“Fondi tagliati alle aziende
danneggiate dagli animali selvatici”

A lanciare l’allarme è la Coldiretti Marche dopo il varo della nuova delibera regionale che introduce l’applicazione del cosiddetto "regime de minimis"
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Un esemplare di lupo

Un esemplare di lupo

«L’Ue taglia i fondi alle aziende agricole danneggiate da cinghiali, lupi e altri animali selvatici». A lanciare l’allarme è la Coldiretti Marche dopo il varo della nuova delibera della Regione che introduce l’applicazione del cosiddetto “regime de minimis“. Il dispositivo prevede un tetto (15mila euro in tre anni) oltre il quale i danni potrebbero non essere pagati, poiché gli indennizzi sono considerati alla stregua di aiuti di stato.  «E’ l’ennesimo paradosso di un’Europa che considera l’origine in etichetta un attentato alla concorrenza e i risarcimenti agli agricoltori che si sono visti campi distrutti e greggi sbranate come un favoritismo – denunciano Tommaso Di Sante ed Enzo Bottos presidente e il direttore di Coldiretti Marche -. Una scelta che contrasta peraltro con il fatto che in Italia, contrariamente ad altri paesi europei, la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato, il quale è dunque tenuto a risarcire i danni causati alle attività economiche». In attesa della risposta sulla bozza di legge sull’emergenza selvatici presentata alla Regione, i vertici di Coldiretti hanno incontrato la vice presidente della Regione Anna Casini e l’assessore alla Caccia Moreno Pieroni per sollecitare un intervento, sbloccare i fondi per le imprese danneggiate e lasciare aperta la possibilità di risarcire anche le aziende con danni superiori al tetto previsto.



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