Ricostruzione post terremoto:
la scommessa di Restauramarche

MACERATA - Il progetto che, tramite il contatto di rete, unisce la filiera delle imprese di Ance e Confindustria presentato questa mattina. Il direttore Gianni Niccolo: «Vogliamo che le nostre aziende siano terminali affidabili»
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Carlo Resparambia, Enrico Crucianelli, Gianni Niccolò

 

di Mauro Giustozzi

(foto di Fabio Falcioni)

Mettere assieme l’esperienza, il valore aggiunto, l’essere impresa del territorio nel segno di serietà professionale, solidità, reputazione e affidabilità. Utilizzando lo strumento del contratto di rete. E’ questa la scommessa che parte con ‘Restauramarche’, la filiera delle imprese della ricostruzione di Ance e Confindustria Macerata.

Confidustria_RestauraMarche_FF-3-325x217Un vero e proprio impegno del sistema locale per affrontare la ricostruzione post terremoto soprattutto nel settore dei privati. A presentare questo progetto che già vede la presenza di 15 aziende iscritte a Confindustria Macerata ma che resta aperto all’adesione di altri soggetti legati all’Ance sono stati stamattina Carlo Resparambia, presidente Ance provinciale, Enrico Crucianelli che di Restauramarche è il presidente ed il direttore di Confindustria Macerata, Gianni Niccolò. La rete di imprese è un accordo, regolato da un contratto, che consente alle imprese di mettere in comune attività e risorse allo scopo di migliorare il funzionamento delle singole imprese nell’ottica di rafforzare la competitività imprenditoriale. L’offerta è caratterizzata dalla garanzia di aziende provenienti dal tessuto imprenditoriale locale, conosciute, affermate nei propri settori, presenti sul mercato da decenni. «Restauramarche – spiega Carlo Resparambia – unisce le nostre eccellenze imprenditoriali ponendole in una logica di sistema per dare una risposta concreta alle istanze di un territorio ancora in una fase di emergenza a causa del sisma del 2016. Siamo convinti che aggregare le forze aziendali locali sia l’elemento vincente per affrontare la sfida della ricostruzione. Questa iniziativa si rivolge in particolar modo ai privati, non escludendo però a priori il pubblico, e interessa tutti quei progetti che vanno da un minimo di 5 milioni di euro in su. Per spiegarci meglio riguarda particolarmente condomini o ristrutturazione di interi borghi rispetto alla singola abitazione privata il cui costo di intervento è inferiore di solito a quella cifra».

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Restauramarche dunque si pone l’obiettivo di mettere in sinergia, pur mantenendo ogni impresa la propria identità sociale, tutta la filiera operativa della ricostruzione: dalle imprese di costruzione a chi vende materiali di costruzione, cave, calcestruzzi, impianti idraulici ed elettrici. «Il contratto di rete – sottolinea Enrico Crucianelli – è una reale opportunità per le aziende del sistema. Attualmente nel contratto ci sono aziende aderenti al sistema dell’edilizia e dell’indotto di Confindustria ed Ance Macerata. Le strategie e le scelte vengono condivise e deliberate all’interno di un organo comune composto da 5 imprese leader nella ristrutturazione edilizia e nel recupero conservativo, nonché dai presidenti delle sezioni della filiera dell’edilizia. Esiste anche un organo tecnico all’interno del contratto, presieduto dall’architetto Mario Sensini, che provvederà a promuovere la rete». Sulla necessità e l’importanza di questo progetto si è soffermato anche il direttore di Confindustria Macerata. «Questo contratto di rete tende a valorizzare progetti innovativi – ha detto Gianni Niccolò – tra imprese del settore creando innovazione e competitività d’impresa. Questo contratto è in grado di offrire massima snellezza operativa e pochi vincoli. Vogliamo che le nostre imprese siano terminali affidabili della ricostruzione. Del resto operano nel territorio ed a vantaggio del territorio con questa iniziativa. Con questa iniziativa Confindustria dimostra ancora una volta la capacità di essere concretamente vicina alle esigenze di questa provincia, delle comunità che vi abitano e delle imprese che vi lavorano».



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