“Verità e giustizia
per Padre Fidenzio Volpi”

Il frate francescano è morto nel 2015 in circostanze misteriose dopo aver scoperto traffici di droga e di capitali dietro le attività di un istituto religioso. Un libro riaccende l'interesse per una vicenda ancora sotto il vaglio della magistratura
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La presentazione del libro in Borgo Pio a Roma
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Padre Fidenzio Volpi con Papa Francesco

Una storia che sembra un romanzo di genere e che invece racconta di fatti reali e drammatici italiani. Si trova in un libro che rende omaggio ad un frate francescano Padre Fidenzio Volpi morto in circostanze misteriose nel 2015, un’indagine della magistratura dovrà appurare se si tratta di omicidio. Nel pomeriggio di mercoledì scorso nella sede della prestigiosa libreria ecumenica “Il Messaggio dell’Icona”,  in Borgo Pio, a due passi dal Vaticano, il libro “Verità e giustizia per Padre Fidenzio Volpi” è stato presentato davanti ad un folto pubblico, composto di persone interessate a diverso titolo alle tematiche religiose. Sono intervenuti i due autori del volume: Loredana Volpi, nipote di Padre Fidenzio, e Mario Castellano, che del commissario apostolico dell’Istituto dei Frati Francescani dell’Immacolata fu consulente giuridico fin dall’assunzione dell’incarico, nonché suo amico personale. L’opera contiene in primo luogo un “excursus” sulla vicenda vissuta da Padre Fidenzio Volpi nello svolgimento delle sue funzioni, illustrando in primo luogo come il grave contenzioso apertosi immediatamente con il settore dell’istituto in aperta ribellione al magistero degli ultimi Papi e del Concilio Ecumenico comportasse anche una aperta contestazione della autorità della Chiesa.

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Mario Castellano e Loredana Volpi

Se Papa Francesco affermò sempre, anche pubblicamente, la sua piena ed incondizionata approvazione dell’opera svolta da Padre Fidenzio Volpi, chiarendo che essa era pienamente conforme con gli orientamenti espressi dallo stesso pontefice, la Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata non espresse un eguale sostegno di fronte alla sistematica campagna di diffamazioni, di ingiurie e di minacce di cui il Commissario Apostolico fu vittima fin dal momento della sua nomina. Questo mancato appoggio si aggravò quando Padre Volpi, rifiutando energicamente di aderire a pretese economiche del tutto infondate dal punto vista giuridico, giunse a scoprire ed affrontare la realtà inquietante che si celava dietro alla disobbedienza delle anteriori Autorità dei Francescani dell’Immacolata nei confronti della Santa Sede: l’istituto veniva usato come cassaforte e prestanome dalla camorra. Fu in quel momento che Padre Volpi, se veramente la sua morte, come ipotizzano gli autori del libro, venne provocata intenzionalmente, firmò la propria condanna.


padre-volpi-3-400x225Sulle circostanze del decesso, i familiari ed i collaboratori hanno svolto tutte le indagini loro possibili,
sottoponendo i peli della barba prelevati al Religioso nei suoi ultimi giorni di vita ad una perizia tossicologica che ha rivelato una presenza anomala di arsenico nel suo corpo e facendo valutare da un medico legale e da un criminologo le cartelle cliniche degli ospedali in cui il commissario apostolico fu ricoverato: i sintomi riscontrati risultano tutti compatibili con un avvelenamento progressivo. La risposta alla domanda se Padre Volpi venne ucciso spetta alla magistratura, di cui si attende il responso, ma la sua morte si inquadra in una vicenda iniziata molto prima della sua nomina.

padre-volpi-5-400x225Sono in corso infatti altri due procedimenti penali, riguardanti l’uno le morti sospette di religiosi, suore e benefattrici dell’istituto, sepolti tutti nella cripta della chiesa annessa al convento di Frigento, in Irpinia, l’altro i reati di truffa aggravata e di falso ideologico imputati ad alcuni anteriori dirigenti dei Francescani dell’Immacolata per le modifiche introdotte negli statuti delle associazioni cui erano intestati i loro beni. 

padre-volpi-6-400x225Grazie precisamente a tali emendamenti, la camorra poté mantenere il controllo di ricchezze enormi, sottraendolo ai religiosi, sottoposti al voto di obbedienza al commissario apostolico.
Infine, il 7 gennaio scorso, Padre Angelo Maria Gaeta, testimone di accusa in questo ultimo processo è stato gravemente ferito nella basilica di Santa Maria Maggiore, cioè in territorio vaticano, in un misterioso attentato che vari mezzi di comunicazione hanno messo in rapporto con la morte di Padre Volpi e con quelle, altrettanto sospette, avvenute in precedenza. Con il loro libro, gli autori si propongono di mantenere vivo l’interesse dell’opinione pubblica su queste vicende, in modo che l’opera intrapresa dalla magistratura per l’accertamento della verità sia compresa e sostenuta dai cittadini, dai fedeli e da tutti quanti ebbero occasione di conoscere in vita Padre Fidenzio Volpi, sacerdote di Cristo.

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