Annullato il concerto di Bello Figo,
“I razzisti hanno paura
delle loro stesse parole”

RIPE SAN GINESIO - Gli organizzatori di Borgofuturo hanno cancellato l'esibizione del rapper per motivi di ordine pubblico. La serata sulle bufale e la post-verità di venerdì viene spostata a domenica. Vittorio Lattanzi, autore de Lercio: "A quanto pare certe cose non possono essere dette da uno di colore"
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Vittorio Lattanzi di Lercio

 

di Leonardo Giorgi

Troppi insulti e pericoli di ordine pubblico, il concerto di Bello Figo di venerdì a Ripe San Ginesio viene annullato. Lo fa sapere il comitato organizzativo di Borgofuturo, il festival biennale che si tiene nel piccolo borgo dei Sibillini. Il controverso rapper, star di Youtube, sarebbe dovuto essere protagonista della “Beccacciò night” insieme al giornale satirico Lercio, per un dibattito sulle bufale e sulla post-verità. «A quanto pare i razzisti non sopportano sentire le stesse parole che usano loro uscire dalla bocca di un immigrato. Certe parole non possono essere ripetute da uno di colore» commenta Vittorio Lattanzi, redattore e autore di Lercio. «A noi del giornale non cambia niente, a parte il fatto di dover spostare la serata e aver perso un’occasione per fare beneficenza. Dispiace perché viene a mancare un’occasione di solidarietà per il territorio, visto che l’evento è stato organizzato col tema della ricostruzione». Lercio non è nuovo nel «far materializzare gli incubi delle persone a scopo satirico, ma è assurdo che si sia dovuto annullare un evento per via delle parole di quelle persone che non sarebbero mai venute. E’ una minaccia che fa un po’ ridere quella di dire “ah se ci viene quello, vengo giù anch’io”, gli organizzatori in questo senso sarebbero contenti più che impauriti». «Anche quando ci fu la bufala del concerto di Bello Figo a Porto Sant’Elpidio – ricorda l’autore -, esplose un caso del genere. E’ la prima volta che ci capita di annullare una serata per un motivo così. E’ successo di doverla spostare per maltempo o addirittura per sequestro del palco ad un rave. Ma per problemi di ordine pubblico a un concerto di Bello Figo è assolutamente la prima».

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Bello Figo ospite della trasmissione “Dalla vostra parte” su Rete 4

Pensiero condiviso anche dagli stessi organizzatori del festival, che hanno affidato ad un post su Facebook la loro delusione. «Abbiamo capito che in Italia un rapper nero non può parlare di sesso, di illegalità e dire le parolacce come i suoi colleghi bianchi – si legge nella pagina di Borgofuturo -. Abbiamo capito che in Italia un rapper nero non può ripetere nelle sue canzoni le stesse parole che si sente dire da tanti italiani da quand’è piccolo (non pagano l’affitto, non lavorano eccetera). Abbiamo capito che se organizzi eventi di sostanza, che davvero si confrontano con un possibile cambiamento, non crei problemi a nessuno. Se invece metti in piedi una serata demenziale, senza nessun risvolto serio di contenuti, ma che stuzzica una certa componente razzista, allora stai sicuro che avrai dei problemi. Infine, abbiamo capito che i destinatari ultimi di questa serata, i beccaccioni di ogni credo, totalmente privi di senso critico e della voglia di utilizzarlo, sono al mondo in quantità molto superiore rispetto a quanto pensavamo. Bisognerebbe costruirci un festival ad hoc, ma una cosa per volta. Insomma sapevamo poco – hanno concluso -, ora sappiamo molto di più».



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