Sisma, mostre hi-tec
per la rinascita dell’arte

La proposta di Massimo Puliani, responsabile della attività culturali del Pd Marche, e della docente di Museologia Lucia Cataldo che rilanciano sul progetto del Mama: "Le opere vanno mantenute sul territorio e valorizzate attraverso forme ed espressioni interattive e multimediali"

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Alcune opere portate in salvo da Visso

 

puliani

 

di Massimo Puliani e Lucia Cataldo*

Una proposta nel maceratese per il rilancio del turismo-culturale: mostre d’arte fra tradizione e nuove tecnologie nei luoghi dei territori feriti dal terremoto. Pensiamo al fascino, al valore poetico delle opere salvate dal terremoto. Il loro racconto sarà multiplo, espressione ieri come oggi di rinascita e loro malgrado di fuga. Si presenteranno al pubblico con una sofferenza-ferita e al tempo stesso con la voglia di ritornare nei luoghi d’origine. Dopo tante riflessioni, progettazioni sul museo diffuso, sui nuovi spazi museali, sullo storytelling dei sistemi espositivi, ecco arrivato il momento da parte dei politici e degli operatori di passare ai fatti concreti.

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Lucia Cataldo

Due considerazioni in premessa. La prima sul piano quantitativo: sono state oltre 220 ad oggi le opere recuperate nel post terremoto. L’ultimo ritrovamento è stato in una frazione di Castelsantangelo sul Nera, un polittico di Paolo da Visso. Leggiamo che sarà spostato ad Ancona e poi avrà destinazione Firenze per il restauro. La seconda sul piano politico: il Manifesto dei Comuni della Marca Maceratese (leggi l’articolo) con cinque idee per ripartire dal nostro patrimonio culturale e la successiva riunione fatta di recente alla presenza del commissario per la Ricostruzione Vasco Errani. “Cura, tutela e valorizzazione” è in sintesi il punto cruciale della politica culturale a favore del patrimonio artistico delle piccole realtà colpite. Se per quanto attiene alla salvaguardia delle opere che sono state recuperate nei siti colpiti dal sisma si può immaginare un intervento conservativo, per quanto riguarda la cosiddetta “valorizzazione” è emersa la necessità di creare un progetto di investimento che abbia due obiettivi: salvarle e mostrarle – dove è possibile – nel territorio d’origine, in accordo con le più recenti linee guida della museologia contemporanea.

Le proposte di alcuni comuni (da Macerata a Treia, da Camerino a Visso) sono molto interessanti e necessitano una giusta considerazione. Convergono su un punto comune: una riconoscibile identità artistica e una funzione turistico-culturale del proprio patrimonio, con indotto sia dal punto di vista economico che promozionale per le comunità. Sollecitiamo quindi il mantenimento delle opere all’interno di idonee strutture del maceratese, ossia del bacino territoriale da cui provengono, e la realizzazione di progetti espositivi in base a criteri e obiettivi storico-artistici anche attraverso forme ed espressioni interattive e multimediali (attraverso l’immagine e il suono Ict, Information and Communication Tecnology) che reporter, videomaker e musicisti potranno contribuire ad implementare con sensibilità “contemporanea”.

 

*Massimo Puliani, responsabile Pd Marche commissione Attività Culturali/Spettacolo Multimedialità

Lucia Cataldo, docente di Museologia e Storia dell’Arte, commissione Pd Marche Valorizzazione Beni Culturali


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