Diritti “dimenticati”
dagli artisti maceratesi

Tra i numerosi pittori e scultori italiani, o loro eredi, che la SIAE invita a rivendicare i proventi derivanti dal commercio delle loro opere, figurano anche Valeriano Trubbiani, Ivo Pannaggi e Sante Monachesi

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Valeriano Trubbiani

di Alessandro Feliziani

Scrisse una volta Goethe, “Il mezzo migliore per sfuggire il mondo è l’arte”. Molti artisti hanno preso evidentemente questo “consiglio” alla lettera anche per “sfuggire” alla SIAE. Non perché non vogliano pagare i diritti, ma addirittura perché non s’interessano a riscuotere quelli loro spettanti. Tant’è che proprio la Società degli autori ed editori, attualmente presieduta dal cantautore Gino Paoli, ha dovuto far ricorso a un annuncio sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana per sollecitare circa duemila tra pittori e scultori o eredi di artisti scomparsi, per sollecitarli a ritirare il compenso loro spettante per il cosiddetto “diritto di seguito”. Si tratta di somme che la SIAE ha incamerato, per conto dell’artista, da case d’aste, mercanti d’arte o galleristi, in occasione della vendita di quadri, dipinti, disegni, incisioni, sculture.
Nella lunga lista figurano nomi di pittori e scultori maceratesi anche molto noti, come Valeriano Trubbiani, artista famoso per le sue monumentali sculture di bronzo e altri metalli, autore tra l’altro del sipario tagliafuoco del “nuovo” Teatro delle Muse di Ancona e della “Croce astile” realizzata per la Cattedrale dorica di San Ciriaco, anni fa esposta eccezionalmente anche alla Galleria Blarasin di Macerata.

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“Treno in corsa” di Ivo Pannaggi (Palazzo Ricci)

La Siae sollecita a rivendicare i diritti anche gli eredi di due maceratesi che sono stati protagonisti dell’arte del Novecento, quali Ivo Pannaggi (scomparso nel 1981) e Sante Monachesi (morto nel 1991). Il primo, protagonista del cosiddetto “secondo Futurismo”, si affermò già in gioventù come artista e come architetto, lavorando poi per molti anni in Germania e in Norvegia. Il secondo, pittore e scultore, è stato definito il “fondatore del Movimento Futurista nelle Marche”. Di entrambi la Pinacoteca di Palazzo Ricci conserva diverse importanti opere, tra cui quelle pubblicate a corredo di questo articolo.
Tra gli artisti in piena attività figura nell’elenco pubblicato dalla Siae anche il pittore camerinese Luca Zampetti, in questo periodo molto quotato per le sue opere di grande formato nelle quali ritrae i personaggi all’interno di “scorci metropolitani, attraverso inquadrature di taglio cinematografico”.

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“Fiori con aragosta” di Sante Monachesi (Palazzo Ricci)

Un artista toscano d’origine, ma maceratese d’adozione (scomparso nel 2006 a Civitanova ) i cui eredi possono ora chiedere il “diritto di seguito” alla Siae è Magdalo Mussio. Docente per molti anni all’Accademia di Belle Arti di Macerata, Mussio è stato uno degli animatori della vita artistica e culturale maceratese e la Fondazione Carima ha voluto che alcune sue opere entrassero a far parte della raccolta di Palazzo Ricci.
Nel lungo elenco (ben dieci pagine) stilato dalla Siae e pubblicato nella Gazzetta ufficiale dello scorso 30 ottobre, figurano anche altri artisti delle Marche molto noti, quali Anselmo Bucci, Corrado Cagli, Bruno d’Arcevia. Tra i non marchigiani che in qualche modo hanno un collegamento artistico con il territorio maceratese figurano lo scultore Umberto Mastroianni, autore del monumento alla Resistenza di Tolentino e il giovane artista, uno tra i più noti dell’arte contemporanea, Francesco De Molfetta. Quest’ultimo nel 2011 è stato tra i protagonisti di una mostra, curata da Luca Beatrice, allestita a Palazzo Sangallo di Tolentino nell’ambito della Biennale dell’Umorismo e più recentemente ha esposto a Civitanova, alla Galleria “Permariemonti”, in una mostra organizzata dall’associazione “Verticale d’Arte”, a cura di Elisa Mori, Giorgia Berardinelli e Silvia Bartolini.

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“Composizione” di Magdalo Mussio (Palazzo Ricci)

A quanto ammontano i compensi che gli artistici devono riscuotere? Per ovvie ragioni di privacy la Siae non lo dice, ma in base al regolamento del “diritto di seguito” l’importo massimo per ogni singola opera non può superare i 12.500 euro, poiché esso va calcolato sul prezzo di vendita, secondo una percentuale che varia dal 4 allo 0,25%.
In Italia il “diritto di seguito” è stato introdotto con un decreto legislativo del 2006 in applicazione di una direttiva dell’Unione europea e si calcola sul prezzo di cessione degli originali delle opere d’arte figurative in occasione delle vendite successive alla prima.
Il compenso è a carico del venditore ed è dovuto per tutte le cessioni successive alla prima cui partecipi, come venditore, acquirente o intermediario, un professionista del mercato dell’arte. Sono quindi soggette a tale “diritto” le transazioni effettuate da gallerie, case d’asta o mercanti d’arte, mentre sono escluse le vendite che avvengono tra privati.
A quanto pare la normativa è poco conosciuta dagli stessi artisti e meno ancora, probabilmente, dai loro eredi che difficilmente saranno attenti lettori della Gazzetta ufficiale. Speriamo che, almeno, leggano Cronache Maceratesi.

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Dipinto di Luca Zampetti

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Ivo Pannaggi

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Sante Monachesi

 

 

 

 

 

 

 



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