Il Natale nei comuni dell’epicentro
Luminarie nelle strade deserte:
“Per dare speranza nel futuro”

SISMA - A Visso, Ussita, Castelsantangelo non si rinuncia alla festività più magica. Dagli abeti nei campeggi sulla costa, agli alberi allestiti nei centri ormai disabitati, ai pranzi tutti insieme, al tradizionale presepe vivente. Il sindaco Falcucci: "Sarà doloroso ma vogliamo celebrarlo"
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Le luminarie allestite a Castelsantangelo sul Nera

 

di Marco Ribechi

Nei comuni colpiti dal terremoto, dove le case sono crollate e le strade inagibili, questo Natale non sarà un periodo dell’anno facile da vivere. La neve e il freddo sono una minaccia per chi ha deciso, per scelta o per necessità, di non abbandonare le proprie terre. Il focolare e il calore diventano quasi un lusso, gli amici sono spesso lontani, alloggiati in sistemazioni temporanee. Ma i centri più colpiti dal terremoto, Visso, Ussita, Castelsantangelo non si arrendono, non vogliono fare a meno della magia di questo periodo. Soprattutto non vogliono perdere la speranza del futuro e, come ogni inverno, fare i buoni propositi per ciò che sarà. Così non si rinuncia alle luminarie, ai regali, agli abeti addobbati sia che ci si trovi in paesi ormai disabitati che in campeggi sulla costa, dove non si potranno fare pupazzi di neve.

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Gli abitanti di Ussita preparano gli addobbi nel camping Bellamare

Gli abitanti di Ussita, ormai totalmente alloggiati sulla costa, hanno iniziato ad addobbare i bungalow e le stradine dei campeggi di Porto Recanati. Luci e alberelli potranno dare ai più piccoli l’impressione di essere a casa. Per questo la comunità ha deciso di riunirsi, nessuno escluso, il 18 dicembre al camping Bellamare per uno scambio di auguri e di regali. Tante saranno le situazioni da raccontare ma i disagi forse potranno allentarsi con la vicinanza dei propri concittadini. Non mancherà nemmeno il tradizionale presepe vivente che era un’attrazione nella frazione Vallazza. Quest’anno invece si terrà il primo gennaio nella pineta dell’Holiday a Porto Sant’Elpidio. Ci sarà Babbo Natale che il 23 dicembre porterà i regali a tutti i bambini con un giorno di anticipo mentre il 24 si organizzerà un grande cenone della vigilia con animazione sempre nel camping Bellamare. Il cuore però sarà sempre rivolto alla frazione inaccessibile dove per l’occasione l’amministrazione comunale ha deciso di allestire un simbolico abete natalizio, donato dai comuni del nord Italia.

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Nonostante il paese sia deserto non si rinuncia a creare l’atmosfera natalizia

Non rinuncia al suo albero e alle luminarie neanche il comune di Castelsantangelo sul Nera. «Si sa che a Natale si vive spesso di ricordi e per noi sarà molto doloroso – spiega il sindaco Mauro Falcucci – ma vogliamo lo stesso celebrarlo. Metteremo le luminarie per i pochi presenti e per chi si troverà a passare in zona di notte, per dare una luce, una speranza nel futuro». Il 21 dicembre l’Eurospin, come avverrà anche per tutti gli altri comuni terremotati, consegnerà un pacco natalizio per ogni famiglia. Quelli che non saranno ritirati serviranno ad allietare le notti dei volontari e di chi resta. Ma il vero appuntamento è per il 26 dicembre quando tutto il paese si riunirà al Capannaccio, l’unico locale disponibile per festeggiare con un grande pranzo Santo Stefano, patrono del paese. Sono già circa 80 le prenotazioni.

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Il presepe della signora Silvana Falcucci con Castelsantangelo sul Nera sullo sfondo

Anche Visso non lascia soli i suoi cittadini. «Per noi Natale significa nuova vita – spiega il primo cittadino, Giuliano Pazzaglini – il 23 faremo la distribuzione dei pacchi natalizi. Abbiamo messo un albero vicino alla piazza ma in seguito all’ultima scossa lo abbiamo dovuto rimuovere. Si è anche aggravata la situazione del cineteatro. Così celebreremo il Natale nella zona delle piscine. I nostri cittadini sentono il bisogno di stringersi nell’affetto e di scambiarsi doni e pensieri». Ma c’è anche chi non smette di pensare al proprio paese nonostante viva lontano. da Roma, Silvana Falcucci, originaria di Castelsantangelo sul Nera, fa sapere che in alcuni bar si stanno organizzando delle polentante per raccogliere fondi. Lei invece ha intagliato la sagoma del paese per il suo presepe. «Penso sempre alla mia terra ferita e ho voluto ricordarla nel mio presepe – dice Falcucci – La casa del bambinello è la vecchia falegnameria di mio padre, che mi dicono sia rimasta integra e non danneggiata dal terremoto. Mando tanti auguri a tutti e un grandissimo e caloroso abbraccio».

 

 



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