Tifone Hagibis, un maceratese a Tokyo
«Stiamo bene, l’hotel tremava
Ci siamo rifugiati nei corridoi»
LA TESTIMONIANZA DAL GIAPPONE - Mirco Bambozzi, 30enne imprenditore di Montefano, è in vacanza da qualche giorno. Si è trovato di fronte la tempesta più potente degli ultimi 60 anni: «Abbiamo dovuto mettere le valigie contro i vetri delle finestre, domani proviamo a spostarci verso sud»
di Elisabetta Mascellani
«Ho visto una delle tempeste più grandi della storia. Se domani riusciamo a lasciare Tokyo è fatta, il sud è stato meno colpito». A parlare è Mirco Bambozzi, giovane imprenditore di Montefano, che si trova in Giappone e si è imbattuto sul tifone Hagibis.
IL GIORNO PRIMA – «Va tutto bene. Oggi abbiamo visitato Kamakura che è fuori Tokyo, anticipandola di un giorno. Domani non ci sono treni né aerei, e sono tutti invitati a non uscire. Morale, abbiamo il frigo pieno e passeremo tutto il giorno in albergo». Scriveva così dal Giappone Mirco Bambozzi, 30enne di Montefano ma residente a Montefiore, frazione di Recanati – il giorno prima dell’uragano che ha colpito il paese del Sol levante, sul gruppo whatsapp del coro di Montefano. Che per l’occasione assomiglia più ad una cronaca in tempo reale, per tranquillizzare parenti ed amici. Ventiquattr’ore dopo ha aggiornato i suoi amici: «C’è stato l’uragano più violento dal ’58. Livello 5 su una scala da 0 a 5. Più un terremoto 5.7! Abbiamo dovuto mettere le valigie contro i vetri delle finestre per precauzione. Non è successo niente, ma l’hotel ha 8 piani, con il vento tremava e noi ci siamo rifugiati nei corridoi».
ORE DI PAURA – Brutta avventura, ma pericolo scampato per i 19 turisti italiani partiti l’11 ottobre per il Giappone, tra cui Mirco, imprenditore trentenne, appassionato di canto e scrittore (Murakami è da sempre il suo autore preferito). Mirco lavora da tempo nell’azienda di famiglia e aveva organizzato il viaggio di 11 giorni nel Paese sognato da sempre. Fino all’altro ieri postava sul profilo facebook foto che ritraevano monumenti e bellezze del Giappone. Mai avrebbe immaginato di partire per le agognate ferie e trovarsi nel mezzo di Hagibis, il tifone più potente degli ultimi 60 anni. Anche se si arriva da una zona sismica come le Marche, l’esperienza di vivere un terremoto dall’altra parte del mondo può essere shoccante. Nel ‘58 ci furono più di mille vittime. Oggi, con il passare delle ore, il bilancio si aggrava: ventiquattro persone morte, 17 disperse, 170 feriti. Secondo l’emittente pubblica Nhk, per le violente piogge sono straripati 13 fiumi e ci sono state una cinquantina di frane e smottamenti in 12 diverse prefetture (il ciclone ha ‘martellato’ il settore centrale e nord-orientale dell’arcipelago). Il governo del premier Shinzo Abe ha deciso di mettere in campo 27 mila uomini, tra soldati e soccorritori, per aiutare la popolazione.

