Strategie di sviluppo dopo il sisma,
a lezione con Symbola e Unicam

MACERATA - Presentato da Fabio Renzi, segretario della Fondazione, e Massimo Sargolini, docente dell'ateneo camerte, il master di secondo livello che partirà a gennaio. «Bisogna pensare alla rinascita socioeconomica, non soltanto alla semplice ricostruzione di questi territori»
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Fabio-Renzi-Massimo-Sargolini

Fabio Renzi e Massimo Sargolini oggi in redazione

 

«Aree interne, strategie di sviluppo e rigenerazione post eventi catastrofici». E’ questo il titolo del master che partirà a gennaio, grazie alla collaborazione tra la Fondazione Symbola che ogni anno organizza a Treia il proprio seminario estivo e l’università di Camerino. Sono stati il professor Massimo Sargolini di Unicam e il segretario di Symbola Fabio Renzi a presentare nella redazione di Cronache Maceratesi le caratteristiche del percorso di studi, un master di secondo livello di stampo europeo, che vuole formare manager dell’innovazione che sappiano individuare percorsi di sviluppo per comunità fragili come quelle che si trovano nelle zone interne e montane di tutta Italia, specie dopo eventi calamitosi quali un terremoto, un’alluvione o altri disastri naturali. «Bisogna pensare alla rinascita socioeconomica, non soltanto alla semplice ricostruzione di questi territori e a come rigenerare le comunità – ha detto Sargolini – il consiglio regionale ha votato all’unanimità i sentieri per lo sviluppo dell’Appennino marchigiano e si sta firmando il Patto per lo sviluppo, si può rinascere tramite l’innovazione, è fondamentale la conoscenza dei territori, il documento per la strategia di sviluppo delle aree interne del maceratese è appena stato consegnato con successo».

fabio_renzi Ha aggiunto Fabio Renzi: «Il master non è semplicemente relativo al cratere, ma affronta una riflessione nazionale, comune a tutte le aree interne, che vanno considerate tutte come una zona di prossimità urbana. Occorre guardare a nuove opportunità, come a quelle offerte dalla filiera del legno, ad una nuova manifattura, all’agroalimentare di qualità. I sistemi montani hanno dinamiche simili a livello nazionale, il terremoto ha accelerato certi fenomeni che sarebbero giunto a maturazione tra vent’anni, l’Appennino è un laboratorio strategico di livello europeo per comprendere come affrontare queste dinamiche». Secondo Sargolini «non ci si è ancora pienamente resi conto della portata del disastro causato dal sisma, il più grande dall’epoca della seconda guerra mondiale, i dati che stanno venendo fuori, mettono in allarme circa il rischio della perdita della civiltà. Sinora – ha aggiunto il docente – è mancata la riflessione su una visione strategica, opportunità che viene dall’ordinanza 39 del commissario straordinario, che concede l’opportunità ai comuni di dialogare ad associarsi per costruire una visione strategica». Per Renzi occorre costruire «una nuova attrattività e suggestività come per la fondazione di una nuova città, per dare vita ad una nuova comunità che voglia vivere qui sull’Appennino. Il master – ha aggiunto – darà l’occasione ed un contributo a questa visione strategica. La Regione  ha speso dal 2015 al 2017 506 milioni di euro per le scuole, senza realizzare ad esempio cinque poli scolastici che riqualificassero l’offerta formativa nelle zone colpite dal sisma». Il master approfondirà le tematiche della pianificazione e gestione del paesaggio nelle aree interne, con un occhio allo sviluppo locale ed alla gestione dei servizi, in zone ricche di eccellenze culturali e paesaggistiche, ma ai margini dell’agenda paese. Le iscrizioni scadono il prossimo 20 dicembre, previsto per gennaio l’inizio delle lezioni.

(redazione CM)



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