«Dalla sicurezza alla ricostruzione,
dieci domande al sindaco»

MACERATA - Il consigliere Riccardo Sacchi attacca la giunta Carancini e il Pd per le scelte fatte, chiedendo spiegazioni sui temi caldi: «Sono contro la città. C’è un grave deficit di trasparenza»
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Riccardo Sacchi

 

Sono dieci domande quelle che il capogruppo di Forza Italia Riccardo Sacchi pone al sindaco di Macerata, Romano Carancini. Dalla sicurezza alla cultura, passando per le politiche del centro storico, l’attacco del consigliere di opposizione è a 360 gradi. «Forse aveva ragione Repubblica, ma solo nel titolo: “Macerata, laboratorio della paura”, perché, confessiamolo, abbiamo paura di andare a sbattere contro un muro d’inefficienza, di mancata programmazione, di incapacità di progettare il futuro, da una vuota retorica che cerca di far passare come atti amministrativi quelli che in realtà sono solo slogan, rendendo inagibili i pochi spazi di confronto e di democrazia – scrive Sacchi – Niente di nuovo se si considera che le cosiddette “politiche culturali” e “sociali” sono divenute solo un modo per dispensare oboli agli “amici”, nonostante i numerosi fallimenti che la cronaca ha drammaticamente dimostrato».

«La “paura” – continua -, sorge perché Macerata assomiglia a un autobus lanciato a tutta velocità sulla strada del declino, guidato da un sindaco e da un Pd ai quali gli eventi hanno ritirato la patente. La Giunta è “contro” la città: lo hanno dimostrato le offese di razzismo, di fascismo che sono piovute sui maceratesi che in realtà chiedevano soltanto sicurezza e legalità, lo ha dimostrato l’assenza di pietà per una vittima innocente barbaramente straziata, lo dimostra ogni giorno l‘indifferenza totale di fronte al disastro del terremoto e la sordità ad ogni istanza e critica. Sì: Macerata è un laboratorio della paura perché c’è un grave deficit di trasparenza, e la città attende ancora giustizia. Allora è giunto il momento di porre al sindaco domande su dieci temi cruciali per la ricerca della verità che in una democrazia è ossigeno». Di seguito i dieci quesiti di Sacchi a Carancini.

1. Sicurezza e immigrazione – Il sindaco ha sempre dichiarato che i programmi di accoglienza a Macerata sono “adeguati”. Vorremmo sapere allora perché ha attivato la clausola di salvaguardia. Vorremmo sapere anche se ha affidato al Gus (Gruppo umana solidarietà) la gestione dei progetti Sprar avendo già la consapevolezza che il numero dei migranti accolti a Macerata era eccessivo. Vorremmo anche sapere dal sindaco se era a conoscenza, quando ha affidato gli incarichi al Gus, della pendenza del procedimento penale per questioni fiscali istruito dalla Guardia di Finanza – peraltro premiata con solenne encomio dal Prefetto proprio per questa indagine – a carico del medesimo Gus, e se non ritenga che questo infici il necessario rapporto fiduciario tra Comune e esecutore dei progetti Sprar. C’è inoltre da chiarire se il rapporto con cui il Gus indicava Innocent Oseghale (attualmente detenuto e accusato del brutale assassinio di Pamela Mastropietro) quale soggetto non idoneo ad usufruire del programma Sprar sia arrivato prima o dopo il delitto e, se giunto prima del delitto, perché il Comune non ha segnalato Oseghale alle competenti autorità, e se ha poi provveduto a sospendere il contributo al Gus per il medesimo. In termini di sicurezza vorremo sapere se il sindaco conferma il giudizio espresso a più riprese per cui a Macerata non vi sarebbe un problema “droga”, e come questa sua affermazione si concili con i dati forniti da Questura e Carabinieri, che segnalano negli ultimi mesi un aumento esponenziale degli arresti e dei sequestri di stupefacenti. Per anni si è negato che i giardini Diaz e il parco di Fontescodella fossero divenuti luogo di spaccio e ritrovo di immigrati pericolosi, poi le meritorie azioni delle forze dell’ordine hanno dimostrato che i nostri allarmi erano più che fondati. Perché Carancini non chiede scusa per gli errori compiuti?

2. Cultura – Vorremmo sapere perché, dopo la sonora sconfitta di “Macerata Capitale della cultura” non v’è stata nessuna valutazione critica circa i progetti presentati. Vorremo capire se i progetti per Macerata capitale della cultura siano stati regolarmente appaltati, con quale procedura e sulla base di quali criteri siano stati scelti. Comunque, è abbastanza singolare che, insistendo sul territorio comunale una delle più prestigiose Università d’Italia e l’Accademia di Belle Arti, e in quello provinciale uno dei più antichi atenei, né Unimc né Unicam, ne l’Accademia siano state minimamente coinvolte nel progetto. Vorremo sapere perché.

3. Rapporti con l’università di Macerata – Le accuse del rettore Francesco Adornato, sono state circostanziate: “poca considerazione e ostilità politica verso l’Università”. Vorremmo sapere dal sindaco se e come pensa di ricucire i rapporti con l’università. La lista delle inadempienze e degli interrogativi è lunghissima: dalle piscine mancate all’ex Upim, cosa intendono fare sindaco e Pd per rendere la città degna di ospitare la prestigiosa Università?

