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Segni di rinascita
tra Visso e Castelsantangelo

SISMA - Nella perla dei Sibillini ha fatto tappa "Cammina Italia 2019", organizzato dal Cai. A Castelsantangelo invece grande festa per i primi trent'anni di attività della "Norcineria Alto Nera"
lunedì 24 Giugno 2019 - Ore 21:12 - caricamento letture
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Segni di rinascita, lo scorso fine settimana tra Visso e Castelsantangelo. Nella perla dei Sibillini ha fatto tappa la “staffetta” organizzata dal Cai, “Cammina Italia 2019”, lungo il cosiddetto “Sentiero Italia”, che copre tutta la dorsale Appenninica. A Castelsantangelo invece grande festa per i primi trent’anni di attività della “Norcineria Alto Nera”, una delle attività storiche del paese, che è simbolo della resistenza dopo il terremoto, di chi non si arrende alla distruzione e torna nel luogo dove tutto ha avuto inizio.

Due anni di esilio in provincia di Ancona, a Monte San Vito e Campocavallo di Osimo, poi la famiglia Ceccarelli ( e il socio Giulio Cianconi) nell’agosto scorso ha potuto riaprire a piazzale Piccinini l’area dove hanno delocalizzato le attività commerciali di Castelsantangelo. Una grande festa con musica, l’elezione di Miss Ciauscolo e la degustazione di tanti prodotti di pregiata norcineria, alla presenza del sindaco di Castelsantangelo, Mauro Falcucci, ha sancito il raggiungimento di questo prestigioso traguardo dei tre decenni di attività, di questi “spacciatori di bontà”, che grazie alla qualità ed alla maestria del loro lavoro hanno conquistato numerosi palati.

A Visso un centinaio di escursionisti sono stati accolti dal sindaco Gian Luigi Spiganti Maurizi, in piazza dei Martiri Vissani, nel cuore della zona rossa dopo aver percorso il tratto da Pantaneto, nel territorio di Montecavallo, passando per Orvano, Croce e Fematre nel territorio di Visso. Ieri la seconda tappa del cammino ha collegato Serravalle a Colfiorito ed il passaggio in Umbria, con la consegna del diario tra il presidente Cai Umbria Fabiola Fiorucci e il presidente Cai Marche Bruno Olivieri. Ora la staffetta continua lungo l’Appennino, sino alla Sicilia.

(Foto di Barbara Olmai)




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