Matelica dice no al referendum sanità,
scalpore per dimissioni Botticelli

MATELICA - Bocciata dal Consiglio comunale la proposta del Movimento 5 Stelle. Il consigliere della Fondazione Mattei sostituito da Gabriele Spitoni
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CONSIGLIO MATELICA (2)

 

di Monia Orazi

Il consiglio comunale ha respinto ieri sera l’adesione al referendum abrogativo sulla sanità, proposto dal Movimento 5 Stelle, con il voto contrario della maggioranza Per Matelica, l’astensione dei due consiglieri di maggioranza Alessandro Casoni e Pietro De Leo ed il voto favorevole di Leonardo Mori del M5S e del gruppo di minoranza nuovo progetto Matelica. E’ scoppiato il “caso Botticelli”, durante la discussione sulle sue dimissioni dalla Fondazione Enrico Mattei, sostituito dal giovane Gabriele Spitoni, votato all’unanimità dalla maggioranza.

REFERENDUM – Un’ora e mezzo di dibattito serrato che ha visto su due posizioni contrapposte maggioranza e minoranze, i primi contrari “ad un referendum inutile ed inefficace, fatto soltanto contro la persona del presidente della Regione ed il Pd”, i secondi per “restituire maggiore potere al consiglio regionale, alle commissioni ed ai territori”, come detto da Mori, o per “dare più voce ai consiglieri regionali, anche di minoranza, che rappresentano il territorio” come detto da Baldini di Progetto Matelica. Non sono mancati toni accesi nel confronto, invettive e polemiche. Il dibattito è stato aperto da Leonardo Mori che ha spiegato le ragioni del referendum: “La legge non permette di abrogare le norme sanitarie regionali, vogliamo con il referendum diminuire i poteri della giunta, per fare in modo che decisioni delicate come la chiusura degli ospedali o dei punti nascita, non possano essere prese soltanto da due o tre persone, ma siano aperti tavoli con tutti gli attori coinvolti, lancio un appello al sindaco per permettere ai cittadini di esercitare la democrazia diretta”. Baldini ha spiegato le ragioni di Nuovo Progetto Matelica: “Noi abbiamo firmato la richiesta del consiglio urgente proposta da Mori perché con i referendum si può ottenere di dare maggiore voce ai consiglieri regionali di minoranza, ed ai territori, rappresentati con maggiore democrazia, ma è difficile che venti comuni adottino questa iniziativa”.

 

Alessandro Delpriori

Alessandro Delpriori

Il sindaco Alessandro Delpriori ha annunciato libertà di voto per i consiglieri di maggioranza, perché i referendum “non toccano servizi destinati ai matelicesi, temi specifici su Matelica ed il nostro programma elettorale”, esprimendo allo stesso tempo la netta contrarietà del gruppo “Per Matelica”. “Abbiamo voluto convocare d’urgenza questo consiglio comunale per tutelare il diritto al dissenso dei cittadini – ha detto Delpriori – Non si abrogano le delibere 735 e 1183, con i referendum in realtà si darà maggiore potere alla Giunta, facendo il contrario di quello che ci si propone. Si poteva fare ricorso al Tar ma non è stato fatto, il referendum è una soluzione sbagliata ad un problema, da risolvere in altro modo”. La posizione di maggioranza è stata ulteriormente specificata dall’assessore Massimo Montesi: “Per il Movimento 5 Stelle è più facile chiedere il voto favorevole di venti consigli comunali, che raccogliere le firme di ventimila cittadini, a cui occorre spiegare e serve faticare. La sanità qui non c’entra nulla, dite che il confronto non c’è stato ed invece c’è sin dalla campagna elettorale, il referendum non tocca le delibere, nel merito ci fate perdere tempo perché è inefficace”.

