facebook twitter rss

“Il pane di San Sebastiano”,
una tradizione tutta montefanese

STORIA - Da quasi 460 anni il Comune offre una "soma" di farina per realizzare le storiche "pagnottelle" e ringraziare il Santo
- caricamento letture
Print Friendly, PDF & Email
172 Condivisioni

 

Le ceste di vètrica che contengono il pane di San Sebastiano

 

Montefano celebra San Sebastiano, il beato che nel 1529 protesse il suo territorio da una tremenda pestilenza diffusasi nei Comuni vicini. Da quasi 460 anni, la cittadinanza riceve una “soma” di farina per panificare le storiche “pagnottelle”, in ringraziamento al santo. Non c’è stata guerra, carestia o altro evento che abbiano impedito alla municipalità di venir meno al suo solenne voto, facendone una particolarità montefanese, tramandata nei secoli con orgoglio, tanto è vero che viene istituita un’apposita voce di spesa: se ne ha testimonianza da un bilancio comunale del 1662, in cui figura la somma per l’acquisto della farina necessaria alla panificazione. Quest’anno, nella ricorrenza di San Sebastiano, per i 490 anni i montefanesi ritroveranno esposti i due antichi cesti di vètrica per la distribuzione delle pagnottine con incise le cifre del santo. Si tratta di due ceste dagli ovali contrapposti ed uniti dal largo manico, a doppia apertura di coperchi, tipiche delle antiche questue, che riportano la memoria ai secoli precedenti. Con vètrica, nella tradizione popolare, si indica il risultato di una particolare lavorazione della pianta di vimini, usata dagli artigiani per i manufatti più pregiati. Per circa 400 anni e più, la distribuzione gratuita del pane di San Sebastiano è avvenuta il 20 gennaio, solo alle famiglie del paese. Dal peso di una “soma” di farina si è passati poi alla forma di piccolo pane, “pagnottina” appunto, messa a cuocere in forno nelle tradizionale formelle. Ed è proprio nel passaggio dalla soma di farina al pane che compaiono le ceste di vétrica. Il personale del Comune ha provveduto, fino alla metà degli anni ‘70, alla distribuzione delle pagnottine fatte panificare nei forni del paese. Andavano in coppie, proprio come accade oggi, in cui un uomo teneva il cesto, mentre l’altro provvedeva a rifornire, a bussare e lasciare il pane. Alla metà degli anni ’70, le due antiche ceste, per volontà del Consiglio comunale, passarono all’Antica venerabile confraternita della Santissima Trinità e Morte e dei Santi Antonio Abate e Vincenzo Ferreri, a cui fu affidato l’onere della distribuzione del pane di San Sebastiano.

Il Comune di Montefano

Ed oggi, è proprio grazie all’impegno e alla cura del Priore della Confraternita, Martino Palmili, che è possibile rivedere, dopo mezzo secolo, le due antiche ceste di vètrica restaurate. Dai due soli uomini, in questi cinquant’anni, si è passati, a diverse coppie di consorti, che battono in due o tre giorni tutte le contrade montefanesi ed il paese. L’attuale priore si è incaricato di restaurare le due ceste, che ha trovate dismesse in un magazzino, come impegno personale verso la tradizione della confraternita. Ma c’è qualcos’altro a spingere la gratuità del lavoro del priore: Martino Palmili è infatti nipote di Ettore Diaschi, uno dei più longevi e apprezzati priori della confraternita e, per alcuni anni, sindaco di estrazione contadina nei primi anni ’50. Si racconta che, proprio alla riconoscenza verso quel priore e sindaco, si è giunti alla distribuzione odierna del pane. Infatti, i due incaricati municipali uscivano dal perimetro delle mura, tenendo in mano quelle due storiche ceste, soltanto per consegnare il pane di San Sebastiano al sindaco Diaschi. Da lì, in pochi anni, si è passati all’intero territorio comunale. Le due ceste di ottima fattura artigianale mostrano l’intreccio tipico delle trame di vètrica dei manufatti destinati alla conservazione degli alimenti, come tradizionalmente avveniva in campagna e nei forni. Saranno esposte nei locali messi a disposizione dalla parrocchia di San Donato, nella sala Padre Matteo Ricci, durante la distribuzione del pane di San Sebastiano a cura dei fratelli consorti della confraternita.

Sostieni Cronache Maceratesi

Cari lettori care lettrici,
da diverse settimane i giornalisti di Cronache Maceratesi lavorano senza sosta, per fornire aggiornamenti precisi, affidabili e gratuiti sulla emergenza Coronavirus. In questa situazione Cm impiega tutte le sue forze, dando lavoro a tanti giovani, senza ricevere un euro di finanziamenti pubblici destinati all’editoria. Riteniamo che in questo momento l’informazione sia fondamentale perciò la nostra redazione continua a lavorare a pieno ritmo, più del solito, per assicurare un servizio puntuale e professionale. Ma, vista la situazione attuale, sono inevitabilmente diminuiti i contratti pubblicitari che ci hanno consentito in più di undici anni di attività di dare il meglio.
Se apprezzi il nostro lavoro, da sempre per te gratuito, e se sei uno dei 90mila che ci leggono tutti i giorni (sono circa 800mila le visualizzazioni giornaliere), ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento senza precedenti.
Grazie

Puoi donare un importo a tua scelta tramite bonifico bancario, carta di credito o PayPal.

Scegli il tuo contributo:

Per il Bonifico Bancario inserisci come causale "erogazione liberale"
IBAN: IT49R0311113405000000004597 - CODICE SWIFT: BLOPIT22
Banca: UBI Banca S.p.A - Intestatario: CM Comunicazione S.r.l


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page




Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X