Mountain bike elettrica,
la rivoluzione parte dai Sibillini

OLTRE IL SISMA - Il progetto di Frontignano bike park e dei rifugi dei comprensorio per rilanciare il turismo nelle aree colpite dal terremoto è realtà. Già una cinquantina i punti di ricarica per i veicoli che permettono anche ai meno esperti di accedere ai panorami mozzafiato della montagna: «Ci arrivano richieste da Olanda, Francia e Svizzera, la gente vuole tornare a visitare questi luoghi»
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Alcuni scatti dei primi due tour pilota del percorso

di Federica Nardi

Salite ripide e panorami mozzafiato. Un patrimonio di natura prima riservato ai ciclisti più intrepidi che ora si apre alla portata anche di chi pedala per la prima volta. La rivoluzione della montagna terremotata parte dalle bici elettriche e dal tour messo a punto da Frontignano bike park e dai rifugi dei Sibillini. «Siamo in grado di accogliere gruppi ristretti al momento – spiega Stefano Marchegiani, che da anni lavora al turismo ciclabile e sostenibile -, ma abbiamo già testato i percorsi con due gruppi da Emilia e Toscana e ci arrivano richieste da Olanda, Francia e Svizzera, la gente vuole tornare a visitare questi luoghi e i mezzi elettrici aiutano anche chi non ha mai usato una bici in vita sua». Le bici elettriche «sono molto diffuse all’estero – spiega Marchegiani – ma in Italia non sono molto usate. In questo senso siamo dei pionieri».

rifugi-sibillini-turismo-montagnaCerto, resta il problema delle strutture ricettive che dopo il terremoto, soprattutto tra Ussita e Visso, si contano sulle dita di una mano. Ma anche in questo senso qualcosa si muove. Ci sono quelle del circondario e i privati si stanno organizzando, soprattutto con la bella stagione in vista, che rende possibile l’ospitalità anche in tenda. Gli organizzatori propongono tour che possono durare da 3 a 10 giorni per un percorso che varia dai 150 ai 400 chilometri. Ricaricare le bici non è un problema, esistono già almeno 50 punti di ricarica gratuiti: si trovano in tutti i rifugi e sempre più attività commerciali si stanno attrezzando in vista di un business che potrebbe dare un’accelerata al turismo dopo il fuggi fuggi di quasi due anni fa a causa del terremoto. La base logistica dei percorsi sono Ussita e la frazione di Frontignano. L’organizzazione si occupa di tutto, compreso il trasporto bagagli. Per cui chi arriva per godersi la montagna troverà, tappa dopo tappa, i bagagli nel rifugio successivo.

rifugi-sibillini-turismo-montagna-2-325x217La tecnologia dà una mano non solo sul fronte della pedalata. I percorsi sono stati interamente tracciati con il gps. Ecco i luoghi e i percorsi proposti dal tour di Frontignano bike park: prima tappa a Ussita, al borgo e alle attività commerciali. Poi si va in Val di Panico e Vallestretta, Arett , Cupi , Macereto. Salita al Fargno per poi procedere per Pintura di Bolognola, Bolognola, Lago di Fiastra, Lame Rosse, Fiegni. Risalita e visita a Sassotetto, piani di Ragnolo, Pizzo Meta. Un giorno o più nei percorsi del Sibillini Park Enduro ( con visita a Sarnano ) e al Sassotetto Bike Park. Ritorno a Pintura di Bolognola passando per Garulla, Rubbiano, visita alle Gole dell’Infernaccio, Altino , sentiero dei Mietitori, Forca di Presta, rifugio Belvedere. E ancora visita a Castelluccio, Pian Grande, Monte Veletta, Monte delle Rose. Da qui tre possibilità: discesa per il Monte Cardosa, Visso, Ussita. Oppure discesa per la Valle di Visso o passaggio per Saccovescio , Orvano , Fematre e Rifugio Saliere , e di nuovo a Visso dopo aver percorso i sentieri di Mevale e Riofreddo.

 

 

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Vista su Castelluccio

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