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«Discriminata sul posto di lavoro,
poi licenziata perché scomoda:
faremo ricorso in tribunale»

TOLENTINO - Una donna di 52 anni, dipendente dell'Area 62 srl, è stata lasciata a casa «per un presunto calo della produzione, ma a noi risulta non sia questo il problema. E’ stata oggetto di attenzioni "particolari" del caporeparto, poi messa con la postazione rivolta contro una parete»
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di Gianluca Ginella

«Prima le gravi discriminazioni sul posto di lavoro e poi un licenziamento per un presunto “calo del volume di affari” in realtà ci si voleva sbarazzare di una dipendente diventata scomoda. Fare ricorso al giudice del lavoro». A dirlo gli avvocati Alessandro Peca e Giuseppe Ceddia che assistono una donna di 52 anni, una operaia della Area 62 srl, società che ha rilevato la vecchia “Area T-Tombolini” di Tolentino. «La nuova società ha deciso di licenziare la dipendente, adducendo, quale motivazione “oggettiva”, la diminuzione della produzione, trattandosi in realtà, solo di un pretesto per sbarazzarsi di una lavoratrice, diventata ormai scomoda». I legali spiegano che i problemi per la dipendente sono cominciati in seguito all’avvicendamento societario, quando l’impianto è stato rilevato dalla Area 62 srl: «sin da subito la dipendente veniva fatto oggetto di particolari “attenzioni” da parte del nuovo capo-reparto responsabile. La lavoratrice, infatti, veniva messa a lavorare praticamente “faccia a muro” in una postazione di lavoro rivolta verso la parete, mentre tutto il personale continuava a lavorare in condizioni di normalità, con postazioni collocate verso l’interno dell’azienda» spiegano i legali. La dipendente aveva così deciso di rivolgersi all’avvocato Peca per essere assistita sperando la situazione potesse migliorare. In seguito c’era stato un incontro tra il legale, in rappresentante sindacale e il legale della società in azienda. «Effettivamente la dipendente era costretta a lavorare in condizioni discriminanti. Dopo un sopralluogo nella fabbrica, tutti gli addetti si avvedevano della assurda condizione nella quale si trovava la signora e, dopo immediate rassicurazioni, si provvedeva a modificare la postazione rivolgendola verso l’interno del fabbricato. Di tutta risposta, poche settimane dopo, la società Area 62 srl licenziava la dipendente per il presunto calo produttivo». Sempre secondo i legali si è trattata di una «ingiustizia, se si considera che l’Area 62 srl ha firmato di recente un accordo con la squadra di calcio As Roma, quale fornitore ufficiale del vestiario della squadra sportiva, oltre ad aver effettuato tutta una serie di investimenti nel settore a livello nazionale. E’ stato anche riacquistato il marchio Tombolini (come si è letto nella cronaca locale) – dicono i legali –. Che il licenziamento rappresenti un’evidente discriminazione, risulta inoltre dal fatto che la società, mentre da una parte ha deciso di licenziare una dipendente “storica” (l’operaia era alle dipendenze della ditta Tombolini già dal 1983) dall’altra parte ha prolungato contratti determinati». La donna ha deciso di impugnare il licenziamento «affinché il proprio caso possa destare l’attenzione dell’opinione pubblica su un problema, quello della discriminazione femminile sul posto di lavoro, che risulta a tutt’oggi una delle principali problematiche nell’ambito del mondi del lavoro» concludono i legali.

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