Il sogno di Connor

LA STORIA - Diciassette anni, emigrato da Sydney (dove il padre vende le magliette di Alex Del Piero) per giocare a calcio. Ieri, con la maglia n.1 del Tolentino, ha vinto il trofeo Velox all'Helvia Recina. Una maglietta con una dichiarazione d'amore per i genitori lontani. Ora lo vogliono squadre prof. L'accoglienza 'decisiva' nella famiglia di Alberto Vitali a Parolito, dopo una breve esperienza a Gubbio
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Connor Caswell

Connor Caswell

connor caswelldi Maurizio Verdenelli

“Ieri sera all’Helvia Recina di Macerata, quando sollevando il Trofeo Velox ho mostrato la scritta sotto la divisa di gioco su cui avevo scritto: ‘Mamma e papà, vi amo: mi mancate tanto’ un fotoreporter mi si è avvicinato tutto preoccupato. Chiedendomi: ‘Scusa, ragazzo: i tuoi genitori sono morti?’. ‘No, per fortuna. Tuttavia non li vedo da quando ho lasciato l’Australia, lo scorso settembre e chissà quando mai li potrò riabbracciare perché voglio fare il calciatore qui, in Italia’ gli ho risposto. E lui, scusandosi, frettolosamente se n’è andato”.
Storie straordinarie al margine del trofeo Velox, uno dei tornei giovanili (categoria Allievi) più prestigiosi delle Marche, conclusosi ieri sera allo stadio maceratese con la vittoria dell’Us Tolentino nei confronti della Vigor Senigallia (1-0). Un minimo scarto difeso fino al 90′ da quell’autentica saracinesca del portiere australiano che si chiama Connor Caswell, 17 anni. Il ragazzo è nato a Sydney il 19 gennaio 1996, ed è emigrato in Italia, a Gubbio nel settembre scorso, chiamato dal responsabile del settore giovanile di quella società calcistica, accasandosi poi definitivamente a dicembre nel Tolentino. Connor abita nel comune di San Severino Marche, a Parolito, ospite di Alberto Vitali (LK Ristoro). Una frazione di campagna su un poggio con poche decine di famiglie rispetto ai milioni di abitanti di Sydney. Nella metropoli australiana Neil Caswell, il padre di

Connor Caswell con Alberto Vitali e la sua famiglia

Connor Caswell con la famiglia di Alberto Vitali

Connor, è titolare di un negozio di articoli sportivi (Football house) dove la maglia di Alessandro Del Piero è la più gettonata. “I tifosi non vogliono altro che quella, la maglia n.10 è costantemente sold out” dice sorridendo Connor mentre la tv trasmette l’immagine di Carlitos Tevez che mostra la divisa n.10 della Juventus. “Quella doveva restare per sempre nel segno di Alex” fa Connor che sogna un futuro professionistico in Italia. Intanto lui, il n.1 dell’us Tolentino ha vinto il Velox dopo essersi messo in mostra nell’aprile dello scorso anno a Firenze in un torneo Allievi difendendo la porta della sua squadra ‘Milan Academy’ di Sydney. “Tornato in Australia sono stato chiamato da mister Riccardo Tumiatti, responsabile dei giovani del Gubbio, che aveva partecipato allo stesso torneo in Toscana. La proposta era: vieni subito in Italia!”.
Da qui inizia la storia straordinaria di Connor Caswell Una vicenda che sta all’opposto non solo di quella storica e cinematografica (il film famoso con Sordi e la Cardinale) dell’emigrazione italiana nel grande continente dall’inizio del secolo scorso, ma pure quella un tantino più recente del cd ‘bamboccione italico’. Che rimane in famiglia anche over trenta, che cerca lavoro solo nei pressi di casa e che preferisce non rischiare nulla. A sedici anni, il giovane Caswell, senza sapere una parola d’itaiano, ha lasciato gli adorati genitori (“Mio padre e mia madre Shelley mi mancano tutti i giorni e così i miei fratelli Eamon, 15 anni; Riley, 11; Finn, 9” dice con gli occhi lucidi) ha preso l’aereo