4. La piscine e i presunti conflitti d’interesse – Ennesimo episodio della stucchevole telenovela. Abbiamo appreso che starebbe per chiudersi il contenzioso. Poiché la questione ha comportato spese per milioni di euro a carico della collettività, vorremmo conoscere nel dettaglio i termini e le condizioni dell’accordo con la Fontescodella Spa. Inoltre, poiché in passato si è parlato di presunte sovrapposizioni di ruoli e funzioni nella vicenda, chiediamo approfondite spiegazioni anche su questo aspetto, tali da fugare dubbi e consentire a noi e alla città una complessiva lettura più serena.

5. Politica urbanistica – Il sindaco aveva promesso discontinuità. Invece sembra che nell’ultimo scorcio della sua sindacatura si stia tornando ad antichi standard. Non sappiamo se sia questione di onorare impegni, ma assistiamo a solenni promesse di restauri di antiche fonti che non avvengono, mentre si consente di costruire ville a loro ridosso. Si dice di voler sostenere il commercio e poi si avviano mega strutture commerciali. Vorremo capire dove risiede in tutto ciò l’interesse pubblico e se, ad esempio, il progetto del nuovo centro fiere è supportato da uno studio di marketing e sulla viabilità, da una qualificazione della ricettività, da una specializzazione dell’eventuale polo espositivo. Insomma, più che i metri cubi ci preoccupa che quella possa costituire una “fiera delle vanità”.

6. La crisi del centro storico – Vorremo capire perché il sindaco ha deciso di mortificare il centro storico. Quale riflesso pavloviano lo ha mosso, per quale antico rancore ha deciso di deturpare l’identità di Macerata. Forse da ragazzino non amava le vasche per il Corso? Forse ha sofferto una pena d’amore sotto alla torre civica e per vendetta ha dotato la città di uno Swatch (trattasi di orologio di plastica) da Guinness dei primati? Scherzi a parte, l’atteggiamento di questa Giunta può spiegarsi solo con un malanimo nei confronti del centro della città, dove nulla si è fatto per il commercio e per la residenzialità. Il sindaco aveva promesso una fase sperimentale e poi una riflessione. Sarà ora di farla? E ancora, sappiamo bene che l’acquisto del Parksì non si giustifica né in termini di bilancio, né in termini di efficienza. Quali spiegazioni?

7. Il terremoto, le scuole, la ricostruzione – A parte i soliti ritardi, la realizzazione del polo scolastico alle ex casermette si inserisce nella logica di stravolgimento urbanistico della città. Vorremo capire se accettare finanziamenti dal Qatar sia politicamente ed eticamente corretto. Vorremmo capire se quelle scuole si faranno, o se sarà il bis del polo natatorio. Vorremmo sapere perché, pur esistendo un vincolo di prg dell’area che può essere destinata solo a opere pubbliche, nel progetto è compresa anche la realizzazione di un supermercato, ma soprattutto vorremmo sapere perché il Sindaco ha svenduto il complesso della Mestica che è una delle testimonianze storiche più antiche della città. A questo punto urge chiarezza sugli interventi post terremoto: il Convitto sarà restaurato? Se si, quando? Cosa ne sarà del complesso dei Salesiani? E’ intollerabile il silenzio tombale che il Comune ha fatto scendere sulla ricostruzione, mentre continua a vessare con elevatissime richieste di sanatorie i cittadini che tentano di restaurare loro case.

8. La viabilità e le opere annunciate – Siamo ancora in attesa di sapere se per la Mattei-La Pieve ci sono i fondi, dove sono i progetti, quali sono concretamente i tempi di realizzazione. Vorremmo sapere se dall’apertura della Quadrilatero sia stato condotto uno studio sul cambiamento di flusso per Macerata, e come il Comune intenda realizzare “attrattori” per far diventare un effettivo vantaggio il percorso veloce da Foligno a Civitanova. Vorremmo sapere anche se esiste o se è allo studio un piano di potenziamento dei collegamenti su rotaia e quali strategie si intende adottare per il trasporto pubblico e per la modalità sostenibile, anche in considerazione del futuro e molto incerto polo scolastico, dell’incerto ospedale, dell’ormai mitico polo natatorio, del fantomatico centro fiere.

9. Il nuovo ospedale – E’ ormai evidente che c’è stata quanto meno una sottovalutazione del rischio ambientale riguardo all’area dove dovrebbe sorgere il nuovo ospedale. E’ tempo che Carancini e il Pd forniscano approfonditi chiarimenti su un tema fondamentale per la città e per il suo territorio.

10. Il declino permanente effettivo – Vorremmo capire se il sindaco ha un’idea di città: qual è la vocazione economica di Macerata, quale il suo concreto progetto di sviluppo? Difatti si ha l’impressione di trovarsi davanti a “saldi di fine stagione”: annunci di progetti che non vedono la luce per nascondere una bassa macelleria urbanistica, distruzione sistematica dei ceti produttivi, continua perdita di valore, dalla fuga della Lube alle problematiche della Maceratese, perdite di valore immobiliare, perdita di centralità, senza nessuna prospettiva, e la drammatica rottura dei rapporti con l’università ne costituisce la manifestazione più evidente. Gradiremmo che il sindaco, e più di lui il Pd che dovrà necessariamente “archiviarlo”, rispondessero a questa domanda: quali sono il futuro e la vocazione di Macerata, ora che ha perduto l’autorevolezza di capoluogo?



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