Filippo Corridoni da Pausula
“Un sindacalista coerente”

CORRIDONIA - La città celebra il suo eroe. Presentato il calendario delle iniziative per il centenario della morte del socialista che entusiasmò Mussolini (1915-2015)

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Filippo Corridoni 2

di Maurizio Verdenelli

Novantanove anni fa a San Martino sul Carso, sulla Trincea delle Frasche, moriva Filippo Corridoni. Il giovane intransigente dalle geniali aperture, il sindacalista (sul cui seme è nata la Uil) difensore del lavoratore e delle sue tutele, il socialista che ad un certo punto vide nella guerra la ‘spallata’ giusta contro le Potenze reazionarie (si era fatto soldato, pur ‘riformato’, ‘truccando’ le carte), lo studente/lavoratore tra la fornace e l’istituto industriale di Fermo che raggiungeva in bici. Tutto questo è stato Filippo Corridoni da Pausula che aveva compiuto 28 anni appena due mesi prima di quella morte in battaglia. Il suo corpo non verrà mai più trovato. Vuoto è dunque il monumentale mausoleo: in pratica l’intera piazza ‘ricostruita’ della città che porta il suo nome Corridonia. Un eroe sopravvissuto a chi lo celebrò “appropriandosi abilmente della sua immensa eredità spirituale: Mussolini e il fascismo” – dice il sindaco Nelia Calvigioni.

Filippo Corridoni

Filippo Corridoni alla manifestazione in piazza Duomo a Milano, il 19 maggio 1915

Un caso unico nella storia italiana e forse mondiale. Non sopravvissero alla loro fama altri due giovani protagonisti maceratesi di quell’epoca morti prima di vedere crollare miseramente quello in cui avevano creduto: Nicola Bonservizi da Urbisaglia, giornalista, ucciso nel 1924 da un anarchico a Parigi ed Ines Donati da San Severino, stroncata ventiquattrenne dalla tubercolosi in quello stesso anno. “Il nome del giornalista amico e collaboratore di Mussolini non appare da subito dopo la guerra accanto al nome della sua città come aveva voluto il Duce e il grande monumento innalzato per la Donati a San Severino è stato distrutto” ha ricordato Annalisa Cegna (Istituto storico della Resistenza) questa mattina nell’aula consiliare della Provincia dove è stato presentato il ricchissimo programma di celebrazioni che ci accompagneranno per un anno intero nel nome di Corridoni.

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Paolo Cartechini, Annalisa Cegna, Luciano Salciccia e Paola Mariani

Un eroe spesso ricordato, la prima volta appena ad un mese dalla sua morte, ma poco conosciuto” ha sottolineato Luciano Salciccia. “Insieme con Nicola Tappatà, primo sindaco dopo la Liberazione, mio nonno era stretto amico di ‘Pippo’: non l’ho potuto intervistare perché è morto quando avevo appena 4 anni…” dice l’ex segretario generale al comune di Macerata, massimo storico di Corridoni. Vie, piazze e monumenti – a cominciare da Corridonia, continuando con Milano, Parma e Sagrado, il comune carsico della sua ‘ultima trincea’- sono intitolati a questo giovane ‘favoloso’ nato in una famiglia povera ma formato alla scuola privatissima di uno zio francescano, uomo di cultura e predicatore di fama. Eppure ‘Pippo’ Corridoni resta ancora un profondo mistero per politologi e storici, ed insieme un esempio senza pari per questa età, così vicina in quegli anni quando la ‘meglio gioventù’ italiana si sarebbe infiammata ai suoi discorsi pubblici, ai suoi appelli in piazze ribollenti ed entusiaste: celebre il suo intervento a Milano davanti a 50.000 persone, il 19 maggio 1915. “Un sindacalista coerente” ha scritto di lui Indro Montanelli. E il grande Giuseppe Di Vittorio ‘osando’ parlare di lui nelle assemblee dei lavoratori negli anni ‘50 (la questione del ‘posizionamento’ storico’ di Corridoni era ancora più ‘calda’) chiariva: “E’ stato il mio maestro”. “Già, ma dove si sarebbe collocato?” si è chiesto il professor Angelo Ventrone (Unimc). “Momenti come questi sono così simili a cento anni fa, mentre ci accingiamo a celebrare l’anniversario della Grande Guerra e nel 2015 l’entrata in armi del nostro Paese” ha detto da parte sua il dottor Marco Cacciaguerra in rappresentanza della Prefettura che collabora con le celebrazioni corridoniane coincidenti con l’evento bellico che fece 10 milioni di morti e cambiò il volto d’Europa.

