Sisma, Pasqui sulle sae:
«La Regione gioca allo scaricabarile»

CAMERINO - Consegna delle casette, presidenza Anci, nuove chiusure dopo le scosse di aprile: il sindaco replica alle accuse
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Gianluca Pasqui

 

 Gianluca Pasqui contro tutti, subito dopo la conferenza stampa della Corsa alla Spada, il sindaco di Camerino ha voluto fare una serie di «precisazioni, non per fare polemica, ma per fare chiarezza, visto che qui si tenta di fare lo scarica barile», ha precisato. Nel mirino del primo cittadino il cronoprogramma delle aree sae, la circolare della Protezione civile regionale che trasmette ai Comuni l’obbligo di chiedere all’Anac il parere per i puntellamenti particolarmente costosi, il consigliere di opposizione Marco Fanelli che ha chiamato in causa l’amministrazione per le nuove chiusure. Pasqui ha parlato anche del fatto che non è stato messo in condizioni di esercitare il suo ruolo di coordinatore Anci dei sindaci del cratere sismico.

 

CRONOPROGRAMMA SAE – «Riguardo alla consegna delle sae, il comunicato non è dell’amministrazione comunale che mai ha parlato di sabato prossimo per le consegne, io avevo parlato della possibilità di consegnare per sabato prossimo solo 5 Sae a Vallicelle e non quelle dette dall’assessore Sciapichetti – ha spiegato Pasqui – è evidente che non c’è consapevolezza dei problemi che ci sono, perché le sae alle Cortine si possono consegnare soltanto una settimana dopo l’allaccio del gas». Pasqui ha ricordato che durante il recente incontro a Camerino, alla presenza del capo nazionale della Protezione civile Angelo Borrelli, erano stati garantiti i doppi turni: «In quell’occasione ci era stato garantito che si sarebbero fatti i doppi turni, siccome ho la sensazione che qualcuno voglia fare scaricabarile, voglio fare chiarezza sui dati. Se il problema sono le aree sae, mi si dica perché a Castelraimondo per nove sae, la consegna è avvenuta solo venti giorni fa. Io ho solo la paternità politica della scelta delle aree sae il più vicino possibile a Camerino, se non erano buone me lo doveva dire la Regione. Mi devono anche spiegare perché hanno rinviato per ben sette volte le date del cronoprogramma, erano stati promessi i doppi turni, i contratti delle aziende non sono di certo competenza del Comune, ho consultato un legale perché volevo fare ricorso, ma mi ha detto che purtroppo il Comune non può fare nulla». Per il sindaco il problema è la gestione complessiva della costruzione delle sae: «Le aree di oggi sono figlie dell’ok tecnico della Regione, Camerino è nel secondo cratere sismico, è evidente che c’è una gestione di un certo tipo, io voglio riportare la gente nei propri luoghi di origine, ringrazio chi lavora per la città, ma non voglio lo scaricabarile. Ci era stato detto che Cortine non aveva problemi, le altre andavano bene con provvedimenti, che lavorasse la Regione, i doppi turni sono sua competenza».

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Alcune Sae a Vallicelle

Pasqui ha poi mostrato un cronoprogramma che elenca le aree sae, in cui la data di fine lavori, dopo la riunione dell’otto maggio è così indicata per le seguenti aree: Sant’Erasmo metà agosto, Vallicelle A metà agosto, Vallicelle B prossima settimana, Vallicelle C fine giugno-metà luglio. Da definire, ma secondo quanto riferito dal segretario generale Angelo Montaruli, Sara Giannini avrebbe dato come termine massimo il 24 agosto, per la frazione Arcofiato. E’ in corso l’allaccio del gas e saranno consegnate ad una settimana dal completamento di questo processo, le sae delle Cortine Ovest, tra metà e fine giugno il resto dei lotti alle Cortine, obiettivo il 24 agosto per le Cortine ampliamento. Metà luglio per la consegna Sae San Paolo-Ottaviani, San Paolo-Ottaviani ampliamento e Mergnano-San Savino. Fine luglio la consegna a Piegusciano, metà agosto Rocca Varano. Già consegnate a fine marzo le prime sette sae su 318 a Morro. Pasqui ha poi puntato il dito sulla lettera che il 27 aprile scorso il dirigente della Protezione civile regionale David Piccinini ha inviato ai Comuni. Prevede che essendo soggetti attuatori, debbano richiedere all’Anac parere preventivo su «procedimenti ritenuti di elevato importo e procedimenti di particolare rilevanza o complessità».  «Questo blocca di nuovo tutto – ha aggiunto Pasqui – mi si dica se l’elevato importo è di un euro o centomila euro e quali sono i procedimenti di particolare rilevanza o complessità, ora siccome sono soggetti attuatori devono farlo i Comuni, prima spettava alla Protezione civile o alla Regione. Mi si dice che non ho saputo assumere dipendenti, ma dalle graduatorie del Comune di Camerino attingono tutti gli altri, ce ne hanno dati solo 12 su venti richiesti, erano autorizzati 15, ma tre li ha presi la Provincia, pur essendo consigliere provinciale ancora non ho capito cosa abbia fatto la Provincia riguardo al terremoto». Riguardo alle assunzioni, ha poi aggiunto: «Così non possiamo andare avanti. La mia colpa è stata quella di aver assunto una persona part time, che fa parte dello staff del sindaco, potevo fare il concorso ma non ho voluto far spendere soldi al Comune. La segreteria del sindaco inserisce i Cas, serviva una persona che aiutasse a portare avanti i rapporti con la città, il lavoro del sindaco di Camerino non è più lo stesso di tre anni fa. Chi pensa questo non vive a Camerino».

