La trasgressione è di scena a Treia
con “Il peccato erotico”

Gennaro Cannavacciuolo ammalia il pubblico del Comunale accompagnato da Marco Bucci , Claudia Della Gatta e Andrea Tardioli

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Gennaro Cannavacciuolo

Gennaro Cannavacciuolo

di Walter Cortella

Quinto “centro” consecutivo al Comunale di Treia, dove il geniale Gennaro Cannavacciuolo, uno dei più creativi interpreti del teatro leggero italiano, ha portato in scena un suo collaudato cavallo di battaglia, “Il peccato erotico”, del quale è anche autore e regista. Già il titolo la dice lunga sul contenuto della pièce e anticipa il divertimento che in effetti non manca. Anzi! Il simpatico attore napoletano scava con spirito arguto nel ricchissimo repertorio della canzone partenopea, ma la sua ricerca si indirizza verso una meta poco conosciuta al grande pubblico:la ribalta del caffè-concerto, dell’avanspettacolo e della rivista, generi che sono scomparsi dalla scena ai primi degli anni ’60, complice l’avvento della televisione. Fino ad allora se si voleva assistere ad uno spettacolo un po’ ….piccante, con belle donnine a gambe nude e seni procaci si doveva pazientemente attendere il passaggio in zona delle compagnie che all’epoca furoreggiavano, vale a dire quelle di Macario, Nino Taranto, i fratelli Maggio ed altre ancora. E oggi come allora, per assistere ad uno spettacolo di ottima fattura, divertente, spiritoso e, perché no? un po’ trasgressivo, ma pur sempre garbato, c’è da aspettare Gennaro Cannavacciuolo che ne Il peccato erotico compie un lungo percorso all’indietro nel tempo e risale addirittura alla fine dell’800, per proporci le canzoni tipiche del teatro popolare in un repertorio destinato a persone adulte poiché fortemente intriso di arguti doppi sensi e di allusioni licenziose, senza mai però travalicare i limiti del buon gusto.

cannavacciuolo (2)Il fantasista napoletano esordisce avvertendo i presenti che la sua performanceè ad alto contenuto erotico e invita i benpensanti a lasciare senza indugio la sala. Inutile dire che si tratta di una collaudata e simpatica gag alla quale il pubblico risponde… rimanendo saldamente seduto in poltrona. E così lo spettacolo può iniziare. Accompagnato dal vivo dal Trio Bugatti (pianoforte, clarinetto/sax contralto e violoncello), Cannavacciuolo ripropone i testi, opportunamente rivisitati e reinterpretati con il suo personalissimo stile, di autori all’epoca molto famosi come Libero Bovio, Salvatore di Giacomo, il duo Pisano-Cioffi, Ripp (alias Luigi Miaglia), autore di Creola, cavallo di battaglia di molti cantanti di casa nostra e Armando Gill, unanimemente ritenuto il primo cantautore della musica italiana, ironico e sempre misurato, un vero signore della scena. Il loro repertorio trattava spesso il tema dell’eros, argomento che a quel tempo costituiva un vero e proprio tabù per tutti.Cannavacciuolo coinvolge fin dalle prime batture i presenti in un gioco divertente e intrigante, fatto di simpatiche botte e risposte, frizzi gustosi e battute intelligenti. Di Gillnarraanche un curioso e inedito aneddoto che lo vide protagonista nel 1918 a Napoli quando pubblicizzò in modo originale la sua nuova canzone Come pioveva, tappezzando la città con manifesti a dir poco ermetici, sui quali campeggiava un ombrello e nient’altro. Grande fu la curiosità dei suoi concittadini che qualche giorno dopo accolsero quella canzone con entusiasmo decretandone un successo intramontabile.

cannavacciuolo (3)Nella sua esibizione Cannavacciuolodà dà vita a personaggi tipici della canzone napoletana, tratteggiandoli con estrema eleganza e proponendo alcune chicche musicali, da Fatte fa’’na foto alla allusiva In riva al Po dal sapore vagamente goliardico, da Casta Susanna a Ciucculatina mia. Per fare l’en plein non poteva mancare l’omaggio al grande Nino Taranto, autore di una struggente canzone dedicata alla figlia, e alla indimenticabile Pupella Maggio, due icone di prima grandezza nel panorama del teatro napoletano. Nel corso di almeno un decennio lo spettacolo, caleidoscopio di colori, creatività, vitalità e sentimenti a cuore aperto, ha avuto innumerevoli repliche, in ogni angolo d’Italia e sempre con immutato successo. Grazie ad esso,Cannavacciuolo si riconferma un autentico mattatore in questo genere teatrale: canta, balla, recita con classe ed eleganza.Coinvolge e trascina il pubblico che sottolinea ogni sua «creazione» con calorosi applausi. Lo spettacolo avrebbe meritato ben più spettatori, attratti forse maggiormente dai veglioni di Carnevale e dalla finale del festival di Sanremo. Le musiche sono eseguite dal vivo da tre strumentisti di prim’ordine: Marco Bucci al piano, Claudia Della Gatta al violoncello e Andrea Tardioli al clarinetto, sax contralto e batteria.

(Foto di repertorio)



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