Moduli per universitari,
il Tar respinge ricorso proprietari
Unicam e Comune: «Area idonea»

CAMERINO - Il contenzioso riguarda l'area destinata alla realizzazione delle strutture per ospitare gli studenti. Ateneo e ente in una nota congiunta spiegano che la Protezione civile ha dato l'ok per i terreni scelti e che la zona non è a rischio di frane
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L’area recintata dove sorgeranno i moduli abitativi per studenti

 

Moduli abitativi per gli studenti a Camerino due, Comune ed università di Camerino difendono la legittimità della scelta, oggetto di un ricorso al Tar da parte dei proprietari del terreno, Fabio Fabiani e Susanna Catalano. Il Tar durante l’udienza cautelare ha respinto il ricorso da loro presentato. L’area è stata recintata e presto inizieranno le opere di urbanizzazione a cura della Eurobuilding di Servigliano, che si è aggiudicata la gara d’appalto, per un importo pari a un milione e 124mila euro, con un ribasso del 38 per cento. I due proprietari annunciano ricorso al Consiglio di Stato, dopo aver scritto anche al presidente della Repubblica Sergio Mattarella ed al capo nazionale della Protezione civile Angelo Borrelli.
«Quale ragionevole e trasparente motivazione spinge il sindaco a non dare la priorità ad un’area edificabile vicina al campus, ampia oltre 81mila metri quadrati, per la costruzione di alloggi provvisori per studenti, ma piuttosto preferire di consumare il suolo comunale accanendosi su di un’area agricola – scrivono i proprietari – in cui è presente una frana attiva, che sarà stravolta con palificate, drenaggi, terre armate, sbancamenti, rilevati, asfalto, che la deturperanno irrispettosamente, modificandone per sempre l’uso originario?». Per i proprietari i container potrebbero essere posizionati nell’area di Montagnano edificabile vicina al campus di via D’Accorso, ampia oltre 81mila metri, o in un’altra area agricola San Paolo 2 ampia 28mila metri quadrati. Conclude la lettera: «Perché il sindaco vuole spendere una somma esorbitante di denaro pubblico, quando potrebbe risparmiarne una buona parte (ad esempio non realizzando 650metri di marciapiede), scegliendo l’altra area da lui stesso considerata per le Sae, che è adiacente al Campus, dove le opere in corso sono notevolmente più contenute, con conseguenti minori costi (circa un terzo) rispetto quelle previste sul campo agricolo a Camerino 2?».
In una nota congiunta, Camerino ed Università ribadiscono l’importanza di garantire alloggi agli studenti universitari, che spesso fanno lunghi viaggi per partecipare a lezioni ed esami. «Il dipartimento della Protezione civile nazionale, sulla quale gravano i costi economici dell’intervento, ha ritenuto l’area individuata idonea all’allestimento delle strutture temporanee destinate a strutture abitative di emergenza. Il progetto approvato interessa esclusivamente l’area ritenuta idonea e non interessata da frane – scrivono Unicam e Comune – tanto che non sono previsti particolari interventi di fondazione, né costi ingenti, ma la realizzazione dei comuni basamenti per container, oltre, ovviamente, delle necessarie opere di urbanizzazione». Nel comunicato si spiega che l’area agricola è stata scelta proprio perchè «si conforma ad un indirizzo generale utilizzato, laddove possibile, dal Comune nell’emergenza post sismica, principio necessitato dal contenimento dei costi nella considerazione che l’occupazione di aree edificabili è decisamente più onerosa. L’area è stata ritenuta idonea anche logisticamente, la localizzazione proposta nel progetto è quella che maggiormente soddisfa le esigenze della collettività in quanto trovandosi logisticamente in una zona più prossima al polo didattico – conclude la nota – la coerenza dell’operato del Comune è stata anche confermata dall’ordinanza del Tar delle Marche pubblicata in data 10 novembre scorso, con la quale è stata respinta la richiesta cautelare del proprietario dell’area».

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Le aree alternative indicate dai proprietari del terreno



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