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“L’Italia chiamò” con Franco Oppini,
al Vaccaj la battaglia di Castelfidardo

TOLENTINO - L'attore protagonista dello spettacolo, ingresso libero, in scena domani alle 21,15. Alla presentazione dell'evento i sindaci Pezzanesi ed Ascani
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Il cast di “Italia chiamò” con il sindaco Pezzanesi

 

«Lo spettacolo “L’Italia chiamò” in scena nel nostro Teatro Vaccaj ci offre la preziosa occasione di poter rivivere, grazie ad un bellissimo e coinvolgente adattamento teatrale, importanti pagine della nostra storia nazionale, senza dimenticare gli stretti collegamenti esistenti tra la Battaglia di Castelfidardo e la nostra Battaglia di Tolentino, combattuta nel 1815 e considerato dagli storici il primo scontro per l’indipendenza italiana». Questa la dichiarazione del sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi, nel corso della conferenza stampa di presentazione dello spettacolo “L’Italia chiamò” che andrà in scena domani alle 21,15 al teatro Nicola Vaccaj.

Alla conferenza stampa hanno partecipato anche il sindaco di Castelfidardo Roberto Ascani e l’assessore alla Cultura Ruben oltre al regista Victor Carlo Vitale, tutti gli attori e attrici della compagnia guidati da Franco Oppini, il presidente di Tracce di Ottocento Carlo Zenobi e il presidente della Fondazione Ferretti Eugenio Ferretti. «Auspichiamo che il pubblico delle grandi occasioni partecipi a questo evento, ad ingresso gratuito, rivolto anche e soprattutto agli studenti che potranno approfondire, in una forma spettacolare e appassionante, fatti e personaggi della Battaglia di Castelfidardo combattuta il 18 settembre 1860 – sottolinea il sindaco di Tolentino – .Ringraziamo la Regione Marche, il Comune di Castelfidardo e il suo sindaco Roberto Ascani e le associazioni Tracce di Ottocento e Fondazione Ferretti per aver voluto presentare anche a Tolentino questo spettacolo. La nostra gratitudine anche agli ideatori e organizzatori Carlo Zenobi e Eugenio Paoloni, al regista Victor Carlo Vitale, al bravissimo interprete Franco Oppini, alla straordinaria cantante Annalisa Sprovieri e a tutti gli altri attori, tra cui il nostro concittadino Iacopo Cicconofri. Interpretano con grande maestria personaggi, uomini e donne, soldati e briganti, ma anche lavoratrici e donne di guerra, che combattendo hanno creduto in quei basilari ideali che oggi sono il fondamento della nostra Italia, vivendo da protagonisti le più importanti vicende del Risorgimento – conclude Pezzanesi – Infatti lo spettacolo “L’Italia chiamò” ha il grande pregio di unire la storia scritta sui libri, agli aneddoti, ai raccolti orali, alle testimonianze raccontate da coloro che ne sono stati, magari loro malgrado, diretti protagonisti».

Lo spettacolo – ingresso gratuito, i biglietti potranno essere ritirati direttamente al botteghino del teatro fino ad esaurimento posti, domani a partire dalle 20, per informazioni info@teatrovaccaj.it – promosso da Regione Marche, Comune di Castelfidardo e dalle associazioni Tracce di Ottocento e Fondazione Ferretti, è dedicato alla Battaglia di Castelfidardo del 18 settembre 1860 e agli eventi che la precedettero, interpretata in chiave pop, all’interno di una progettualità pluriennale di celebrazioni patrocinate anche dal Museo Centrale del Risorgimento di Roma, Museo del Risorgimento di Torino e Museo Civico Risorgimentale di Bologna. “L’Italia chiamò”, diretto dal regista Victor Carlo Vitale, è uno spettacolo corale recitato e cantato dove si alternano un grande Franco Oppini e la voce suadente del soprano Annalisa Sprovieri. «Per l’idea di gioco drammaturgico – spiega l’autore e regista dello spettacolo teatrale Victor Carlo Vitale – mi hanno molto aiutato i racconti non scritti, alcune testimonianze, aneddoti e ciò che si dice sia successo. Certo, i documenti su cosa sia accaduto in quella settimana di settembre del 1860 li ho studiati, scandagliati e da alcuni scritti ho preso spunto. Ma il focus dello spettacolo ‘L’Italia chiamò’ è la visione di un colono (Iacopo Cicconofri), dei briganti (Davide Bugari, Massimiliano Andreoli, Iacopo Cicconofri e Riccardo Ciabò), del militare piemontese (Massimiliano Andreoli) e di quello dell’esercito papalino (Riccardo Ciabò), di un piccolo coro di lavoratrici (Simona Ripari, Ludovica Mancini e Sabina Cingolani), le donne della guerra, il punto di vista umano insomma, non quello intellettuale, né politico. Poi c’è la storia, la storia che si legge sui libri, la storia che è negli archivi, affidata a Italo (Franco Oppini). Italo è nato molto tempo fa, ma non è dato sapere quando. Italia invece (Annalisa Sprovieri) non è ancora nata».



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