Duecento cavalli a Tolentino
per la “Benedizione di Sant’Antonio”

TRADIZIONE - Domenica 29 gennaio si recupera la festa rinviata per il maltempo con la partecipazione degli agenti a cavallo della polizia, delle Giacche verdi e del Secondo reggimento cavalleggeri

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benedizione-animali2-300x225Torna, slittata di una settimana per il maltempo, l’oramai tradizionale manifestazione della “Benedizione di Sant’Antonio” nel centro di Tolentino, domenica 29 gennaio, organizzata dall’Associazione Ippica Dilettantistica “I Cavalleggeri” di Tolentino con il patrocinio del Comune. Ospiti speciali gli agenti a cavallo della polizia , le Giacche verdi e il Secondo reggimento cavalleggeri. Il programma prevede un corteo di cavalli e animali con partenza intorno alle 10,15 dal piazzale della piscina comunale e che transiterà per via Nazionale, corso Garibaldi, piazza della Libertà, dove gli animali, alle 10,45, faranno sosta e saranno benedetti, per poi proseguire per via Filelfo, via Gramsci, piazza Don Bosco, via Massi, via Parisani, via Tambroni, via Matteotti, via Murat, viale della Repubblica, via Nazionale e ritorno alla piscina comunale. Alla manifestazione parteciperà, a partire dalle 9,30, in piazza della Libertà, il “Villino Equitazione” che sarà presente con simpatici e docili pony e con i cani dell’Associazione “Il mio Labrador” che daranno vita ad una simpatica esibizione di agility dog. Attesi a Tolentino, come tutti gli anni, circa duecento cavalli di diverse razze e con diversi tipi di monta. Anche per questo 2017 è prevista la presenza di gruppi a cavallo che indosseranno abiti tipici e divise d’epoca e di diverse carrozze e calessi.

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Una precedente edizione

Nella cultura popolare, Sant’Antonio abate veniva raffigurato con accanto un porcellino, i contadini, per distinguerlo dall’altro Antonio, quello comunemente detto da Padova (e che invece è di Lisbona), lo chiamavano infatti Sant’Antonio del porcello; spesso era rappresentato con lingue di fuoco ai piedi e aveva in mano un bastone alla cui estremità era appeso un campanellino. Sul suo abito spiccava il tau, croce egiziana a forma di “T”, simbolo della vita e della vittoria contro le epidemie – cosa a cui sembra alludere anche il campanello, che era utilizzato appunto per segnalare l’arrivo dei malati contagiosi. I riti che si compiono ogni anno in occasione della festa di Sant’Antonio sono antichissimi e legati strettamente alla vita contadina e fanno di Antonio abate un vero e proprio “santo del popolo”. Egli è considerato il protettore per eccellenza contro le epidemie di certe malattie, sia dell’uomo, sia degli animali. E’ infatti invocato come protettore del bestiame (che durante la festa viene benedetto), dei porcai, dei macellai e dei salumieri e la sua effigie era in passato collocata sulla porta delle stalle. In questi anni alla manifestazione di Tolentino hanno partecipato alla benedizione mucche, pecore, conigli, piccioni, cani, gatti, uccellini, pappagalli, merli, piccoli criceti, animali esotici come l’iguana e persino pesci rossi nelle loro bocce di vetro, tutti ornati con fiocchi rossi e cappottini all’ultima moda. Ma i veri protagonisti sono sempre gli oltre duecento cavalli provenienti da tutta la regione e che arrivano in città su invito dei Cavalleggeri di Tolentino. Sfilano stupendi e superbi esemplari arabi, inglesi, italiani, andalusi, appaloosa, cavalli altissimi e pony, tutti fieri delle loro bardature “a festa” o del calesse.


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