Ha replicato Mori: “State soltanto leggendo il documento preparato da Comi, è di questi giorni la notizia per cui ringrazio il Movimento 5 Stelle Fabriano che Ceriscioli ha avuto la campagna elettorale finanziata per il 40 per cento dalla sanità privata e nonostante questo si tiene la delega alla sanità, se per voi questo è normale, è normale anche votare no al referendum, io vi chiedo di dare ai cittadini il potere di scegliere, poi se c’è il diktat di Comi che ferma tutta la Regione è un altro conto”. “Questo referendum è un attacco diretto al Pd e a Luca Ceriscioli, Mori ha fatto delle accuse gravi, che se confermate vanno in procura”, ha replicato il sindaco. E’ intervenuto successivamente l’assessore Roberto Potentini: “Mi meraviglio che il M5S attento anche ai cento euro voglia spendere milioni per un referendum che non porta a nulla, appoggiato da Progetto Matelica che quando fu fatta la 735 era al governo della città e non sono andati a fare il corteo in regione. Il referendum è pubblicità politico-partitica”. Hanno poi motivato il loro voto di astensione i consiglieri Alessandro Casoni, presidente del consiglio e Pietro De Leo. “Ci sarebbero stati meno problemi e maggiore partecipazione raccogliendo le firme dei cittadini, la spinta referendaria è contro la riforma sanitaria, sia dell’attuale giunta che di quella di Spacca, mai denigrato da Sparvoli, portato avanti per tastare la tenuta della maggioranza sia regionale che interna al Comune, dispiace che su un tema importante come la sanità ci siano strumentalizzazioni. Non si può d’altronde impedire il ricorso al referendum, strumento di democrazia diretta”, ha detto Casoni.  “Esercito il dubbio, stona la partitizzazione del referendum dietro alla tenda del voto popolare, in realtà c’è un tiro incrociato tra partiti che non c’entra con la democrazia ed il diritto alla salute, alle persone va data la libertà di scegliere”, ha concluso De Leo.

 

Sandro Botticelli

Sandro Botticelli

IL CASO BOTTICELLI E LA SITUAZIONE DEL CENTRO DI ANALISI SENSORIALE – Si è parlato poi delle dimissioni di Sandro Botticelli, ex consigliere comunale nella precedente legislatura sempre accanto ad Alessandro Casoni, dalla carica di consigliere della Fondazione Enrico Mattei. “Ringrazio Sandro per il grande lavoro di qualità fatto all’interno della fondazione, ha redatto il piano anticorruzione che qualunque ente pubblico deve avere – ha detto il sindaco – proponiamo di sostituirlo con Gabriele Spitoni, 25enne laureato in scienze politiche, a formazione internazionale e potrà fare un lavoro di grande qualità, con il suo grande entusiasmo, per la sua nomina sono veramente contento”. Ha aggiunto Baldini di Nuovo Progetto Matelica: “Nella lettera di dimissioni Botticelli ha fatto accuse gravi ai dirigenti comunali, che non hanno senso, perché li conosco e so che non si meritano queste parole, mi rammarico di questo”. Delpriori ha letto la lettera in cui Botticelli parla di “scelte ed omissioni dei funzionari” che lo coinvolgerebbero “in posizione contrapposta rispetto all’ente”. Il problema è nel fatto che non sarebbero mai state ratificate e comunicate alla Camera di Commercio, le dimissioni di Botticelli nel 2012 da consigliere del Cias, il centro di analisi sensoriale, che il comune è stato costretto a mettere in liquidazione, perché la legge non consente che vi siano più amministratori che dipendenti. Il Centro è tuttora attivo e funzionante, sotto una nuova gestione societaria. La vecchia situazione sta creando problemi ai vecchi amministratori, di cui ufficialmente le dimissioni non sarebbero mai state ratificate. “Stiamo in via di conclusione, dopo un lungo e costoso lavoro amministrativo e giuridico, il Cias per noi è un fiore all’occhiello, ci puntiamo molto e stiamo riformando la sua attività, specie per il prossimo master in partenza in management del vino”, ha spiegato il sindaco, “Botticelli con responsabilità ha detto di non voler essere nominato in un ente di cui il comune di Matelica è controllore”.



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