Rette degli asili, Balboni: “Rimodulazione più equa”

CIVITANOVA - La proposta di scaglionare le quote in base al reddito Isee è passata in Giunta. Finora non c'era differenza fra chi aveva un Isee di 12mila euro e uno di 45mila: "Era una cosa assurda" commenta l'assessore
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di Laura Boccanera

E’ passata in giunta la proposta presentata e discussa in commissione di ridistribuire le rette e le tariffe degli asili in base al reddito Isee. La decisione della maggioranza fece discutere e scatenò un vespaio di polemiche sorte dalle dichiarazioni del consigliere di minoranza Fabrizio Ciarapica, ma il sistema, assicura l’assessore Piergiorgio Balboni ora è più equo di quanto non fosse in passato: “ E’ assurdo che una famiglia che ha un reddito Isee di 12 mila euro paghi quanto una che ne ha uno di 40 mila. La nuova tariffazione è stata studiata sulla base di un’equazione e ora è più equa. La tariffa massima è prevista anche per i non residenti che non versano contributi in questo comune, ma ci mandano a scuola i figli”. Al momento con la rimodulazione sono previsti 7 scaglioni di reddito: inferiore o pari a 5000 euro a cui corrisponde una quota mensile fissa di 90 euro; tra 5 mila e 7 mila euro con tariffe individuali che variano da 90,01 euro a 125 euro e così via per i redditi Isee tra 7 mila e 9 mila euro, tra 9 mila e 12 mila euro, tra 12 mila e 25 mila euro, tra 25 mila e 45 mila euro ed infine la quota più alta per i redditi superiori a 45 mila euro e per i non residenti che arrivano a pagare 400 euro di quota mensile. “Bisogna considerare che il Comune copre con questi introiti solo il 16.66% delle spese per gli asili nido e il costo annuale di ogni bambino ammonta a 11 mila euro”. Nessuna rimodulazione invece per le mense dove attualmente la spesa è uguale per tutti indipendentemente dal reddito: “per settembre le tariffe rimarranno invariate – prosegue Balboni – ma solo perché non sappiamo attualmente quali sono gli scaglioni e le fasce, dal prossimo anno attueremo una tutela delle fasce più deboli”. Infine arriva la stoccata politica: “l’opposizione non mi venga a parlare di mazzata per un aumento di 25 centesimi – conclude l’assessore ai servizi scolastici – quando la comunità a causa dell’incidenza dell’ammortamento dei mutui sul bilancio si troverà a pagare 157 euro di debito per ogni residente, parlare di mazzata è solo demagogia”.



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