Trodica, mister Morreale stimola la società
“Manca qualcosa per il salto di qualità”

ECCELLENZA - Il tecnico dei biancazzurri stila un bilancio a due partite dal termine: "Stagione molto positiva. Le possibilità di far bene in futuro ci sono tutte ma bisogna creare una vera e propria struttura organizzativa"
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Renzo Morreale

Renzo Morreale

di Marco Cencioni

Ha iniziato zoppicando, è uscita fuori alla grandissima, ha centrato l’obiettivo e ha concluso con tante certezze e un piccolo rammarico. E’ questa la cronistoria della stagione del Trodica, squadra fra le protagoniste del campionato di Eccellenza che si sta per chiudere. Al ritorno nel massimo campionato regionale dopo più di venti anni d’assenza, i biancocelesti hanno affrontato la nuova categoria pagando lo scotto di essere una neopromossa. Poi hanno inanellato una serie di vittorie consecutive e prestazioni sensazionali, che li hanno portati addirittura a chiudere il girone d’andata al terzo posto, ad una sola lunghezza dalla piazza d’onore. Infine, hanno condotto il campionato sempre nelle posizioni di vertice, raggiungendo la salvezza con molte giornate d’anticipo e lottando per un posto nei playoff sfuggito solo, e qui siamo al piccolo rammarico, nella parte finale di un girone di ritorno affrontato in mezzo a mille difficoltà (tanti infortuni e mancanza di un campo di allenamento). Rimane la gioia di aver regalato ai propri tifosi partite indimenticabili, pareggio con la Sambenedettese e vittoria contro il Castelfidardo su tutte, ma anche la certezza che, con i giusti accorgimenti, Trodica può cominciare a sognare in grande. Uno degli artefici di questo successo, perché di successo si tratta è, senza ombra di dubbio, mister Renzo Morreale. Proprio con l’allenatore parliamo di questa stagione e di quello che sarà il suo futuro e quello del Trodica.

Mister Morreale, il suo Trodica è stata una delle squadre protagoniste di questa Eccellenza...
“Il bilancio è davvero positivo, abbiamo fatto una cavalcata importante. Centrare l’obiettivo salvezza con largo anticipo e lottare per un posto nei playoff sono aspetti che non avevo considerato nemmeno nella più rosea delle ipotesi. Dal novembre del 2013 non mi sono fermato un attimo. Ho dato tutto per questa squadra e per questa società magnifica, costruita da persone animate da una passione fuori dal comune. I frutti di questo lavoro sono arrivati ora ce li godiamo. Attualmente siamo quinti a pari merito, ad un punto dal quarto posto: vogliamo chiudere alla grande, sperando di arrivare più in alto possibile”.

Il Trodica festeggia per un gol messo a segno

Il Trodica festeggia per un gol messo a segno

Ad un certo punto avete cominciato a credere nei playoff…
“E’ vero. Una volta sicuri della salvezza, praticamente all’inizio del girone di ritorno, ammetto che un pensierino agli spareggi promozione lo abbiamo fatto. Non mi piace prendere alibi, facili da tirare fuori visto che quello che abbiamo passato. La mancanza di un campo di allenamento, che ci ha costretto a spostarci di settimana in settimana da un campo all’altro delle zone limitrofe, i tanti infortuni, sono scusanti che non reggono. Voglio dire, molto semplicemente, che abbiamo dato tutto ma, evidentemente, gli avversari sono stati più forti. Ai ragazzi non posso imputare niente. Impegno, spirito di sacrificio e attenzione non sono mai mancati, dispiace solo di non essere riusciti a dare un’ulteriore gioia ai nostri tifosi che, lo dico senza alcun dubbio, sono davvero unici”.

A proposito dei tifosi, c’è un grande feeling fra lei e le “Teste Matte”, il gruppo dei sostenitori organizzati del Trodica...
“E’ vero c’è grande stima, ovviamente reciproca. Ci hanno sempre sostenuto dovunque, hanno sempre supportato i ragazzi con affetto e calore. A Trodica c’è una grande fame di calcio. Vedere 400 persone, anche 500 in alcuni casi, venire allo stadio per tifare i propri colori, organizzare corriere per seguire la squadra in trasferta, cantare a squarciagola sino alla fine è una cosa che ti rimane dentro, che ti fa sentire davvero bene. Vedere, in occasione della partita del “Riviera delle Palme”, la curva piena di ragazzi biancocelesti è stata un’emozione forte, è l’essenza del calcio. Nel prossimo incontro, l’ultimo in casa, vogliamo regalare oltre alla vittoria anche una bella festa a questi ragazzi, che ci sono stati sempre vicini e li vogliamo ringraziare per questo”.

Quindi, per le prossime due gare, l’obiettivo e fare sei punti e arrivare il più in alto possibile…
“Esatto. Ci stiamo allenando con il massimo impegno proprio perché teniamo particolarmente a chiudere in bellezza. Giustamente, i due match saranno anche l’occasione per far giocare qualche minuto in più a chi è stato impiegato di meno e ha sopportato le mie scelte pensando all’obiettivo comune senza far prevalere l’egoismo, con grande disponibilità. Ecco, la disponibilità che ho avuto sempre dai miei ragazzi è l’aspetto che mi rende più orgoglioso. Vuol dire che il lavoro svolto ha portato a qualcosa di positivo al di la del risultato, che i miei giocatori mi hanno sempre seguito: per un allenatore questa è davvero un bella soddisfazione”.

Sembra che tutto sia andato nel migliore dei modi. C’è, però, qualcosa che non l’ha soddisfatta?
“Devo essere sincero, chi mi conosce sa che lo sono sempre. A Trodica sto benissimo, l’ambiente è appassionato, la società è competente e sanissima. Manca però qualcosa per fare il salto di qualità. Mi spiego meglio. Bisogna creare una vera e propria struttura organizzativa, capace di dare una mentalità ed una identità alla squadra. Chi viene a giocare a Trodica deve avere la convinzione che va a lavorare con una società che sta costruendo qualcosa. Ogni anno, invece, si riparte da capo. Allestire una squadra competitiva ogni volta non ha senso se non si ha il settore giovanile. Dobbiamo programmare un qualcosa a prescindere da Morreale o dal presidente Cardinali. Qualcosa che rimanga sempre. So che ci vuole tempo ma non occorrono i giocatori, serve un principio. Io come sempre ci metto la faccia, non si devono offendere i trodicensi, ma è il mio pensiero: se si lavora per questo obiettivo Trodica può fare davvero molto bene. Manca il marchio di fabbrica: e questo deve nascere a prescindere da Morreale”.

Quindi non è scontato che lei rimanga anche alla prossima stagione alla guida della squadra?
“Non sto pensando al mio futuro. Non so cosa accadrà. Chiaramente sarò sempre grato a questa società, a questo pubblico, a questo ambiente. Dopo due anni, però, vanno comunque valutate tutte le cose. Le possibilità per far bene ci sono tutte. C’è entusiasmo e solidità economica, gente appassionata e un presidente, il migliore che un allenatore può sperare di avere. Ecco proprio io e il numero uno del Trodica, che stimo tantissimo, dovremmo essere ricordati come quelli che hanno cercato di mettere un sassolino per costruire una struttura forte: vorrebbe dire aver fatto qualcosa di grande e questo mi renderebbe davvero orgoglioso e felice”.



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