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Donati 115mila euro
al centro diurno Alzheimer

CAMERINO - Serviranno per ampliare la struttura. Sono stati donati dal sindacato pensionati di Cgil, Cisl, Uil. Il presidente della Regione Luca Ceriscioli: «Il sociale è uno strumento importante di sviluppo e crescita»
venerdì 14 Giugno 2019 - Ore 19:53 - caricamento letture
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La consegna dell’assegno

 

Consegnato nelle mani del presidente dell’Ambito territoriale sociale, Alessandro Gentilucci, l’assegno da 115mila euro, frutto della generosità dei sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil, che permetterà di ampliare il centro diurno Alzheimer “Tempo alle famiglie”, dell’Unione montana di Camerino. La consegna è avvenuta al termine dell’incontro “Sisma, territorio ed anziani fragili: il futuro dei servizi alla persona nell’alto maceratese”, tenutosi nel polo Lodovici di Unicam. Grazie a questa cifra, raccolta da Fnp Cisl, Spi Cgil e Uilp della Uil nell’ambito di progetti per il sostegno alle zone colpite dal sisma, si potrà raddoppiare l’attuale numero di utenti del centro, raggiungendo i venti.

A moderare la carrellata di relatori sono stati Stefano Tordini della Cgil e Manuel Broglia della Uil, a tirare le conclusioni Marco Colombo, segretario Fnp nazionale, il quale ha sottolineato come il sindacato sia presente nel territorio proprio per confrontarsi su problemi reali, per cercare delle soluzioni ai bisogni rilevati, che sono ancora più pressanti in un territorio colpito dal sisma e per una popolazione fragile come quella anziana. Hanno portato i loro saluti il sindaco di Camerino Sandro Sborgia ed il rettore Unicam Claudio Pettinari. Valerio Valeriani, coordinatore dell’ambito territoriale sociale ha affermato: «Servono dati precisi, la programmazione precisa e certa della ricostruzione e servizi di prossimità, nelle Sae, per interventi a bassa soglia, che favoriscano la permanenza in famiglia delle persone. Occorre intervenire nelle Sae, abbiamo chiesto l’infermiere di comunità, di abbinare lo psicologo al medico di famiglia, utilizzando dove disponibile la tecnologia. Nell’ambito di Camerino ci sono cinque strutture sociosanitarie chiuse a causa dei danni dal terremoto. Occorre capire se possano essere ricostruite tutte efficientandole ed offrendo servizi adeguati, in caso contrario va fatto un progetto su cosa ricostruire e dove, con un progetto partecipato e condiviso da tutto il territorio su un’idea forte. Far passare il tempo è il peggiore dei mali, la comunità si sfalda, lo sviluppo si costruisce sui servizi ed il lavoro, la ricostruzione delle case è la terza gamba». Soddisfatto il presidente Gentilucci: «Giornate come questa sono di festa, è davvero singolare continuare ad andare avanti così. Ringrazio di cuore i sindacati per l’opportunità offerta a tutto il nostro territorio, nel settore dei servizi agli anziani».

Il governatore Luca Ceriscioli

E’ poi intervenuto il direttore Istao Pietro Marcolini secondo il quale è prioritario «definire il livello di programmazione degli interventi, per evitare lo spreco di risorse, ed in questo ogni livello deve fare la sua parte. L’idea che la ricostruzione parta dai sindaci, protagonisti in maniera associata, senza aspettare qualcosa dall’alto, può contribuire a redistribuire i servizi a loro disposizione, secondo la loro importanza. Alla Regione spetta mettere insieme le risorse comunitarie, la progettazione ed i bandi. Al commissario di governo spetta la semplificazione delle norme, adottate per Genova, Ischia, Catania, non tornare indietro nelle Marche». Il presidente della Regione Luca Ceriscioli ha indicato nel sociale una leva per lo sviluppo: «Il sociale è uno strumento importante di sviluppo e crescita per tutte le realtà, per una comunità che deve guardare in prospettiva. Esiste oggettivamente un problema nel governare i progetti, ci sono strutture storiche che non sono nate per resistere ai terremoti. C’è il nostro impegno ad usare risorse per il territorio in modo nuovo, che qui ha un ruolo insostituibile, abbiamo analizzato il fabbisogno ed il distretto di Camerino è quello più dotato di contributi per i servizi sociosanitari alla persona. La ristrutturazione dei servizi è una scelta di politica pubblica, per applicare un correttivo, in modo da garantirne una gamma maggiore, una scelta che guarda anche al lavoro. E’ necessario che cresca una governance condivisa, vanno evitate le duplicazioni dei servizi». Ceriscioli ha anche aggiunto che sul Patto per lo sviluppo non è stato ancora aperto il tavolo richiesto di confronto con il governo ed ha evidenziato alcune criticità delle norme sulle ricostruzione.

 

 



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