
Enrico Ruggeri e Morgan cantano “Non arrossire” di Giorgio Gaber
di Marco Ribechi (foto di Andrea Petinari)
Musicultura, manca solo la finalissima. Sono stati scelti dal voto popolare in uno Sferisterio tutto esaurito i quattro vincitori che si confronteranno domenica 23 giugno per il premio di 20mila euro. Il pubblico della seconda serata ha ribadito il verdetto della prima confermando tutti gli artisti per la magica ultima notte.

Gli otto finalisti
Da Teramo Francesco Sbraccia con il brano Tocca a me, primo ad esibirsi nella notte in arena ha subito conquistato i presenti con un ritmo ipnotico e glaciale. Passa anche l’unica donna in gara, la romana Lavinia Mancusi con il pezzo Ninù in un progetto che unisce il folk gitano al pop d’autore. Mancusi, violinista dai sette anni, viene da una lunga gavetta che dal 2015 l’ha portata ad affiancare Alessandro Mannarino, uno dei simboli del festival maceratese. Con il brano La mia nuova età dedicato all’essere padre va in finale anche Francesco Lettieri, vincitore anche del premio Afi nell’esibizione di giovedì. Infine l’ultimo dei quattro ad essere annunciato è Gerardo Pozzi con il brano Badabum dal sound minimalista e testo criptico capace però di svegliare profonda dolcezza e forti emozioni. Da ricordare il lauto riconoscimento ottenuto dal gruppo Lo Straniero che si è aggiudicato il premio Musicultura tour, consegnato dal presidente della Manifestazione Stefano Caperna, che grazie al brano Quartiere italiano ha regalato alla band 15mila euro e un tour di otto date. Non ce la fa neanche Luca Bocchetti con il pezzo in dialetto romano Furius che nella prima notte aveva ottenuto il premio come miglior testo.

I quattro finalisti
Come per la prima serata anche la seconda notte di Musicultura è stata aperta da un sempre apprezzatissimo Enrico Ruggeri. Il cantante e presentatore milanese ha regalato ai presenti forse il suo brano più famoso, Peter Pan, accolto con applausi di approvazione prima dell’ingresso di Natasha Stefanenko.

Enrico Ruggeri
«Oggi 21 giugno è la festa internazionale della musica – ricorda la presentatrice – noi siamo fortunati a poterla celebrare in questo splendido Sferisterio». Il primo grande ospite ad offrire momenti intensi alla platea è Morgan, già protagonista di una vivace Controra in piazza Cesare Battisti. Il cantante, sigaretta alla mano e con l’aria di chi è appena atterrato dalla Luna, si presenta solo al pianoforte che lo attende al centro dell’enorme palco dello Sferisterio. «Bello, veramente» il suo unico commento, poi a parlare sono i tasti del suo strumento. Un vortice di note che ne mette in risalto tutta la sua abilità di musicista capace di tessere inattese traiettorie in un vortice di sonorità. Bene anche a livello vocale nei due brani interpretati, in una forse troppo breve esibizione conclusa con un piccolo medley tra L’Altrove e Volare. «Perchè se qualcuno vuole essere altrove quale posto migliore del blu dipinto di blu?» scherza Morgan al rientro di Ruggeri che lo apostrofa dicendo: «Uno degli ultimi avamposti della musica di qualità in questo sciagurato paese». Nonostante i talent, le sue burrascose vicende personali e gli eccessi della rockstar il pubblico dimostra di essere con Morgan che ha sempre il pregio di apparire sincero, mai banale e motivato da una forte passione per l’arte musicale. E’ proprio lui a trascinare Ruggeri in un breve omaggio improvvisato a Giorgio Gaber sulle note di Non arrossire.

Sananda Francesco Maitreya
Meno coinvolgenti gli altri ospiti della serata che pur non avendo peccato in presenza scenica non hanno saputo catturare fino in fondo l’entusiasmo della platea. Sul podio a raccontare la musica intesa come espressione senza barriere è il giornalista Andrea Purgatori il cui discorso però risulta poco evocativo perdendosi in considerazioni non da tutti catturate. In successione Sananda Francesco Maitreya, già conosciuto come Terence Trent D’Arby, artista capace di vendere con l’album d’esordio nel 1987 ben 12 milioni di copie, di cui il primo milione a soli tre giorni dall’uscita del disco. Ad accompagnare Maitreya, che ha cambiato nome nel 2001 a seguito di alcuni sogni ricorrenti, nascosti tra il pubblico anche i due figli e la moglie Francesca Francone, sposata ad Assisi nel 2003. Un’esibizione energica caratterizzata da una musica incalzante e piena con l’inconfondibile voce dell’artista a dominare il suono praticamente per la quasi totalità di ogni brano. Se da un lato si può riconoscere a Maitreya una presenza scenica positiva e una grande semplicità e umiltà nel rapporto con il pubblico dall’altro non si può essere certi che la sua musica abbia colpito il centro emozionale dei presenti.

The Beatbox
Brevissima la comparsata del fenomeno web The André, divenuto famoso per reinterpretare i successi della trap in chiave Faber. «Dicono che la trap sia il nuovo cantautorato così mi sono cimentato in questo progetto». Il brano scelto è Rolls Royce di Achille Lauro, tra l’altro cantato a Sanremo in coppia proprio con Morgan. Infine i Beatbox, cover band dei Beatles in collaborazione con la Roma Philarmonic Orchestra. Nel presentarli Ruggeri da sfogo a tutta la sua conoscenza del settore «Potrei parlare dei Beatles per ore» però la prova, anche a causa del tardo orario, coinvolge ma non decolla. Perfetta nei minimi particolari l’esibizione sia da un punto di vista estetico che musicale, inevitabile la standing ovation finale sulle note di Hey Jude, ma forse sotto le aspettative la performance nel suo totale che non sembra in grado di dare la sveglia al pubblico. Domenica l’ultimo appuntamento ufficiale con l’edizione 2019 ricordando però che in uno degli appuntamenti della controra il sindaco Romano Carancini ha promesso una sorpresa a settembre. Gli ospiti saranno il rapper Rancore, l’artista africana Angèlique Kidjo, l’attrice Carlotta Natoli e l’attesissimo Daniele Silvestri.
Morgan incontenibile alla Controra: intervista show tra De Andrè, Fedez e il gossip (FOTO)

Nataha Stefanenko

Francesco Lettieri

Lavinia Mancusi

Enzo Savastano

Gerardo Pozzi

Andrea Purgatori



Luca Bocchetti

Paolantonio

Francesco Lettieri

Lo Straniero



The André




















Morgan bravissimo ed intenso, ha una cultura musicale immensa, poi "le sue gesta" personali, sono abbondantemente fatti suoi. I The Beatbox sarebbero dovuti essere un po più coinvolgenti, Yesterday e Michelle debbo dire che ci sono mancate... Voto 8 alla serata
Non solo cultura musicale... Spazia tra arte... Poesia... Filosofia con assoluta competenza... Sentito ieri in piazza Cesare Battisti.. Mi ha incantato
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