Falsi attestati di lingua
per ottenere carta di soggiorno:
denunciati 5 cinesi
OPERAZIONE TEST condotta dall'Ufficio immigrazione della polizia di Macerata. Scaricavano illecitamente da internet i documenti dagli istituti accreditati al rilascio. Una ventina i casi sospetti, le indagini sono in corso
di Gianluca Ginella (Foto di Fabio Falcioni)
L’italiano non lo parlavano ma in mano avevano un attestato che dimostrava che, almeno sulla carta, la nostra lingua la conoscevano: peccato fosse stato scaricato illecitamente da siti di istituti accreditati al rilascio. Un falso che ha portato alla denuncia di cinque cinesi, residenti nel Maceratese, che con l’attestato avevano cercato di ottenere la Carta di soggiorno. I casi in provincia sarebbero una ventina e le indagini della polizia dell’Ufficio immigrazione di Macerata, diretto dal vice questore Maurizio Marcucci, sono in corso.
Troppi i cinesi che si presentavano a chiedere la Carta di soggiorno (documento che consente di rimanere in Italia senza limiti di tempo) e che inoltre presentavano attestati di lingua ottenuti da due istituti fuori provincia (uno di Perugia e l’altro di Milano). Strano, per gli agenti al lavoro all’Ufficio immigrazione della questura, perché nel Maceratese di istituti che rilasciano quel genere di attestato ce ne sono tre. Altro campanello d’allarme «il fatto che quando venivano da noi per integrare le domande non parlavano italiano» spiega il vice questore Maurizio Marcucci. I vantaggi della Carta di soggiorno sono parecchi rispetto al normale permesso di soggiorno, che tra l’altro va rinnovato ogni uno o due anni. «Innanzitutto chi ha la Carta non deve più fare il permesso di soggiorno e quindi evita di dover pagare per rinnovarlo. Poi c’è la possibilità di muoversi liberamente nello spazio di Schengen e quindi si possono spostare in altri Paesi». Per ottenere la Carta di soggiorno occorre vivere in Italia, col permesso, da almeno 5 anni. Chi la chiede non deve aver commesso reati, deve avere un reddito di almeno 5.800 euro e avere una casa in cui abitare. E, ultima cosa, serve l’attestato di lingua, «che per loro è lo scoglio più grande» aggiunge Marcucci. Per aggirare l’ostacolo, secondo le indagini della questura, cinque cinesi (ma i casi sarebbero una ventina) avevano scaricato illecitamente (loro o chi per loro) attestati linguistici da istituti di Perugia o Milano (che risultato estranei ai fatti) per poi compilarli con i loro dati. Quando i poliziotti hanno contattato le scuole per sapere se i 5 cinesi risultassero aver ottenuto gli attestati da loro, la risposta è stata che nessuno li conosceva. Sono stati tutti denunciati, nell’ambito di una operazione chiamata “Test”, per la violazione della legge sull’immigrazione, la Bossi-Fini.
(Servizio aggiornato alle 13,20)





