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Il freddo dopo il sisma:
“Resistiamo fino a marzo
in attesa delle casette”

TERREMOTO - Nei centri dei Sibillini i pochi residenti rimasti sono alle prese con l'anticipo di inverno. Il sindaco di Bolognola, "gli anziani non vogliono andarsene, domenica facciamo una iniziativa sulle piste". Il primo cittadino di Visso: "Gli allevatori vivono accampati in mini roulotte, saranno messi a dura prova"

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Neve oggi a Bolognola

Neve oggi a Bolognola

 

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Neve a Bolognola

 

di Sara Santacchi

«Resistiamo fino in primavera». I sindaci dei piccoli centri dei Sibillini, colpiti dal sisma e svuotati, devono fare i conti anche con il freddo che anticipa l’inverno di almeno tre settimane. In comuni come Visso e Bolognola, dove oggi è caduta la prima neve, sono rimasti in pochi. Per lo più allevatori, che non lasciano soli i loro animali. Alcuni vivono in roulotte altri in casette di legno. «Ci arrangiamo – dice il sindaco di Bolognola, Cristina Gentili –. Alternative non ne abbiamo. La Protezione civile ha consigliato a chi è rimasto in paese di andare in strutture ricettive, ma l’unica che abbiamo qui è inagibile. Dobbiamo sopportare in attesa delle casette di legno che non arriveranno prima di marzo – continua –. Certo, il freddo si fa sentire. I quattro anziani che sono rimasti qui non vogliono lasciare il paese, le proprie radici, le proprie case. Passiamo la notte in roulotte e andiamo avanti come gli allevatori che non hanno alternativa e si stanno arrangiando. Intanto stiamo lavorando per far iniziare la stagione sciistica».

Visso

Visso

Domenica ci sarà il primo evento: “Bolognola riparte” un’escursione con polenta organizzata proprio per aprire la stagione e «perché tutti siamo pronti ad affrontare l’inverno sugli impianti come ogni anno. Le strutture a Pintura, sulle piste, sono tutte agibili quindi restiamo qui» dice Gentili. A Visso sono rimasti solo gli allevatori hanno assistito alla caduta dei primi fiocchi della stagione: “Sono poche le persone rimaste – spiega il sindaco Giuliano Pazzaglini – praticamente solo chi deve rimanere. La situazione non è semplice perché gli allevatori vivono realmente da accampati in mini roulotte o casette di legno, ma il freddo è destinato ad aumentare e sicuramente saranno messi a dura prova. Cerchiamo di fare il possibile, ma non è semplice. Il freddo, inoltre, non agevola i lavori nelle aree che vanno urbanizzate per i primi moduli e questo rischia di complicare non poco le cose» conclude Pazzaglini. Nelle prossime ore è previsto un ulteriore calo delle temperature.

Un allevatore ad Aschio di Visso

Un allevatore ad Aschio di Visso

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