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Costringe minorenne a fare sesso:
arrestato un 25enne

CASTELRAIMONDO - Il giovane l'aveva conosciuta sul web. Una sera l'ha costretta a subire la violenza mentre erano in auto. A incastrarlo anche le frasi che ha scritto ad un amico su Whatsapp e i campioni biologici raccolti nel corso dell'inchiesta. Indagine dei carabinieri
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Foto d’archivio

 

di Gianluca Ginella

Era arrivata all’istiuto dove era ospitata sotto choc, sconvolta per una violenza subita da un ragazzo più grande che aveva conosciuto su di un social network e che ieri è stato arrestato dai carabinieri. A incastrarlo i messaggi su Whatsapp: «Me la sono sc…». La vittima è una 17enne straniera che la scorsa estate studiava a Castelraimondo. Ed è nella cittadina dell’entroterra che si era consumata la violenza. E’ successo la sera del 9 luglio scorso. La ragazzina si trovava in auto con un 25enne che aveva conosciuto sul web e con altri due ragazzi.

Roberto Cara

Quando questi erano scesi, il giovane aveva portato la 17enne in una zona di Castelraimondo, detta Pipistrello. Lì l’avrebbe costretta a spogliarsi, e trattenendola per le spalle (le aveva anche lasciato dei segni evidenti) l’aveva costretta a subire un rapporto sessuale. Sotto choc la ragazzina era fuggita ed era tornata all’istituto dove era ospite per il periodo degli studi (era nel nostro Paese per imparare l’italiano). Aveva chiesto aiuto ad una amica, sua connazionale e coetanea, e a una insegnante. Insieme a loro era andata dai carabinieri a denunciare l’accaduto. Immediate le indagini dei militari della Compagnia di Camerino, comandata dal capitano Roberto Cara. I carabinieri hanno repertato campioni biologici sull’auto dove era avvenuta la violenza, sui vestiti della ragazzina, poi avevano analizzato le conversazioni su Whatsapp sul cellulare dell’indagato. Sono così comparse frasi in cui il 25enne diceva a un amico di aver avuto un rapporto con la 17enne «me la sono sc…», rivelando anche altri particolari, e domandava «non è che mi ritrovo in galera?». Inoltre la 17enne è stato poi sentita in un incidente probatorio in cui ha ribadito quanto già riferito la prima volta ai carabinieri. Dopo tutta una serie di indagini  la procura aveva chiesto al gip una misura cautelare ai domiciliari, che però era stata rigettata. Il procuratore ha fatto appello e la richiesta è stata accolta. Il giovane ha fatto ricorso in Cassazione che però ha respinto la sua istanza e ieri i militari lo hanno arrestato. Ora si trova ai domiciliari. La procura ha chiesto il giudizio immediato, l’udienza si svolgerà a breve.



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