Maceratese, l’unione fa la forza

Fermo e Montegranaro hanno unito i progetti e costruito una società solida, perchè a Macerata non si riesce a fare questo?
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L'abbraccio tra Maria Francesca Tardella e Claudio Cicchi

L’abbraccio tra Maria Francesca Tardella e Claudio Cicchi

di Enrico Maria Scattolini

Ho conosciuto tutti i presidenti della Maceratese di quest’ultimi lustri. Posso assicurare che non ce n’è stato uno che non abbia tentato di assemblare il calcio cittadino, cercando sinergie con la moltitudine delle altre società stanziali. Soprattutto con la Vis Macerata di Moretti. Ma nessuno è riuscito nell’impresa, salvo, in parte, la Tardella che ha raggiunto l’anno scorso un accordo con la gloriosa Robur limitatamente al settore giovanile. Al di là dei nostri confini sono stati invece di recente ottenuti risultati significativi. In fasce perfino più vaste degli ambiti municipali. La provincia di Fermo in questo senso è decisamente all’avanguardia. Fermana e Montegranaro hanno unito le forze per realizzare l’ambizioso progetto di un imprenditore illuminato come Maurizio Vecchiola: hanno trasferito il calcio vero al “Recchioni”, hanno dato sostanza e vigore ad un club molto forte (si parla di un budget superiore a 500.000 euro per la prima squadra), che mira ad un sollecito ritorno ai non lontani fasti “canarini” dei campionati professionistici. Subito la  Folgore Falerone si è affrettata a riempire il vuoto… veregrense con la fusione calcistica  fra il territorio di pertinenza, certamente asfittico per le ambizioni ed i quattrini della dirigenza locale, e quello del centro calzaturiero, che nella scorsa stagione ha saputo vincere i play-off nazionali dell’”Eccellenza” ed approdare in serie D. Chissà che l’impresa non si ripeta anche quest’anno, in modo da far felice l’indimenticabile Carboni, che in un sol colpo otterrebbe quiescenza, soldi e gli onori che indubbiamente competono alla sua superiore classe. Politica ed opportunità… contabili hanno dato indubbiamente una mano. A proposito di quest’ultime, per esempio, sembra che l’operazione fermana sia anche servita ad aggirare l’ostacolo di presistenti pesantezze finanziarie che stavano già travagliando la soddisfazione della promozione ottenuta con il successo in Coppa Italia. Riguardo invece alla prima, tanto per completare il discorso, va detto della brillante soluzione della crisi societaria della Civitanovese con il passaggio delle quote da Antonelli ad una cordata che fa capo ad un industriale abruzzese, ma probabilmente caratterizzata anche da presenze endogene. Che pare proprio sia di nerbo robusto se il primo obiettivo (di fatto già raggiunto) sarà l’arrivo di un allenatore di straordinario valore ed esperienza come Jaconi. Il celebre “Comandante”, probabilmente non a caso, ha infatti nel frattempo rinunciato alla Fermana. Il  tormentato iter è stato gestito dall’Assessore allo sport del comune di Civitanova Marche, le cui disponibilità e concretezza hanno evidentemente ben poco da spartire con le…”piccole cose” amministrate da qualche suo omologo. Il riferimento ai centimetri delle panchine dell’Helvia Recina è naturalmente da intendersi del tutto casuale.



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