Corridonia, la richiesta
di patron Procaccini
“2014? Vorrei la salvezza diretta”

ECCELLENZA - Il numero uno rossoverde fa il punto della situazione dopo la prima parte della stagione
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Il presidente del Corridonia Sandro Procaccini

Il presidente del Corridonia Sandro Procaccini

di Marco Cencioni

Il 2013 è stato un anno tribolato e ricco di cambiamenti per il Corridonia. Lo spareggio playout con la Cagliese, la sua infinita coda di ricorsi e polemiche, l’addio dopo tanti anni al tecnico Giovanni Ciarlantini, l’arrivo sulla panchina rossoverde di Emiliano Da Col, la rivoluzione nell’organico durante il mercato di dicembre e un girone di andata del campionato di Eccellenza concluso in quint’ultima posizione a pari merito con il Grottammare: questi gli aspetti che hanno scandito un’annata difficile per la compagine del presidente Sandro Procaccini, con il quale abbiamo fatto il punto della situazione.

Presidente Procaccini, nel bene e nel male, è stato un anno importante quello che si sta per chiudere.
“Sicuramente sì. Abbiamo fatto tanti sacrifici. Il nostro percorso è stato pieno di imprevisti e ricco di ostacoli, ma siamo riusciti a superarli”.

Ovviamente, fra gli ostacoli superati, occupa un posto di rilievo lo spareggio playout della scorsa stagione e il rischio di vedervi estromessi a tavolino dalla categoria che avevate guadagnato sul campo.
“Quando è arrivata la notizia presa dalla Commissione Disciplinare Territoriale, a metà agosto, non ci potevo credere. E’ stato un fulmine a ciel sereno, per fortuna poi tutto si è risolto positivamente. Comunque, la situazione che si era venuta a creare aveva portato scompiglio. Tutto sommato, nonostante questo incidente di percorso iniziale, il nostro cammino in campionato è stato a livello delle aspettative. Nelle ultime gare del girone d’andata però, dopo alcuni match davvero sfortunati, ci siamo arenati nelle sabbie mobili, ma sono convinto che ne sapremo uscire”.

Uno dei cambiamenti più importanti avvenuti nel 2013 è stato l’avvicendamento in panchina. Quali sono le differenze principali fra i due tecnici e quali gli aspetti che li accomunano.
“Partendo dal fatto che sono allenatori molto validi, due veri professionisti, penso che la principale diversità sia sotto l’aspetto tattico, nel senso che concepiscono in maniera diversa l’atteggiamento della squadra in campo. Venendo alla caratteristica comune, entrambi sanno motivare a dovere i giocatori, anche se lo fanno in maniera diversa”.

Torniamo alla situazione di classifica attuale, che non è certo delle più tranquille. Cosa pensa abbia inciso nel vostro rendimento?
“In questi casi non esiste un’unica motivazione che riesca a spiegare questa posizione in classifica. Penso ai tanti infortuni avuti, al fatto che non abbiamo mai potuto giocare senza cambiare almeno uno degli undici scesi in campo la domenica precedente, per non parlare del fatto che siamo una squadra molto giovane o di qualche torto arbitrale subito, che comunque ci può stare. Sicuramente, potevamo avere qualche punto in più in classifica, ma la situazione non è poi così drammatica. Siamo lì, in lotta con altre squadre, tutte raccolte in pochi punti: la lotta per ottenere la salvezza è lunga e sono convinto che potremo uscire dalla zona playout”.

Per concludere, due domande di rito. La prima riguarda l’anno che si sta per finire: c’è una partita che ricorda con particolare emozione? La seconda, invece, è proiettata al 2014. Cosa augura alla sua squadra per il futuro?
“La sfida vinta in trasferta sul campo del Vismara mi ha lasciato tanto. Venivamo da una settimana difficile, con lo spogliatoio rivoluzionato da addii voluti e non voluti. Abbiamo giocato bene, sapendo soffrire nelle difficoltà e colpire al momento giusto, proprio verso al fine del match. E’ sicuramente la partita che più mi ha emozionato, perché ho visto i miei giocatori compatti, uniti e determinati. Il mio augurio per il 2014 è quello di vedere i ragazzi combattere come in quella partita. Sono molto giovani, vanno sempre aiutati e stimolati, noi faremo sempre il massimo per dare il nostro sostegno. Ovviamente, spero anche che usciremo da questa situazione, grazie a quel pizzico di cattiveria agonistica in più che può colmare il gap in termini d’esperienza con le altre avversarie. Corridonia merita l’Eccellenza e saprà difenderla sul campo, lottando sino alla fine”.



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