Donne che non si arrendono:
“Vogliamo emergere dall’emergenza”

SISMA - Un training di due giorni per reagire dopo 'aver perso tutto perchè "dalle crepe si possono vedere nuove prospettive"
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Patrizia Vita e Francesca ercoli

Patrizia Vita e Francesca Ercoli

 

di Gabriele Censi

Una storia di terremoto al femminile, le protagonista sono Francesca Ercoli, maceratese “nel mondo” prima e poi santangiolese, e Patrizia Vita nata e cresciuta a Ussita, trasferitasi a Roma e poi di nuovo nel paese natale. Due percorsi che hanno in comune l’amore per la natura, l’incontro con la devastazione e la voglia di ricominciare. Francesca, 30enne e piena di energia, ha deciso lo scorso anno di aprire un azienda agricola a Sant’Angelo partendo da zero, forte di esperienze di lavoro in Francia e Spagna. La casa è da sistemare e lei la rimette a posto con l ‘aiuto di familiari e amici e diventa “Il Salto” officina agriculturale. Coltivazioni biologiche, permacultura, bosco commestibile, frutteto e piante officinali, attività per bambini e ragazzi, corsi di formazione, agricoltura organica e rigenerativa, un fermento di iniziative e quando le cose iniziano ad andare bene arriva il terremoto. Patrizia, 47 anni, ha costruito a Ussita “La casa dell’Ortigiana”, un b&b  con l’orto sinergico, un tappeto di calendule nell’aiuola,  le fragole nelle gomme delle macchine, e tante altre cose per gli ospiti che arrivavano alla scoperta dei Sibillini. Ora non ha più una casa e nemmeno un lavoro perché la sua casa era il suo lavoro.

 

Il laboratorio di teatro sociale a Panta Rei

Il laboratorio di teatro sociale a Panta Rei

Si sono incontrate a Panta Rei sul Trasimeno. Il centro di esperienze per l’educazione allo sviluppo sostenibile è un luogo di riferimento per tutti quelli che hanno scelto un percorso simile. «L’ultimo terremoto era domenica- racconta Francesca – mi stavo concedendo qualche istante in più nel letto quando è iniziata la scossa, sono saltata giù di corsa e ho incontrato i volontari che erano li in quei giorni spaventati. Siamo scesi per le scale di corsa e siamo siamo usciti in giardino, la casa ancora tremava, siamo rimasti in silenzio a guardare… finchè uno spagnolo ha detto “Pero que es estooo?”. Da li tutto è cambiato, è iniziato tanto lavoro mentale, fisico ed emotivo per rimettere in piedi una vita e un progetto. Ma tutto ha un suo perchè quindi non c è stato tempo ne voglia di buttarsi giù. Anzi.. con le crepe si sono aperti spazi nuovi, dalle crepe si possono vedere nuove prospettive”.

francesca-ercoli-4A Passignano hanno partecipato al corso “Co-formazione e co-progettazione sulla comune emergenza” con 35 persone: «Eravamo alla ricerca di risposte, alla ricerca di un senso e abbiamo capito che il senso di tutto questo lo dobbiamo costruire insieme». Hector Aristizabal maestro di teatro sociale ha proposto un laboratorio di teatro immagine all’interno dell’incontro e ne è nata una collaborazione per un progetto nei territori terremotati: “Cosa emerge dall’emergenza”. «Abbiamo lavorato tanto su cos’è stato ed è per noi il terremoto, come lo abbiamo vissuto, cosa ha portato e dove ci sta portando. Pensiamo sia importante esserci, essere presenti in questo momento di cambiamento profondo, interno ed esterno. Non rimanere spettatori passivi ma partecipare e co-creare, riempiendo gli spazi che l’impeto della natura ha aperto. Vogliamo continuare ed espandere questo lavoro iniziato a Panta Rei.»

francesca-ercoli-6Il primo passo è il training di due giorni a Macerata (da questo venerdi pomeriggio a domenica mattina) per lavorare su corpo mente ed emozioni grazie al lavoro che riconnette e al teatro sociale. “Esploreremo la nostra relazione con la terra, – spiega Francesca – gli uni con gli altri, con noi stessi e la nostra motivazione attraverso esercizi di ecologia profonda. La domenica pomeriggio ci faremo conoscere da una comunitá terremotata e proporremmo ciò che emergerà dal training. Uno spettacolo dove gli spettatori diventano protagonisti. Useremo il teatro come uno spazio di “semi-realtà”, che diventa uno specchio della vita quotidiana. Uno luogo di incontro per alimentare il fuoco intorno a cui si riunisce la comunità. Una proposta ispirata al teatro dell’Oppresso mediante l’integrazione del teatro playback e del Social Presencing Theater per rappresentare storie personali e miti collettivi e l’integrazione del Teatro Forum per “democratizzare lo spazio” introducendo la prassi e la filosofia della partecipazione attiva in ogni spazio e in ogni tempo». Le iscrizioni sono ancora aperte, info: Francesca 3899380759ilsalto.agri@gmail.com Fb Il Salto.

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Un  container a “Il salto” diventa la nuova abitazione

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Il gruppo a Panta Rei

Il gruppo a Panta Rei

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