Impianti di Frontignano,
Bolognola Ski propone la gestione

USSITA - Francesco Cangiotti ha già preso contatti con il Comune. Sul piatto la riapertura delle Saliere e la gestione dei relativi servizi, come il rifugio
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IMG_1621-325x244Dopo tre anni di attese per gli impianti di Frontignano di Ussita si apre uno spiraglio. La proposta di gestione arriva da Bolognola Ski, nella persona di Francesco Cangiotti che già gestisce appunto gli impianti di risalita dall’altra parte della montagna, nel vicino comune di Bolognola. I contatti con Ussita in realtà risalgono alla precedente amministrazione, quella sotto la guida del sindaco Vincenzo Marini Marini (ora dimesso e a cui è subentrato un commissario). Tra le proposte avanzate nei mesi scorsi anche una gestione Contram, che però non si è più concretizzata anche se la società di trasporti ha dato una enorme mano alla zona mettendo a disposizione sia d’inverno che d’estate dei mezzi di risalita alternativi in zona e dalla costa.

«C’era stato un primo incontro – spiega Cangiotti -, ma a cui non erano seguiti approfondimenti. Adesso visto che c’è il commissario e anche una certa urgenza di riaprire gli impianti abbiamo nuovamente manifestato il nostro interesse nell’incontrare il Comune e proporre la nostra idea». Un’idea che Cangiotti non spiega nel dettaglio, riservando la progettualità complessiva per tempi più certi. Di sicuro per adesso non si parla di tutto il comprensorio ma solo «dell’impianto delle Saliere e dei relativi servizi, come il rifugio», specifica Cangiotti. La gestione è comunque un fatto diverso rispetto alla rifunzionalizzazione tecnica, che è stata invece affidata alla società Altevie. L’appello per la riapertura degli impianti (chiusi dal sisma del 2016) è arrivato in questi giorni anche dall’associazione Pro Frontignano,  che ha ricordato che «dal novembre 2017 è disponibile uno stanziamento di 8 milioni di euro per la rifunzionalizzazione di tutti gli impianti di risalita di Frontignano, e che da ben due anni Ussita sta facendo di tutto per lasciarselo scappare. Consultando i prospetti pubblici relativi ai trasferimenti di denaro dalla Regione ai Comuni, ad oggi di quei milioni non risulta bonificato nemmeno un centesimo, troppo comodo incolpare la Regione di questo, non è assolutamente colpa della Regione», ha specificato l’associazione. Di certo la chiusura degli impianti per un tempo così prolungato sta provocando danni non quantificabili all’intero comprensorio dei comuni di Ussita, Visso e Castelsantangelo (dove non sono in funzione ad esempio nemmeno gli impianti del monte Prata a causa della strada di collegamento ancora chiusa). La speranza delle attività della zona, che hanno sempre beneficiato degli impianti, è che possano tornare in funzione perlomeno per la prossima stagione invernale.

(Fe. Nar.)

 

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