Rapina a casa di 2 anziani,
il 28enne arrestato:
“L’ho fatto perché non lavoravo”

MACERATA - Marco Frascaria è comparso questa mattina davanti al gip per l'interrogatorio di garanzia. Ha detto di aver colpito la proprietaria della casa per non venire riconosciuto e di aver minacciato una persona per essere aiutato. L'episodio risale al giorno di Santo Stefano

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Oggetti sparsi dal rapinatore mentre faceva il colpo

 

 

di Gianluca Ginella

«Non lavoravo da novembre, per questo ho fatto la rapina. La signora l’ho colpita con due schiaffi perché mi aveva tirato giù il cappuccio e non volevo mi vedesse in viso. Sono pentito». Così Marco Frascaria, il giovane di 28 anni che il giorno di Santo Stefano ha messo a segno una rapina in una abitazione di via Roma, a Macerata (leggi l’articolo). L’uomo è comparso davanti al gip Giovanni Manzoni del tribunale di Macerata per l’interrogatorio di garanzia. Con lui il suo legale, l’avvocato Giovanni Bora. Il 28enne, finito in manette il 30 dicembre in seguito alle indagini della Squadra mobile di Macerata, è accusato di rapina, lesioni, violazione di domicilio.

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L’avvocato Giovanni Bora

Questa mattina in aula ha ammesso le sue responsabilità e si è detto pentito. Frascaria è un operaio metalmeccanico che lavora per una cooperativa di Firenze, dove risiede (è originario di San Severo, nel Foggiano). L’uomo ha spiegato al giudice che non lavora «da novembre. Per questo ho fatto la rapina». Ha spiegato inoltre che «ho fatto tutto da solo», spiegando che una persona vicina agli anziani gli ha dato un aiuto, ma «perché l’ho minacciata». L’uomo dopo essersi introdotto nella casa dove vive una coppia di anziani, 75 anni lui, 80 lei, ha compiuto una rapina, armato di coltello. Frascaria ha colpito l’anziana, mentre il marito della donna era costretto a letto per motivi di salute. In casa c’era anche la badante e anche lei sarebbe stata colpita dal 28enne.

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Il vice questore aggiunto Alessandro Albini, capo della Squadra mobile

Nella casa il giovane ha preso alcuni gioielli: due paia di orecchini, due collane d’oro e un anello con brillanti. Merce che il giovane ha poi subito rivenduto a Firenze, ad un Compro oro, ottenendo 800 euro. Il giovane ha indicato alla Squadra mobile dove ha venduto la refurtiva. Frascaria ha poi chiesto al giudice di trascorrere il periodo ai domiciliari a Firenze, in modo da poter riprendere l’attività lavorativa. Una richiesta cui ha dato parere favorevole il pm Micaela Piredda. Il giovane al momento si trova agli arresti domiciliari a Macerata, dove ha dei parenti. Il giudice sulla richiesta si è riservato di decidere.

 


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