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Operazione “Mondovelato”,
nei guai ex patron di un team F1:
sequestri per oltre 2 milioni

INCHIESTA della Guardia di finanza di Ancona: nel mirino Andrea Sassetti, 59enne di Fermo. Sigilli anche a garage, terreni e un appartamento di lusso a Civitanova e a due capannoni industriali a Morrovalle
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I vertici della Finanza con il procuratore di Ancona Monica Garulli

 

di Federica Serfilippi (foto di Giusy Marinelli)

Operazione “Mondovelato” della Finanza: sequestri per oltre 2 milioni a un imprenditore. Al centro dell’inchiesta delle fiamme gialle di Ancona è finito Andrea Sassetti, 59enne originario di Fermo e condannato in passato per reati tributari. I militari del Gico del Nucleo di polizia economica e tributaria, su disposizione del tribunale dorico, hanno sequestrato all’imprenditore immobili nel Fermano e nel Maceratese e rapporti finanziari per circa 2 milioni di euro.

Il comandante del Nucleo Guglielmo Sanicola

Secondo l’accusa, Sassetti avrebbe accumulato fortune in maniera fraudolenta, portando in bancarotta alcune aziende, aperte e chiuse nell’arco di vent’anni. Tra le società riconducibili a Sassetti, residente in Svizzera ma domiciliato a Civitanova, ci sono quelle del settore calzaturiero, night club, negozi di ristorazione e persino uno scuderia di Formula 1, con il nome Andrea Moda. Le monoposto scesero in pista nel 1992 per poi abbandonare il mondo dei motori.  L’indagine, coordinata dalla procura distrettuale facente capo alla dottoressa Monica Garulli, è partita dopo il monitoraggio delle dichiarazioni fiscali dell’imprenditore. I militari hanno notato una discrepanza tra quanto dichiarato al Fisco e le disponibilità, dirette e indirette, collegabili all’imprenditore. Come viene evidenziato nel provvedimento giudiziario cui è stata data esecuzione, Sassetti «avvalendosi nel corso degli anni di imprese apparentemente lecite, ma inquinate nell’avvio dall’utilizzo di profitti conseguenti a precedenti condotte criminali, sfruttando la liquidità provento del reato di bancarotta e evasione fiscale, ha svolto attività di impresa e operato nel tessuto economico di riferimento di queste perpetrando in modo sistematico le medesime condotte criminali (illeciti fiscali e bancarotte), servendosi di amministratori di facciata». Stando agli accertamenti, oltre trenta società sarebbero state gestite in maniera sistematica e continuativa dall’imprenditore per il tramite di almeno nove “prestanome”. Tali aziende sono state sottoposte a verifica e per alcune di esse è emersa l’evasione fiscale, contestata via via dalle procure di Fermo e Macerata. Per la Finanza, le società sarebbero state portate al fallimento, non prima però di averle spogliare dei beni immobili, intestati poi a nuove aziende dietro cui – stando alle accuse – ci sarebbe stato sempre Sassetti. E’ stato etichettato dagli investigatori «un evasore fiscale socialmente pericoloso».  Definiti i requisiti per procedere ai sequestri, è stato disposto l’attacco ai beni patrimoniali del 59enne. In totale, sono finiti sotto chiave  diciotto cespiti immobiliari, tra cui un capannone industriale a Morrovalle, un appartamento con garage e terrazzo a Civitanova, una porzione di fabbricato industriale a Fermo, nonché 5 garage, 4 aree urbane e 4 terreni agricoli sempre a  Civitanova, del valore stimato di oltre 1.900.000 euro nonché della liquidità risultante dai rapporti di conto corrente e dei titoli di credito allo stesso intestati. Sassetti non è stato colpito da alcuna misura cautelare personale. E’ attualmente libero.

(servizio aggiornato alle 15)

 

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