Vasta operazione antidroga all’alba
Arresti anche in provincia

GANG SGOMINATA - Civitanova, Porto Recanati e Porto Potenza svegliate dal sorvolo di un elicottero dei carabinieri. Blitz anche a Tolentino e Pollenza. Smantellata banda di albanesi che gestiva lo spaccio in tutto il territorio nazionale. In provincia sono finite in manette 5 persone: tra loro il civitanovese Luigi Cataldo, 32 anni, Bruno Di Bartolomeo, 64, di Potenza Picena e Fabio D'Innocenzo, 45, di Tolentino
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elicottero carabinieri civitanova 2

L’elicottero dei carabinieri in azione questa mattina a Civitanova

di Laura Boccanera

Trentadue ordinanze di custodia cautelare spiccate su tutto il territorio nazionale, cinque gli arresti in provincia di Macerata, 26 i chili di sostanze stupefacente sequestrati. I carabinieri hanno sgominato questa mattina una banda di albanesi dedita allo spaccio di droga ma anche alla prostituzione e al porto abusivo di armi. Una maxi operazione che ha preso il via da indagini durate per ben tre anni e che hanno portato all’alba di oggi alla disarticolazione dell’organizzazione criminale dedita che allungava le mani sul traffico di cocaina, eroina, hashish e marijuana in tutto il territorio nazionale. Tre le regioni interessate dall’operazione: Abruzzo, Marche e Puglia. L’indagine, denominata “Conventus”, inizialmente coordinata dalla procura di Vasto, e successivamente dalla Direzione distrettuale antimafia de L’Aquila, è iniziata nel novembre 2011 e si è conclusa con gli arresti di questa mattina. Erano le 5,45 quando gli uomini dell’Arma hanno dato il via ai blitz: nelle province di Chieti, Ascoli, Macerata, Bari, Ancona, Lucca e Genova, con l’ausilio dei comandi territoriali e di un velivolo del nucleo elicotteri di Pratica di Mare. Ventuno sin qui gli ordini di custodia cautelare eseguiti su 32 (12 in carcere, 17 ai domiciliari e 3 obblighi di presentazione) disposti dal Gip, nei confronti di italiani e stranieri, accusati, a vario titolo, dei reati di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, sfruttamento della prostituzione e porto e detenzione di armi. Con lo stesso provvedimento restrittivo il Gip del Tribunale de L’Aquila, Giuseppe Romano Gargarella, ha inoltre emesso 4 provvedimenti restrittivi a carico di 2 spagnoli e 2 albanesi, tutti residenti in Spagna, per i quali sono state avviate le procedure per il mandato di arresto europeo. A 7 di loro è stato inoltre contestato il reato di crimine organizzato transnazionale.

elicottero carabinieri civitanovaL’operazione nella nostra provincia ha coinvolto diversi comuni. All’alba l’elicottero dei carabinieri ha sorvolato i cieli di Civitanova, Porto Recanati e Porto Potenza, diversi cittadini sono stati svegliati dal rumore dei velivoli. Cinque gli arresti nella provincia di Macerata, per due persone è stato disposto il provvedimento di detenzione in carcere, per altre tre invece è scattata la misura degli arresti domiciliari. In cella sono andati Dulja Peranti, 35 anni di origine albanese residente a Recanati e Mata Agron, 44, albanese domiciliato a Pollenza. Arresti domiciliari invece per tre italiani, il civitanovese Luigi Cataldo di 32 anni, Bruno Di Bartolomeo, 64 , di Potenza Picena e Fabio D’Innocenzo, 45, di Tolentino. Per tutti l’accusa è di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Un’altra decina di persone sono ricercate in Italia, alcuni di questi nella nostra provincia e che sono al momento irreperibili ed attivamente ricercati. Alcuni di loro sono già stati individuati all’estero, mentre per gli altri le ricerche sono in corso di svolgimento su tutto il territorio nazionale.

Una banda, quella degli albanesi, che secondo gli investigatori non era composta da criminali disorganizzati o autonomi, ma da una vera e propria organizzazione che gestiva in proprio affari in maniera manageriale. Le partite di droga infatti venivano acquistate in ingenti quantità all’ingrosso e poi smistate in tutta Italia attraverso una rete di contatti “commerciali” e collegamenti con esponenti della criminalità abruzzese e marchigiana e attraverso il coinvolgimento di cittadini stranieri residenti in Spagna, Bolivia e Albania che utilizzavano sim card intestate a persone inesistenti, o acquistate con documenti contraffatti, in grado di eludere ogni tipo di intercettazione telefonica o informatica. Il trasporto dello stupefacente, invece, avveniva mediante l’utilizzo di auto opportunamente modificate. L’eccellente qualità e la competitività del prezzo di vendita della droga ha permesso ai criminali, nel corso del tempo, di gestire il mercato dello spaccio quasi come un monopolio, con la possibilità di rinvestire il denaro capitalizzato nell’acquisto di altro stupefacente in maniera da aumentare, di volta in volta, l’egemonia di controllo del mercato.

(SERVIZIO AGGIORNATO ALLE 17)



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