Bartomeoli, stoccata al Comune: “Niente fondi per la crisi”

RECANATI - Il capogruppo del centrodestra: "Spesi 38.500 euro nella comunicazione, nessun taglio ai costi della politica nonostante una Imu tra le più alte d'Italia"
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Il consigliere Roberto Bartomeoli

Il consigliere Roberto Bartomeoli

“Aziende che chiudono, commercio in crisi, centro storico che si spopola, cassa integrazione a rischio esaurimento, famiglie in difficoltà; e l’amministrazione comunale che fa? Aumenta le spese per manifestazioni, “grandi eventi”, feste, cultura, realizza ascensori inutili, smantella il campo Fratelli Farina, attiva lo staff del sindaco ed investe 38.500 euro nella comunicazione”. E’ questo il j’accuse di Roberto Bartomeoli, capogruppo consiliare del centrodestra al Comune di Recanati, nei confronti della maggioranza al governo della città. Il consigliere, prosegue nella critica verso l’amministrazione in una nota: “Nessun fondo per la crisi, nessuna iniziativa che aiuti il commercio, solo tasse al massimo, tagli al sociale, allo sviluppo economico ed ai vigili urbani. E’ desolante il quadro che emerge leggendo il conto consuntivo del 2012 dove gli indicatori sono tutti negativi a cominciare dalla pressione fiscale aumentata rispetto all’anno precedente del 30%. Un prelievo pro capite che grava su ogni recanatese per 624 euro, +224 euro rispetto al 2011 con l’Imu che si attesta tra le più alte d’Italia. Smentito chi ha cercato di giustificare le nuove tasse con i minori trasferimenti statali, comparando i due dati risulta un saldo positivo per le casse del Comune di 2 milioni di euro. Nonostante le maggiori entrate derivanti dall’Imu, sono pesanti i tagli alla spesa sociale che ammontano a 190.000 euro e fanno gridare vendetta rispetto ad un pari aumento delle spese per manifestazioni e feste. Le sole collaborazioni con l’Amat sono costate alla collettività 410.000 euro, l’equivalente del gettito di un punto Imu. Nessun taglio invece alle spese non indispensabili, ai costi della politica che sono lievitati di 60.000 euro rispetto al 2008, agli stipendi dei dirigenti, ai cellulari degli assessori, alcuni dei quali con traffici telefonici da top manager di grandi aziende. Spese fuori controllo per la gestione dell’emergenza neve. I 40.000 euro destinati alla family card, propagandati con tanto di maxi poster, non sono ancora stati utilizzati e figurano tra i fondi residuali. La conferma evidente di come la propaganda per questa amministrazione venga prima delle necessità”.

 



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