Pioggia e freddo annientano gli affari
Gli operatori: “E’ dura, il sole d’agosto
ci salvi la stagione”

CIVITANOVA - Viaggio nel turismo che non decolla, tra ombrelloni chiusi, sdraio piegate e posti auto disponibili come mai s'era visto d'estate. Diverse riflessioni tra gli esercenti, due sole certezze: il tempo che è cambiato e l'indiscutibile zavorra della crisi economica
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Un tratto della spiaggia coperto da un cielo plumbeo: è l’eloquente immagine di questa prima parte estate decisamente da dimenticare

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Ampi spazi vuoti tra i parcheggi del lungomare nord durante i giorni feriali. Solo un paio d’anni fa ciò sembrava solo fantasia

di Laura Boccanera

“Luglio si veste di novembre se non arrivi tu”, cantava Riccardo Del Turco nella celebre canzone. E in tanti, soprattutto operatori turistici e balneari hanno aspettato questo “tu” che però non è arrivato nel mese appena trascorso. Un luglio così piovoso come non si vedeva da decenni e che ha fatto crollare a picco umore e anche incassi dei concessionari di spiaggia. La meteorologia e le temperature sono i fattori che più incidono sull’andamento della stagione estiva, ma al di là della colonnina di mercurio in picchiata i concessionari di spiaggia rimangono ottimisti: “I balneari delle nostre zone, generalmente attaccano a lavorare a febbraio con i lavori di preparazione alle strutture e terminano l’attività annuale solitamente intorno a novembre dopo aver effettuato i rimessaggi delle attrezzature e con gli ultimi lavori di chiusura – spiega Marco Scarpetta dello chalet Raphael beach e vicepresidente Abat – tutto questo lavoro dovrebbe concretizzarsi e darci soddisfazioni durante i due mesi estivi con l’arrivo dei bagnanti. I bagnanti non arrivano ma la frustrazione si, la spiaggia nei giorni di pioggia è vuota. Ma la novità negativa è che mentre in passato  il bar dello chalet o quelli limitrofi alla spiaggia erano il punto di ritrovo durante le giornate piovose, oggi questa cosa quasi non esiste più. I ristoranti si difendono ma la concorrenza sta toccando picchi estremi. Giusto per dirne una, a Civitanova negli ultimi mesi sono stati aperti almeno tre ristoranti da 200 posti e molti altri più piccoli”.

Marco Scarpetta - Raphael Beach

Marco Scarpetta del Raphael Beach

Il calo d’affari quindi si percepisce anche a causa delle cancellazioni: “Ho sentito albergatori lamentarsi di cancellazioni – continua Scarpetta – noi ne riceviamo certamente per la spiaggia ed a volte anche per il ristorante. Io credo che anche gli amministratori debbano fare una grossa riflessione pubblica, anche confrontandosi con la gente e le categorie perché purtroppo le cose non stanno andando bene. Io credo che città e cittadini di Civitanova abbiano bisogno e voglia di turismo, ma il turismo non può essere presentato come ora come un cenacolo di schiamazzi notturni, traffico, tributi che investono anche i cittadini e tante altre amenità. Il turismo è una cosa bella che normalmente porta benessere, buoni servizi anche per la cittadinanza, sopratutto porta civiltà. Noi vogliamo il turismo, ma siamo in Italia, quindi speriamo bene”.

Antonio Ruffini - Balneare Antonio

Antonio Ruffini del Balneare Antonio

“Tutte le mattine c’è gente che chiama per sapere che tempo fa e se muoversi, soprattutto dall’entroterra – spiega invece Antonio dello chalet Balneare che porta il suo nome  –. E’ un’estate dura, questa, e se i bagnanti non arrivano i costi invece sono sempre fissi. Abbiamo annullato due serate durante la festa della birra, tre serate di tango, domenica è stato un mortorio in  spiaggia si poteva fare il sold out invece non abbiamo fatto un sold”. Tra i costi fissi alcuni concessionari di spiaggia sono imbufaliti per il costo del bagnino di salvataggio da pagare anche nelle giornate di pioggia. L’ordinanza infatti obbliga gli chalet ad avere la presenza tutti i giorni, per un costo di circa 70-80 euro al giorno. E c’è chi in maniera anonima segnala invece che nelle spiagge libere, nei giorni di pioggia il bagnino non c’è.