La famiglia di Connor Caswell

La famiglia di Connor Caswell

e percorrendo il mondo intero, con scalo a Hong Kong e Dubai, è arrivato dopo 22 ore a Roma e quindi all’ombra del Monte Ingino, a Gubbio, in una società prof. Con tante speranze. Subito andate deluse. perché proprio il Gubbio non ha potuto tesserare il giovane in quanto non residente da almeno sei mesi in Italia come recita il regolamento della Figc. “Ho continuato ad allenarmi sei giorni alla settimana senza poter scendere in campo ed ho lungamente temuto che alla fine mi mettessero da parte…” ricorda Connor con serenità -un tratto distintivo nella personalità del ragazzo. La favola bella del giovane australiano in cerca di fortuna in Italia sembrava dunque dover finire presto anche perché a Gubbio il celebre, provvidenziale ‘don Matteo’ è solo una fortunata fiction televisiva. E sarebbe andata probabilmente così se alla fine un ‘vero’ don Matteo non fosse saltato fuori. Anche se Alberto Vitali, chef con la passione del talent scout calcistico, prete non è certo. E’ sposato felicemente con Laura Chiari e la coppia ha tre figli: Alessandro, studente in Medicina, Riccardo, campione regionale di nuoto e Nicola. Quest’ultimo giocatore del Gubbio e compagno di squadra e pure di appartamento di Connor.

Alberto, vocazione di paterfamilias (ha lavorato nel settore giovanile della Maceratese, collaborando per un pò anche con il Gubbio) conosciuta la situazione del ragazzo venuto dall’Australia, ha letteralmente ‘preso in carico’ Connor ospitandolo a casa sua, a Parolito. “La famiglia di Alberto è diventata presto …my second family, così pure con la famiglia di Catia, sorella di Laura, la figlia Giada e il marito Roberto. Un’altra famiglia è stata la società del Tolentino: l’allenatore, il signor Giorgio Gianferro, e i compagni di gioco della squadra Allievi mi hanno accolto come un amico di sempre, come fosse cresciuto con loro in paese. E’ stato bellissimo. Ho conosciuto davvero a Tolentino il sapore della solidarietà. Non mi sono sentito più solo” dice Connor. Che intanto imparava rapidamente l’Italiano: “E’ stato giocoforza. A Gubbio tutti sapevano l’inglese… e non avevo la necessità di imparare com’è poi successo”.

Gli studi?
“Per corrispondenza. Studio Inglese, Matematica, Sociologia, Religione, teoria di Educazione fisica…”.

Cosa ti piace di più dell’Italia?
“La pasta in tutte le varietà (capitando nel posto giusto: il menù di LK Ristoro presenta 55 primi…ndr).

Cosa non ti piace?
“Nothing”.

Sei fidanzato?
“Lo sono stato: con una maceratese. Ma è finita. devo pensare al calcio, io, sopratutto”.

A chi devi dire grazie in Italia?
“Ad Alberto, la sua famiglia e l’Us Tolentino”.

Ritornerai per le vacanze a casa?
“Forse il 18 luglio. Tuttavia c’è un forse perché sto vagliando alcune proposte per giocare in una squadra prof… Ci sono alcune richieste molto interessanti ma non posso dire quali perché Alberto mi ha imposto il top secret al riguardo. E tutto ciò mi impedisce di fare ciò che vorrei con tutto il cuore: prendere il primo aereo per Sydney e riabbracciare i miei! Per adesso mi devo accontentare di aver mandato loro via Facebook la foto del trofeo Velox mentre bacio la Coppa…”. Già, perché la saudade (la nostalgia non è solo brasiliana ma pure australiana sopratutto se si ha 17 anni..) non può infatti, per il momento, frantumare il sogno del portiere Connor.

 



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