Olio: ottimo nelle Marche
ma attenti alle frodi

Produzione in aumento del 40%. La preoccupazione di Coldiretti in riferimento alla maxi inchiesta che vede sette grandi marchi accusati di aver messo in vendita come extravergine semplice olio di oliva
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OLIO-EXTRAVERGINE-DOLIVA

(foto d’archivio)

Vola la produzione di olive, con un aumento stimato che sale fino al 40 per cento rispetto allo scorso anno, secondo il primo bilancio della campagna presentato da Coldiretti Marche nel corso di un incontro all’Hotel Le Fonti di Portonovo. Secondo la ricognizione effettuata assieme all’Aprol, l’associazione che riunisce i produttori olivicoli regionale, l’olio sarà di qualità ottima, con acidità bassa e fruttati intensi. L’unico neo è rappresentato dalle rese, più basse del normale a causa della prolungata siccità estiva, come ha evidenziato il presidente dell’associazione, Pierluca Federici. Il 2014, annus horribilis per l’olivicoltura marchigiana, sembra dunque ormai lasciato alle spalle, anche se la produzione di olio (circa 21mila quintali) resta ancora lontana rispetto alla media storica. “Il bilancio è comunque positivo – spiega il presidente di Coldiretti Marche, Tommaso Di Sante -, anche se occorre ora tutelare il lavoro delle nostre aziende e i consumatori rispetto alle frodi, come quella appena scoperta dalla Procura di Torino che vede indagati sette marchi storici della grande industria per aver spacciato come extravergine del normale olio d’oliva”. Un tema di estrema attualità come dimostra anche la presenza all’incontro di Antonio Iaderosa, direttore Icqrf Lombardia, l’ispettorato per la repressione frodi e il controllo della qualità. Proprio la capacità di assicurare un prodotto di alta qualità è un valore chiave perché  l’olio marchigiano possa affermarsi sui mercati, ma occorre che le normative che assicurano la trasparenza dell’olio in commercio vengano applicate, evitando di spacciare per nostrano olio importato dall’estero. Al convegno, aperto dal presidente del Consiglio comunale di Ancona, Marcello Milani, anche le relazioni di Nunzio Scaramozzino, responsabile nazionale della rintracciabilità Unaprol, e di Floro Bisello, presidente dell’associazione dei consumatori Adusbef.

“Se si vuole acquistare un buon extravergine nostrano bisogna fare attenzione ai prodotti venduti a meno di 7 euro al litro che non coprono neanche i costi di produzione”. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla maxi inchiesta condotta dal procuratore di Torino, Raffaele Guariniello, che vede sette grandi marchi dell’olio, alcuni recentemente acquisiti da gruppi stranieri, accusati di aver messo in vendita nei supermercati come extravergine quello che in realtà era semplice olio di oliva, meno pregiato e meno costoso. Il consiglio della Coldiretti è anche quello di guardare la scadenza e preferire l’extravergine nuovo controllando l’annata di produzione che molti indicano volontariamente in etichetta, acquistando direttamente dai produttori nei frantoi o nei mercati di Campagna Amica. Ma per evitare frodi bisogna anche applicare le norme previste dalla legge 9 del 2013, fortemente sollecitata dalla Coldiretti, a partire dal controllo di regimi di importazione per verificare la qualità merceologica dei prodotti in entrata per cui, ad esempio, l’olio d’oliva viene spacciato per l’olio extravergine d’oliva e l’olio di sansa passa per olio d’oliva. Inoltre servono i controlli per la valutazione organolettica del prodotto che consentirebbero di distinguere e classificare gli oli extravergini d’oliva individuandone le caratteristiche mentre bisogna fissare le sanzioni per il mancato uso obbligatorio dei tappi antirabbocco nella ristorazione dove continuiamo a trovare le vecchie oliere indifferenziate.



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