisione presa il 23 dicembre scorso e che per contenuti e tempistiche i sindaci Ubaldo Scuppa (Apiro) e Sara Simoncini (Poggio San Vicino) definiscono «assurda ed insensata, presa su proposta fatta alla mattina dello stesso giorno, avanzata non dalla commissione Sanità e Servizi sociali, come giusto che sia dal punto di vista procedurale, bensì dalla commissione Affari istituzionali, senza aver avuto la pur minima esigenza di ascoltare il territorio e le amministrazioni interessate, in una deriva autoritaria e centralista molto preoccupante. Siamo come amministrazioni e soprattutto come intera cittadinanza di Apiro e di Poggio San Vicino completamente ed assolutamente contrari a tale soluzione». Negli ultimi due giorni entrambi i Comuni hanno votato un documento nei rispettivi Consigli che si sono espressi all’unanimità contro la decisione, mettendo sul piatto una serie di azioni da intraprendere. Tra queste la più «concreta e perseguibile» è la possibilità di avviare «l’iter per il passaggio dei nostri Comuni dalla provincia di Macerata a quella di Ancona, come emerso all’unanimità dai consiglieri che hanno partecipato ai consigli comunali convocati in via d’urgenza. Ci batteremo sino all’ultimo respiro per fermare qualcosa che ha davvero dell’imposizione stalinista». I Comuni hanno votato anche per «la costituzione di un comitato di cittadini e la raccolta di firme per l’indizione di un referendum per l’abrogazione della legge che ha modificato l’ambito territoriale dell’Area vasta 3, lo studio di eventuali azioni in sede giudiziaria, un dissenso civile da manifestare in occasione della campagna elettorale ormai prossima all’avvio per il rinnovo del Consiglio regionale. Inoltre «la prossima settimana daremo il via ad una raccolta firme su tutto il territorio delle province di Ancona e Macerata – continuano i sindaci -, necessarie per l’abrogazione dell’articolo della legge regionale numero 43 del 2019, con la consapevolezza che già molti sindaci ci hanno manifestato la loro solidarietà tale da fornirci un supporto fattivo».

MEDICOI sindaci spiegano nel dettaglio le ragioni del dissenso: «Con il passaggio dall’Area vasta 2 alla 3 si avrà il trasferimento delle funzioni dei servizi sociosanitari, così come stabilito dal decreto legislativo che stabilisce che le Regioni devono prevedere che i Servizi Sanitari, i Servizi sociali ed i Centri per l’impiego debbano essere compresi all’interno dello stesso Ambito territoriale. Attualmente il comune di Apiro gestisce i Servizi sociali del proprio territorio, che rappresentano un quarto dell’intero bilancio comunale attraverso l’Asp IX di Jesi, servizi peraltro gestiti in maniera ottimale. Diversamente potremmo vederci ricollocati in un ambito territoriale, che non conosce i nostri bisogni, per cui si creeranno disservizi e mancate risposte». Altro aspetto riguarda i servizi sanitari dell’Area vasta 3: «saremmo collocati nel distretto di Macerata – dicono i sindaci -, che dista 40-50 minuti dai nostri territori a differenza dei 20 minuti che ci separano da Jesi. Problematiche sorgeranno anche per l’assistenza sanitaria di base con medici convenzionati che non potranno più svolgere la loro attività su territori di Area vasta diversa, come per esempio Apiro e Cupramontana o Cingoli e Filottrano. In particolare, difficoltà notevoli ci saranno per l’approvvigionamento di pannolini, farmaci ospedalieri ed oncologici che dovranno essere ritirati a Macerata». Anche gli allevatori avrebbero problemi, spiegano i primi cittadini, perché sarebbero costretti, per svolgere le pratiche burocratiche, a viaggi più lunghi e con perdita di tempo.

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Luca Ceriscioli

Non bastasse «notevoli saranno anche le difficoltà cui andrà incontro una associazione di volontariato come la Piros di Apiro che ora opera con tanti volontari 24 ore su 24 e che vedrà decurtato, per la lontananza dai centri di ricovero e diagnosi, i propri servizi, costringendoli quasi certamente ad una chiusura. Sino ad ora i sottoscritti avevano tenuto la questione prettamente su un piano istituzionale – concludono i sindaci -, facendo presente con atti ufficiali il dissenso delle nostre rispettive amministrazioni. Nell’incontro avuto con il presidente della Regione Luca Cerescioli il 23 gennaio alla presenza del direttore Asur Regionale, dei direttori di Area vasta 2 e 3, del direttore dei Servizi Socio sanitari e altri funzionari, durante il quale abbiamo a gran voce richiesto la modifica o la sospensione della fase attuativa della legge regionale 43 del 30 dicembre 2019, non solo non abbiamo avuto risposta, ma a tutt’oggi nonostante l’avessimo richiesta con nota ufficiale non ci è stata inviata copia del verbale della riunione in oggetto».

 



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