Pazzi per i pupazzi

MACERATA - Piazza della Libertà, palazzo Buonaccorsi, e piazza Mazzini: le bianche creature di neve sono spuntate come funghi nel capoluogo. FOTO

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Piazza Mazzini

 

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Il pupazzo di neve in piazza della Libertà (Foto De Marco)

 

di Claudio Ricci

Con la neve si ritorna bambini. Pallate e sfide in discesa – che siano a bordo di uno slittino, di un vecchio copertone o di un sacco di plastica sono irresistibili anche per i meno giovani. Ma c’è un richiamo che, davanti alla meraviglia della natura in bianco risveglia più di tutti il fanciullo che è in noi: fare il più bel pupazzo di neve. Una prova non facile che ha visto comparire in particolar modo a Macerata ( ma non solo) diversi omini e donnine sorti, come per magia, dalla candida coltre che da ieri ricopre la città. E se a volte gli autori preferiscono rimanere nell’anonimato come in una sorta di assalto creativo clandestino altre sono proprio gli artefici a volersi svelare la propria identità in un impeto di orgoglio artistico acceso dall’elettrizzante clima glaciale. “Abbiamo cominciato per sfidare dei bambini che stavano facendo un pupazzo poco più in là ma loro hanno smesso poco dopo e noi stiamo ancora qui, rischiando l’ibernamento”.

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Bambini slittano al campo di Collevario (Foto Benfatto)

Scherzano Sara Mandolesi e Ilaria Pulcini studentesse dell’Accademia di Belle arti di Macerata autrici di una “pupazza” (inconfondibile il décolleté che le artiste hanno voluto scolpire sul corpo chiaramente femminile). Alla mano strumenti per modellare le forme e colori le due ragazze hanno invogliato i passanti (soprattutto bambini) a creare altre figure in piazza della Libertà. Altra opera degna di attenzione, quella che alcuni anonimi hanno voluto lasciare nello scrigno dell’arte cittadina. Nel cortile di palazzo Buonaccorsi un altro pupazzo, (in stile puramente neoclassico con le tre palle appoggiate una sull’altra a riprodurre la corpulenta costituzione dei tipici pupazzi invernali) dà ampio sfoggio di sé ai piedi dei tre colossi che dominano il patio dell’edificio signorile. Alla perfezione della sezione aurea pupazzesca si contrappone l’opera ispirata al sentimento. Nel romanticismo di piazza Mazzini, alcuni ragazzi si sono cimentati nel rendere il calore dell’amore plasmando la fredda neve. Su una panchina una coppia seduta si dà la mano. Il sentimento emerge dalla creazione di ghiaccio rendendo la scultura un’attrazione che non è sfuggita ai passanti. Tutto intorno auto a rilento, pedoni incerti e l’incessante andirivieni degli spazzaneve. La città non si ferma.

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Palazzo Buonaccorsi (Foto De Marco)

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Foto Benfatto

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Un pupazzo di neve a Chiesanuova di Treia nella foto di Elena Dragu

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Il pupazzo di neve di “Lube nel cuore”

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Foto De Marco

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Foto Elena Dragu


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