Camerino in ginocchio:
“Il centro storico non c’è più”
26 persone portate in ospedale

VIDEO DEI MINUTI DOPO IL SISMA - Il sindaco Gianluca Pasqui ha fatto il punto dopo il terremoto che ha colpito la provincia. "Dobbiamo ripartire dagli studenti. In 5 giorni voglio portare via le persone dai centri di accoglienza". La parte storica è off limits, crollata una parete del palazzo ducale
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I crolli a Camerino subito dopo la scossa delle 7,40

I crolli a Camerino subito dopo la scossa delle 7,40

 

di Monia Orazi

“La scossa di questa mattina ci ha fatto tornare al punto zero, abbiamo un centro storico totalmente in ginocchio”. Così il sindaco Gianluca Pasqui questa sera in conferenza stampa, ha riassunto la situazione di una città devastata, dalla scossa più forte degli ultimi decenni. “Nei giorni scorsi avevamo qualche speranza di avere delle parti agibili, adesso abbiamo la matematica certezza che il centro storico non esiste più”, ha continuato il sindaco, “il dato migliore è l’incolumità di tutti, abbiamo avuto soltanto pochi feriti, voglio che anche domani e le prossime mattine, tutti i miei concittadini rispondano presente, le cose che facciamo servono a garantire l’incolumità delle persone”. Oggi sono stati 26 gli accessi al pronto soccorso dell’ospedale, tra questi 18 sono stati dimessi, per fratture, traumi lievi e due persone per problemi cardiaci di lieve entità.  Nessuno è potuto entrare oggi nella zona rossa, che comprende tutto il centro storico da Santa Maria in via a via Roma, soltanto il drone della polizia, volando dall’alto, ha visto che è crollata parte di una parete del palazzo ducale, sede dell’università, un palazzo in via Seneca, l’ex casa di ospitalità accanto a Porta Malatesta, un pezzo di porta Caterina Cybo, lievi crolli in via Farnese.

Il collegio Fazzini

Il collegio Fazzini

Peggiorata la situazione a Santa Maria in via, a rischio di crollo il campanile del duomo, gravemente lesionato il palazzo arcivescovile, si teme per il dipinto del Tiepolo a San Filippo e per le sorti del museo diocesano. Probabilmente la curia dovrà trovare una nuova sede, al di fuori del seminario Allevi, in parte lesionato. Hanno fatto il giro delle tv, le immagini del grande palazzo di fine anni Sessanta, non antisismico, di fronte al parcheggio meccanizzato, con una facciata collassata, come se un mostro avesse dato un gigantesco pugno. Gravemente lesionato anche l’ex Ipia lì accanto. Crollo nel quartiere di Vallicelle, già gravemente colpito. Difficile la situazione nelle frazioni. Sulla sicurezza Pasqui rilancia l’invito ai cittadini a trasferirsi negli alberghi della costa: “I posti letto della zona non sono utilizzabili, alla gente che si allontana, non a tempo indefinito ma fino a quando non potremo dare una sistemazione stabile, dobbiamo dare sicurezza. Siamo abituati a ripartire, ripartiremo. Chiedo ai cittadini di andare negli alberghi, per ritrovare la serenità ed affrontare il percorso successivo”. Pasqui ha smentito le voci infondate che parlano di evacuazione totale della città, invitando i cittadini ad informarsi al Coc al telefono 366 6582674, sui canali comunali ufficiali o nei due centri di accoglienza alle Calvie. “Stiamo lavorando non per allontanare la gente, ma per fasi. La prima è quella di garantire sicurezza alle persone – ha detto Pasqui – la seconda di trovare sistemazioni stabili, la terza la ricostruzione.  Entro cinque giorni al massimo voglio chiudere i centri di accoglienza”. La zona rossa è stata allargata sino a San Venanzio, dove la strada è chiusa, così come il tratto di via Seneca dall’ex albergo Leone a piazza Rivelli, scendendo lungo Vallicelle, come spiegato dal maggiore Andrea Isidori, comandante della polizia locale, chiusa anche un tratto di via Farnese. I numeri dell’assistenza li ha forniti Massimiliano Borgetti, della Protezione civile nazionale. Oggi sono state assistite 500 persone nei due palazzetti al centro sportivo delle Calvie, 526 persone hanno lasciato Camerino verso gli alberghi della costa, ieri erano state 118. “Ieri ci eravamo riuniti con i titolari di 200 attività commerciali, avevamo studiato un piano per farli tornare attivi in quaranta giorni, nei moduli abitativi -aggiunge Pasqui – ora è saltato tutto, per far ripartire Camerino dobbiamo subito riportare gli studenti, perché ci è giunta questa richiesta e perché non ci possiamo permettere uno stop irreversibile dell’università. Stiamo lavorando per i commercianti, allevatori ed attività artigianali, per i cittadini chiederemo le casette di legno, abbiamo già individuato alcune aree”. La Contram ha già portato via da Camerino un migliaio di studenti universitari, 800 i camerti che hanno lasciato la città su cinquanta pullman come detto dal presidente Stefano Belardinelli. Tutti gli altri, la stragrande maggioranza, sono rimasti in zona. “Camerino è stata fortunata, ha avuto angeli custodi straordinari”, ha detto il vicesindaco Roberto Lucarelli,  ringraziando il colonnello Gamberi ed i vigili del fuoco, oltre alla protezione civile e tutti i volontari e le forze dell’ordine. Sono circa un migliaio le richieste presentate per riprendere gli oggetti nelle case, soltanto 170 i posti letto di alberghi ed agriturismi disponibili nella zona. Intanto al centro di emergenza delle Calvie quei brandelli di vita strappati alla paura continuano. Questa mattina l’arcivescovo Brugnaro ha celebrato la messa, nel pomeriggio sono state organizzate dagli scout attività e giochi per i bambini ed una passeggiata per gli adulti. Per chi ha troppa paura ci sono gli psicologi dell’Ares a dare conforto.

I crolli a Camerino

I crolli a Camerino

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La messa all'aperto

La messa all’aperto

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