Arriva Marc Augè per il secondo week end di Futura

Civitanova
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Gino Troli, a sinistra, e Tommaso Corvatta

Gino Troli, a sinistra, e Tommaso Corvatta

 

Si tinge di rosa il secondo week end di Futura. Da domani fino a domenica, le protagoniste sono scrittrici, attrici e poetesse. Non poteva mancare, nel festival che guarda al futuro declinandolo al femminile, la presenza delle donne che per tre giorni offrono un punto di vista inedito sul mondo. Si comincia a spasso fra le stelle con l’astronauta Umberto Guidoni che alle 17.30 all’auditorium San Paolo incontra ragazzi e adulti per raccontare e raccontarsi. Alle 18 Filippo La Porta dialoga, nel chiostro di Sant’Agostino, con Sandra Petrignani per capire se ha ancora senso una letteratura al femminile. Ancora tutte donne per l’incontro organizzato dalla biblioteca comunale che, dopo aver affrontato il tema dell’amore e il suo riconoscimento giuridico nelle varie forme, stavolta affronta il sentimento opposto, l’odio.

L'antropologo e sociologo Marc Augè

L’antropologo e sociologo Marc Augè

Lo fa in compagnia della criminologa Margherita Carlini, della psicoanalista e psicoterapeuta Lorella Cerquetti, della grafoterapeuta Alessandra Lumachelli e con il presidente dell’ordine degli avvocati Stefano Massimiliano Ghio. Ancora una donna, la civitanovese più illustre, Sibilla Aleramo, a cui è dedicato alle 19.30 al Chiostro un omaggio di Daniela Marcheschi. Alle 21.30 arriva l’antropologo e sociologo Marc Augè intervistato da Filippo La Porta. L’autorevole etnologo francese cerca di guidarci verso il futuro del mondo globalizzato. Alle 23 due appuntamenti in contemporanea: nel cortile dell’ex liceo Viola Di Grado, scrittrice emergente irriverente, ma capace del fascino e della potenza dei grandi classici conclude la serata, mentre nel Chiostro di Sant’Agostino va in scena la rilettura scenica del Rinoceronte di Ionesco di Piergiorgio Cinì. “È una settimana importante – ha detto il direttore artistico Gino Troli – qui davvero il futuro è donna. Insieme a Marc Augè e all’astronauta Umberto Guidoni toccheremo vette inesplorate di Futuro”. “Il lancio del secondo week end diventa l’occasione per tracciare un bilancio in progress – ha riferito il sindaco Tommaso Corvatta – e siamo molto soddisfatti dei risultati. È una scommessa sulla quale abbiamo investito, utilizzare un format già esistente per trattare argomenti di altissimo livello. Gino Troli a sinistra e Tommaso Corvatta 2Non sono gli ospiti a dover abbassare il contenuto delle argomentazioni, ma sono gli spettatori ad innalzare il proprio livello culturale”. Venerdì vernissage per la mostra dedicata a Rudolf Nureyev, la prima monografica a lui dedicata alla Chiesa di San Francesco a Civitanova alta. Cimeli, fotografie e ricordi del più grande ballerino di sempre raccolti dalla famiglia Pignotti in oltre 30 anni di collaborazione con il coreografo. Parallelamente, anche una mostra all’orgoglio della città: Enrico Cecchetti. Sabato la danza entra a Futura e dal pomeriggio fino a notte inoltrata in tutti i teatri della città prima assolute e prime nazionali per festeggiare il ventennale di Civitanova Danza.

Domenica si torna nella città alta a partire dalle 17.30 con le letture per ragazzi e poi dalle 18 Alfonso Berardinelli e Raffaele Simone dialogano su “Anacronismi come spazi di libertà individuale”. Alle 19.30 si gusta il “sapore del nuovo” con Giovanni Cocco e il libro “La caduta”. Alle 21.15 torna il giardino della scienza per i più piccoli e in piazza della Libertà musica con Aspect Radio e a seguire Mark Zitti e i Fratelli Coltelli e guest Gegè Telesforo in concerto.  Si parla invece di riviste e del futuro dell’editoria alle 23, nel cortile dell’ex liceo, con Filippo La Porta che si confronta con Massimo Onofri e Gianni Saporetti, direttore dell’unica rivista in Italia dedicata esclusivamente alle interviste. Si chiude poi in bellezza il week end con Mariangela Gualtieri che alle ore 23, al teatro Annibal, Caro dà vita orale ai propri versi, cucendo insieme tre movimenti. In primo luogo il Sermone ai cuccioli delle mia specie, testo che ha il tono accorato, riflessivo ed esortativo dei sermoni, dedicato a tutti coloro che dell’infanzia avvertono la potenza, la meraviglia, il dono, la leggerezza e anche la minaccia che su essa incombe. La parte centrale riprende i temi della natura e dell’amore, fino ai più recenti inediti, mentre a chiudere è Bello mondo, un luminoso sfaccettato ‘grazie’ che, partendo da un poema di Borges, prosegue intrecciando versi della Gualtieri e versi di poeti amati. Tutti al teatro del futuro o al futuro del teatro.

 



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