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foto di Claudio Ricotti

NUOVE CHIUSURE DOPO LE SCOSSE DI APRILE –  E’ toccato poi al consigliere comunale Marco Fanelli, che ha evidenziato la mancanza di controlli dell’amministrazione, in seguito al quale per il peggioramento delle scosse, sono state chiuse alcune vie. «Su Fanelli iniziavo a pensare alle dimissioni, non lo vedo da un po’, la stanza dove decide l’amministrazione comunale, di cui lui parla, è quella dove dovrebbero essere i consiglieri che non ci sono – ha spiegato – la porta è aperta, i consiglieri saltano i consigli e votano contro le donazioni, il che è tutto dire. Quando abbiamo riaperto la piazza era perfettamente in sicurezza. Le scosse continuano e mettono in difficoltà le strutture già lesionate, ogni volta non è che si vanno a vedere tutti gli edifici, si fa un check up. Riguardo ai campanili del Duomo, è giusto che ce lo abbia segnalato il proprietario, è l’aiuto che si chiede alla comunità. Tutto è sempre stato in sicurezza, certificato. Se pensa che non è così, lo invito a denunciare il sindaco e gli uffici». Ha proseguito il primo cittadino riguardo alle recenti chiusure: «Stiamo facendo di tutto e di più per mettere in sicurezza, Arco Vannucci lungo via Farnese riaprirà al massimo entro lunedì, per la piazza passerà qualche settimana, ci devono mandare il progetto per renderci conto di qual è la situazione, invito a non dire solo ciò che non va, ma anche come si fa». Il sindaco ha poi accennato di aver avuto un incontro con una signora che viveva di affitti agli universitari, chiedendo che anche a questa categoria sia riconosciuto il mancato guadagno.

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IL NODO ANCI – «Attendo il nuovo governo per fare tante azioni, ho scritto di nuovo al presidente Anci Decaro, per capire come svolgere il mio ruolo di coordinatore Anci dei sindaci del cratere. Non è vero che non ho voluto svolgere questo ruolo – ha sottolineato il sindaco – io nascondo e gli altri sparano dunque farò chiarezza, appena nominato qualcuno ha avanzato una raccolta firme contro di me. Ho sollecitato più volte riguardo al mio incarico, che non si svolge in autonomia, ma secondo le direttive del responsabile Anci per la protezione civile ed i presidenti regionali Anci». Pasqui ha affermato più volte di aver chiesto secondo quali linee guida si dovesse comportare, inviando anche una proposta di lavoro, di aver partecipato ad un incontro a Roma con i quattro presidenti regionali Anci delle Regioni del cratere, aggiungendo che il suo ruolo prevede l’interlocuzione con loro e non quella diretta con i sindaci. Pasqui ha aggiunto di aver chiesto gli indirizzi di tutti i sindaci del cratere e che non gli sarebbero mai stati dati. «Nella lettera ho chiesto a Decaro se vuole che porti avanti questo ruolo – ha concluso – di indicarmi le linee guida a cui attenermi e di fissare un incontro urgente, per definire le linee operative. Io di certo non mi dimetto, se vogliono mi tolgano l’incarico».



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