Sparatoria a Civitanova, la svolta:
arrestato il dipendente Asur di Recanati

EPISODIO CHOC - L'uomo, 55 anni, è finito in manette questa sera. Avrebbe agito per una donna contesa con il dentista Filippo Maria Crupi
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sparatoria civitanova2di Gianluca Ginella

Arrestato l’uomo indagato per la sparatoria contro una palazzina di via Indipendenza, a Civitanova. Il provvedimento è stato preso in serata, dopo che per l’uomo, recanatese di 55 anni, dipendente Asur, il pm Claudio Rastrelli aveva chiesto al Gip la misura cautelare in carcere, in seguito agli elementi di prova raccolti negli scorsi giorni.

Finisce in manette il recanatese sospettato di essere l’autore dei due colpi di pistola che la notte di venerdì, all’una, hanno raggiunto una palazzina di via Indipendenza. Ieri gli uomini del commissariato di Civitanova e della squadra mobile di Macerata, che stanno conducendo le indagini, hanno eseguito la misura cautelare spiccata dal Gip su richiesta del pm Rastrelli. I poliziotti hanno notificato il provvedimento a Giuliano Storani, 55enne recanatese, da subito iscritto nel registro degli indagati per la sparatoria. Che, in base alle indagini, aveva un obiettivo: quello di compiere un gesto intimidatorio contro il dentista Filippo Maria Crupi, che ha lo studio nella palazzina di via Indipendenza. Secondo sparatoria civitanovaquanto è stato accertato dalle indagini, il recanatese avrebbe agito per una questione di carattere sentimentale (leggi l’articolo). Sia lui che il dentista, stando a quanto emerge dalle indagini, avevano una relazione con la stessa donna. Da qui sarebbero sorti rancori da parte del recanatese verso il dentista Crupi. Poi gli spari, a scopo intimidatorio. Un colpo aveva raggiunto la targa del dentista Crupi, ben più pericoloso il secondo colpo esploso, che aveva infranto la porta a vetri della palazzina per poi conficcarsi sulle scale. Colpi esplosi da un’arma che non è stata rinvenuta. Il recanatese, comunque, in seguito agli spari, aveva presentato denuncia per la scomparsa di una pistola. Un’arma che l’uomo deteneva legalmente, per uso sportivo. Nella serata di venerdì il recanatese era stato sentito in commissariato. E aveva negato ogni addebito. Ma le prove raccolte dagli uomini del commissariato di Civitanova, diretto da Roberto Malvestuto e dalla Mobile di Macerata, diretta da Alessandro Albini, hanno portato il pm a chiedere la custodia in carcere per il recanatese.



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