In moto tra le dune del deserto:
un sarnanese l’unico italiano
sulla rotta di Dakar

IL PERSONAGGIO - Albert Arrà, 36enne residente in Spagna, sta partecipando all'International Rally che si concluderà il 7 febbraio in Senegal. Macinerà in solitaria circa 6mila chilometri. La compagna Margherita: "Ha la passione per i motori, ogni fine settimana esce per fare enduro". A casa i suoi due figli sono i più grandi tifosi e il più piccolo, a soli 4 anni, si sta già allenando su una due ruote

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Albert Arrà durante la competizione

 

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Albert Arrà con la sua moto

 

di Marco Ribechi

Da Almeria fino al Senegal, in solitaria e in sella ad una Ktm. E’ l’avventura di un sarnanese, residente in Spagna, con la passione per l’avventura e i motori. Albert Arrà sta attraversando le dune del deserto del Sahara per cercare di vincere l’Intercontinental Rally, una delle gare più famose del mondo. Unico italiano nella competizione, attualmente si trova in 10esima posizione a causa di un problema con il Gps durante la prima tappa. Il percorso è però ancora lungo e si concluderà il 7 febbraio a Lac Rose, dopo circa 6mila chilometri percorsi a tutta velocità. Da circa un decennio Albert vive e lavora in riva al mare, in Andalucia nella località El Palmar dove insieme alla sua compagna Margherita, gestisce un ristorante di cucina tipica italiana, “La dolce vita”. Qui vivono anche i suoi due bambini, Lola di 7 anni e Alberto di 5. «E’ un uomo che ha sempre avuto la passione per i motori – spiega Margherita – Suo padre gli ha trasmesso questo interesse. Quando aveva 4 o 5 anni ha ricevuto in regalo la sua prima moto. Da ragazzo ha partecipato a qualche gara e anche oggi che ha 36 anni ogni fine settimana esce in moto con gli amici per fare enduro».

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Arrà con la sua famiglia: la compagna Margherita e i due figli Alberto e Lola

Già lo scorso anno Arrà aveva preso parte alla competizione, gestendo in maniera impeccabile un secondo posto fino a quando un guasto al motore in Mauritania non lo ha costretto ad abbandonare la gara. «La buona prova dello scorso anno lo ha spinto a riprovare – continua la compagna – Nella precedente edizione aveva una moto meno competitiva, messa appunto con il suo amico Antonio Campisano, ex pilota con alcuni titoli in bacheca. Quest’anno ha invece una moto nuova che è sicuramente più affidabile dell’altra». Arrà è iscritto alla categoria Malles che presenta una particolarità: «Sono quei piloti che viaggiano in solitaria – continua Margherita – non ha un team che lo segue e in caso di guasto deve sistemarsi tutto da solo. C’è solo una equipe che lo aiuta a trovare alloggio, oppure che gli passa il cibo e vende la benzina».

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Un momento della gara

Albert e Margerita si sono conosciuti circa 10 anni fa quando erano entrambi dipendenti di strutture ricettive a El Palmar. Negli anni hanno realizzato il loro ristorantino vista mare che serve portate e prodotti tipici italiani. Albert però non ha mai abbandonato la passione per le moto. «Non ci sono premi alla fine della competizione – spiega Margherita – lo fa perchè gli piace. E’ un percorso pericoloso, lo scorso anno degli australiani sono tornati a casa conciati molto male. Lui è completamente isolato, in alcuni posti può chiamare solo con un cellulare satellitare che tra l’altro neanche possiede. Ha solamente un bottone di emergenza da premere in caso di incidente grave ma significherebbe essere automaticamente esclusi dalla gara». Al momento Albert Arrà si trova in Marocco e a breve entrerà in una dei tratti più complessi del percorso, quello in Mauritania. Una strada completamente immersa nel deserto dove il gruppo di 53 partecipanti sarà scortato dall’esercito visto le condizioni politiche non proprio stabili. E mentre il papà va all’avventura nel deserto Alberto, il figlio piccolo, è già pronto a salire in sella ad una due ruote.

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Il piccolo Alberto ha già iniziato ad allenarsi

 

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Albert Arrà con i figli Lola e Alberto

 

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L’amico Antonio Campisano

 

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La terrazza del ristorante “La dolce vita”


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