“Asur, politica del gambero
sull’ospedale di San Severino”

SANITA' - L'avvocato Marco Massei, vice presidente del comitato a tutela del Bartolomeo Eustachio, va all'attacco. Parla di promesse non mantenute e del progressivo depotenziamento di alcuni reparti. Inoltre

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L’avvocato Marco Massei

 

“L’Asur attua la politica del gambero, riguardo l’ospedale di San Severino non mantiene neanche quanto promesso e pian piano si sta assistendo al depotenziamento di alcuni reparti”. Con queste parole l’avvocato Marco Massei vice presidente del comitato per la tutela e la difesa dell’ospedale Bartolomeo Eustachio, lancia l’allarme su alcuni servizi del nosocomio settempedano. “Pensiamo alla week surgery, già attivata e che doveva diventare il riferimento per l’Area vasta ed alla Lumpa (lungodegenza medicina post acuzie), anche questa attivata, ma che avrebbe dovuto assorbire l’omonimo reparto matelicese. Entrambe le strutture sono attive, ma sottodimensionate, mancano quei numeri di un certo rilievo che ci si aspettava – prosegue Massei – inoltre ci preoccupa notevolmente vedere che in alcuni casi, il personale sanitario di grande esperienza collocato a riposo per raggiunti limiti di età, poi non viene sostituito. Questo nel tempo potrebbe dare luogo alla diminuzione dei servizi del nostro ospedale”. Massei annuncia che con l’inizio del nuovo anno il comitato settempedano ha ripreso la propria attività: “Ci riuniremo entro questa settimana per programmare le prossime attività ed iniziative congiunte con i comitati di Cingoli e Recanati, tutte volte a tutelare il diritto alla salute dei cittadini di un entroterra sempre più in difficoltà, soprattutto a causa del sisma e dell’inverno gelido che rende ancora più precaria la viabilità”. A quasi un anno dalla chiusura di ostetricia e ginecologia, Massei analizza la situazione: “Siamo addolorati per la chiusura di quello che era un reparto di eccellenza del nostro ospedale.

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L’ospedale di San Severino

Nel punto nascita di San Severino hanno visto la luce nel 2015 circa settecento neonati, un numero molto al di sopra delle dimensioni demografiche del nostro Comune, segno di grande attrattività del reparto, con molte partorienti anche da altre province. Analizzando i dati dei parti del 2016 del reparto di ostetricia di Macerata, aumentati di poco più di 200 nati rispetto all’anno prima, apparsi di recente sulla stampa, possiamo affermare che neanche un terzo delle donne che in precedenza si rivolgevano a San Severino, hanno scelto Macerata, non vorrei che le altre si siano rivolte fuori regione, con un notevole aggravio dei costi, per il sistema sanitario”. Conclude l’avvocato Massei: “Aver chiuso un reparto di eccellenza come Ostetricia e Ginecologia è stato un gravissimo errore. Come sempre a rimetterci sono i cittadini, le difficoltà aumentano per la viabilità precaria resa ancora più complicata dal maltempo invernale e per le conseguenze del terremoto. In momenti come questo l’ospedale di San Severino, la cui struttura è un punto di riferimento per tutto l’entroterra, andrebbe potenziato. Per quanto riguarda il punto nascita è evidente che il reparto di Macerata non ha compensato tutto il vuoto lasciato dalla chiusura di San Severino. Di certo stupisce apprendere dalla stampa, tramite le dichiarazioni del primario, che ad oggi i lavori di ristrutturazione del reparto di Ginecologia ed Ostetricia di Macerata, non sono ancora iniziati. Il nostro comitato aveva chiesto di sospendere la chiusura di San Severino, sino a quando non fosse stata completata la ristrutturazione a Macerata”.

 


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