Camera di commercio dimezzata:
in 5 anni tagliato il 50% delle entrate
Stanziato 1 milione per i terremotati

MACERATA - Presentato il bilancio preventivo dell'ente alle prese con la riduzione delle entrate (da 11,2 milioni a 5,6 milioni) e delle funzioni decise dalla riforma. Il presidente Giuliano Bianchi: "Il problema è una sorta di immobilismo che ci viene imposto. Un danno non poter più promuovere all'estero le nostre imprese". Intanto il collegio sindacale ha sbloccato le risorse per le aree interne colpite dal sisma

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Da sinistra: Elisa Bolognesi, Giuliano Bianchi, Giordano Nasini e Mario Guadagno presentano il bilancio preventivo della Camera di Commercio

 

di Claudio Ricci

Non ha inciso il calo dei proventi del 50%: la Camera di commercio stanzia 1 milione di euro per il territorio colpito dal sisma. Uno sforzo considerevole dato che le entrate dell’ente sono passate da 11milioni e 267mila euro (del 2012) a 5milioni 281mila previsti per il 2017. I dati sono stati presentati oggi nella sede di via Lauri a Macerata dal presidente Giuliano Bianchi, dalla componente della giunta Elisa Bolognesi, dal consigliere Giordano Nasini e dal segretario Mario Guadagno. Drastico il giro di vite imposto dalla riforma del 2010 entrata nel vivo con la legge delega dell’agosto 2015. Il provvedimento ha tagliato del 50% i contributi camerali delle imprese e ha costretto l’ente a ridurre drasticamente le uscite passate da 11 milioni 280mila  a 6 milioni 378mila. La sforbiciata ha riguardato soprattutto il personale (passato da 56 a 48 dipendenti), l’ottimizzazione degli immobili (molte le proprietà oggi inutilizzate) e gli interventi economici scesi da 4,7 milioni a 1,2 (incertezza sul contributo di 570mila euro alla Quadrilatero). Con la riduzione per la promozione delle imprese all’estero a giocare la parte del leone. “Investivamo circa 1 milione l’anno per mandare soprattutto le piccole imprese (che non hanno molta capacità di mercato) alle fiere – spiega il presidente Giuliano Bianchi – Il danno di non poterle più promuovere all’estero significa tarpare le ali di un territorio come il nostro”.

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Elisa Bolognesi componente della giunta camerale con il presidente Giuliano Bianchi

Una riforma a metà che riduce fortemente le funzioni dell’ente (rimane ad esempio il registro delle imprese ma viene vietata appunto l’internazionalizzazione) e rende parte delle restanti vincolate al parere del ministero (attività promozionali): “Il vero problema è di fatto una sorta di immobilismo che ci viene imposto – continua Bianchi – Sono state ridiscusse tutte le funzioni. Alcune soppresse, altre non è chiaro se possiamo assolverle”. Intanto continua il cammino verso la fusione che vede l’ente maceratese più orientato verso la soluzione delle due camere regionali (accorpandosi con Fermo ed Ascoli) piuttosto che verso l’istituto unico. “Unioncamere vuole un’indicazione entro fine febbraio – specifica Bianchi – ma noi rimaniamo del partito delle due camere per cercare di mantenere il più vicino possibile le istituzioni al territorio”. Nonostante le difficoltà oggettive l’ente ha sbloccato 1 milione di euro per le aree interne e si è in attesa di risposte sul fondo nazionale istituito da Unioncamere per le zone terremotate: “Essendo la nostra provincia la più colpita ci aspettiamo che arrivino questi 700mila euro”. Tra le questioni che rimangono in sospeso a causa della riforma delle funzioni quella della civica enoteca, chiusa dal 31 dicembre. “E’ una di quelle iniziative per cui abbiamo dovuto chiedere al ministero se possiamo ancora gestire in autonomia – chiarisce il presidente – Abbiamo spedito una lettera e siamo in attesa di risposta. Se no, possiamo darla ad un altro ente, come Provincia o Comune che sono già stati contattati. In entrambi i casi sarà necessario un bando pubblico per far rimanere in piedi un’attività che all’epoca ha contribuito a ripopolare e ravvivare il centro storico”.


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