Muore a 27 anni cadendo dal cavalcavia,
Anas condannata: pagherà 400mila euro

CIVITANOVA - Diciassette anni fa Marco Vesprini e un suo amico avevano perso la vita dopo un incidente sulla Orte-Terni, cercando di salvarsi da un'auto che gli stava piombando addosso. Era notte e non sapevano, perché non era segnalato, che stavano a dieci metri di altezza

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Il cavalcavia da dove precipitarono i due ragazzi

 

di Gianluca Ginella

E’ notte sul raccordo Orte Terni. Sul viadotto alcuni ragazzi hanno un incidente d’auto. Nulla di grave, scendono illesi. Poi due di loro hanno paura perché vedono un’auto che sta piombando loro addosso, allora scavalcano il guardrail per evitarla, credendo ci sia erba o cemento, senza sapere che stanno su un cavalcavia. Sotto di loro si apre un baratro e precipitano per 10 metri. Quella era la notte del 7 agosto 2000, la notte in cui morirono due amici: Marco Vesprini, 27 anni, che viveva a Civitanova, e Marco Vittori, di Amelia. A distanza di quasi 17 anni il tribunale di Terni ieri ha condannato l’Anas, a conclusione del processo civile, al risarcimento di 400mila euro a Teresa Diomedi e Jessica Vesprini, mamma e sorella del 27enne (assistite dagli avvocati Maurizio Vallasciani e Giuseppe Scataglini).

Quello che era accaduto intorno alla mezzanotte del 7 agosto di 17 anni fa aveva fatto molto scalpore. Alcuni amici stavano viaggiando in auto sulla Orte-Terni e rientravano da Roma. A bordo, come passeggero, c’era Vesprini. Poi il conducente della vettura aveva perso il controllo dell’auto all’uscita da una galleria e dopo alcuni testacoda si era fermato contromano sulla corsia di sorpasso. Nessuno si era fatto male. Ma quando avevano visto giungere un’auto a velocità elevata, per salvarsi Vesprini e Vittori avevano scavalcato il guardrail. Ma era buio e non potevano sapere di trovarsi su di un viadotto. Sulla vicenda si era aperto un processo penale che si è concluso nel 2009 con la condanna in Cassazione nei confronti dei responsabili dell’Anas. Nel corso del processo era emerso che il viadotto non era segnalato. Dopo l’incidente l’Anas aveva messo una rete di protezione sui bordi della strada. Ora si è concluso anche il processo civile: il tribunale di Terni ha stabilito, con questa sentenza, «che incombe sull’amministrazione il dovere di mantenere le strade pubbliche in condizioni tali che non derivino agli utenti, che fanno ragionevole affidamento sullo stato di apparente transitabilità di esse, situazioni diverse dall’apparenza, costituenti veri e propri pericoli occulti» dicono i legali Maurizio Vallasciani e Giuseppe Scataglini, soddisfatti per l’esito di un processo lungo e complesso. Felici per la sentenza la madre e la sorella di Vesprini che in questi anni sono state colpite anche da un altro dolore, la perdita, in un incidente stradale, del fratello di Marco, Andrea. «La più grande consolazione è però nella speranza che fatti del genere non accadano più – dicono i legali –, nella certezza che quanto accaduto a Marco sia di monito per garantire le condizioni di sicurezza sulle strade. Solo così non sarà morto invano». Al momento dell’incidente «l’Anas non aveva alcuna copertura assicurativa, circostanza purtroppo che ancora oggi accade per altri enti a partecipazione pubblica. La condanna sarà quindi di monito a chi di dovere» concludono i legali.


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