Rolando Cardelli - G7

Rolando Cardelli dello chalet G7

Bettino Capozucca - titolare storico dello chalet Osvalda per oltre 30 anni

Bettino Capozucca, titolare dello storico chalet Osvalda per oltre 30 anni

“La stagione va benissimo – dice con un pizzico di amara ironia, invece, Rolando Cardelli detto Lallo dello chalet G7 sul lungomare centro – ancora non abbiamo avuto disdette, qualcuno però è andato via perché una stagione così mette di cattivo umore, soprattutto pendolari o gente dell’entroterra che ha qui la seconda casa. Speriamo che ad agosto si lavori. Con la spiaggia ovviamente non abbiamo lavorato, ormai non si recupera, quello che è perso non rientra, quest’anno c’è una presenza numerosa di stranieri mai visti prima, noi abbiamo clienti belgi, inglesi, olandesi,  quest’anno anche tedeschi. Manca però la clientela dell’entroterra e di Civitanova”. Non si ricorda a memoria d’uomo un luglio così orribile Bettino Capozucca, storico gestore dello chalet Hosvi, quando ancora si chiamava Osvalda, dal 1963 al 1993, ora in pensione: “Saranno almeno 40 anni che non vedo una stagione cosi brutta, qualche giorno di pioggia ci sta, ma quasi 40 giorni di fila non si erano mai visti”. Chi invece non perde la speranza e il buon umore è Marusia Ciavattini dello storico chalet Il veneziano: “Certo potrebbe andare meglio – dice – ma non riesco neanche a lamentarmi completamente se guardo a quello che è successo con le mareggiate a Senigallia. Qualche bella domenica c’è stata e se  agosto sarà bello penso che la stagione possa recuperare. La cosa curiosa comunque è osservare come muta la spiaggia in giornate coperte come oggi, sembra una biblioteca, tanti sono gli stranieri ad esempio”.

Marusia Ciavattini - Il Veneziano

Marusia Ciavattini dello chalet Il Veneziano

Simile e per certi versi esasperata dal problema dei parcheggi sulla pista ciclabile e da una vivacità tra concessionari è la situazione ancora più a nord, nell’estremità del litorale nord: “La stagione fino ad oggi è stata veramente difficile per le condizioni climatiche particolarmente sfavorevoli – dice Marco Mazzoni dello chalet Ippocampo –  Non si ricorda a memoria d’uomo un luglio così perturbato e piovoso, con temperature basse e di conseguenza le presenze al mare sono state molto esigue. Volendo pensare positivamente ho constatato che nei fine settimana, con il sole, le presenze sono state notevoli e anche la spiaggia libera era letteralmente coperta da ombrelloni. Speriamo che agosto ci riservi delle buone giornate e un tempo costante in modo da poter recuperare almeno una parte di quello che è stato perso fino ad ora. Sono sicuro che ci aspetterà uno splendido settembre e ottobre ma purtroppo la nostra cultura e le nostre abitudini non spingono molte persone a frequentare le spiagge in questi periodi. Dobbiamo attrezzarci a riguardo perché la stagione non si può restringere a due mesi e ai week end”.

Marco Mazzoni dello chalet Ippocampo

Marco Mazzoni dello chalet Ippocampo

Mazzoni, fino a mercoledì responsabile Abat per il lungomare 20140729_134446nord ha dato le dimissioni dal suo ruolo in disaccordo con un collega “nordista”: “Mercoledì mi sono dimesso dalla carica di coordinatore dei balneari del lungomare nord sia per mancanza di tempo, sia soprattutto perché non voglio rappresentare persone che all’inizio della stagione hanno approvato un programma di eventi e poi si sono tranquillamente tirate indietro quando si è passati alla realizzazione della manifestazione”.

Croce e delizia rimane la pista ciclabile, delizia per i ciclisti e croce per gli incivili che la usano a mo’ di parcheggio: “All’inizio di maggio ci è stato detto che la pista ciclabile così larga – continua Mazzoni – serviva perché il lungomare nord è una strada 20140729_134644pericolosa e necessita di una via di transito alternativa, prioritaria e soprattutto libera per i mezzi di soccorso. Per me è assolutamente necessaria e va mantenuta, ma vista l’inciviltà degli automobilisti, nel nostro piccolo, noi balneari, avevamo proposto di mettere dei paletti da rimuovere in caso di passaggio dei mezzi di soccorso, evitando così la tentazione di parcheggiare sulla ciclabile. Beh, sabato sera nessun mezzo di soccorso avrebbe avuto la possibilità di passare per il lungomare nord dalle 21 alle 24 perché c’era una fila ininterrotta di macchine pressoché ferme sulla strada e un’altra fila di macchine parcheggiate sulla ciclabile. Cosa sarebbe accaduto se fosse capitata qualche grave circostanza?”.



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