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La conferenza stampa di questa mattina nella sala consiliare della Provincia

Nel primo centenario della sua morte, la celebrazione della memoria del ‘giovane ribelle’ , socialista interventista a viso aperto (dal carcere scrisse che come lui la pensava pure Mussolini, seppure lui non volesse esporsi) è affidata ad un titolo: “I valori di un giovane – Ieri, oggi e domani”. Ha chiarito Ventrone: “Venti di guerra agitano come un secolo fa le nazioni. Papa Francesco ha parlato di terza guerra mondiale ‘a pezzi’. L’etica della pace appare perdente rispetto all’etica della guerra, alla contrapposizione violenta come sviluppo dei popoli, come ‘igiene del mondo’. Esattamente come nel 1914 e come allora sembrano saltare i confini tra destra e sinistra a causa dell’inconcludenza della politica, in definitiva, del suo fallimento nel risolvere i problemi”. Se la figura di Corridoni appare da anni ‘alleviata’ dal pesante fardello della celebrazione del Regime -molto fece in questo senso nel 1887, anniversario della nascita, l’allora presidente del Senato, Spadolini intervenendo a Corridonia- oggi nell’aula consiliare della Provincia, pur assente l’annunciato presidente Pettinari che ha delegato la vice, on. Mariani e il presidente del Consiglio, Cartechini, è stata portata a termine la ‘defascistizazzione’ di ‘Pippo’. “Ad un commilitone, suo compagno interventista, parlò così: ‘Mussolini ha tradito tutti, tradirà anche noi. Quando torneremo alla politica bisognerà combatterlo per evitare che faccia del male all’Italia” ha rivelato Nelia Calvigioni. La prima cittadina cha lamentato come sia necessario anche a Corridonia far conoscere Corridoni. “Non si sa cosa abbia rappresentato la Trincea delle Frasche… il recupero e la destinazione a museo della casa natale della famiglia 4 anni fa, è stato il primo passo di questa alfabetizzazione intorno al nostro eroe”. E Luciano Salsiccia: “Dobbiamo alla sorella Maria, l’unica sopravissuta nel tempo ai tre fratelli morti presto ed andata in sposa ad Alceste De Ambris, amico antifascistissimo di ‘Pippo’ ed infine al nipote Filippo De Ambris Corridoni, morto lo scorso anno, se siamo in possesso, almeno,delle fotocopie degli scritti del Nostro. Altrimenti tutto sarebbe perduto”.

Mariani - Calvigioni

Paola Mariani e Nelia Calvigioni

Da novembre la sua città tornerà dunque a parlare di ‘Pippo’, stavolta senza fraintendimenti storici: “spesso poco innocenti, come quando nel mancato arrivo dell’arrivo segretario generale della Uil, Bentivoglio, nel 1987,a fianco di Giovanni Spadolini, non fu certo estraneo il ‘no’ sotterraneo dei socialisti” mi ricorda il dottor Salsiccia. Si inizia da Palazzo Persichetti-Ugolini con la mostra fotografica-documentale ed un video sul ‘Caduto per la Libertà’. Nel 2015 sarà stampato un opuscolo a fumetti anche in lingua inglese, sulla storia di ‘Pippo’ a cura dei ragazzi dell’Ipsia. Ad aprile maggio le classi terze dell’Istituto comprensivo ‘Manzoni’ visiteranno i luoghi della memoria della Grande Guerra: Redipuglia, Sagrado, Trincea delle Frasche (con il monumento a Corridoni) dove a settembre ci sarà poi una visita istituzionale da parte della cittadinanza di Corridonia. Durante l’estate prossima è prevista una rassegna cinematografica sul tema dell’anniversario della prima guerra mondiale. La divulgazione proseguirà attraverso iniziative teatrali, artistiche e multimediali con il progetto ‘Filippo Corridoni un bambino come noi a Pausula’ con i ragazzi del ‘Lanzi’ e della scuola primaria. “Senza odiare nessuno – Morte e vita di Filippo Corridoni” è il titolo dello spettacolo che ad ottobre metterà in scena ‘Tuttinsieme’. I temi del lavoro e delle condizioni sociali dell’epoca saranno inoltre al centro di Dvd educativi in incontri programmati con i ragazzi di tutte le scuole del comune.
Eventi conclusivi delle celebrazioni saranno un convegno sul ‘Testimone e protagonista dell’Italia del primo 900’; la cerimonia popolare in coincidenza della morte di Filippo Corridoni il 23 ottobre e due giorni dopo ci sarà quella ufficiale con autorità e bande militari. Onori, non più in chiaroscuro, per l’antimilitarista di ‘Rompete le righe!’ (il giornale che gli costò il primo arresto) e poi interventista convinto nel nome del ‘Popolo liberato’.

(foto di Lucrezia Benfatto)

Casa Filippo Corridoni

La casa natale di Filippo Corridoni

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Angelo Ventrone e Marco Cacciaguerra

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