Quattrini: “Morrovalle aspetta le fogne da 40 anni”

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di Gabriele Censi

“Fogne a cielo aperto a Morrovalle, non c’è un collettore e un depuratore, siamo gli unici, sicuramente in provincia, ma il primato è forse più ampio! E i recenti casi di meningite (leggi l’articolo) riscontrati proprio in questo territorio non hanno altro in comune che la vicinanza geografica” Lo dice Tonino Quattrini di Fronte Verde che lancia l’allarme ecologico e sanitario. “Sono impegnato su questi temi da sempre- dice mostrando i documenti della sua lunga attività politica- già nel 1988 candidato al Comune con l’allora Msi mi battevo sui temi ambientali che oggi sono al centro del dibattito regionale e locale. Ma i danni che vediamo oggi vengono da lontano, la centrale Biogas è stata autorizzata da una delibera senza opposizione nel 2006. L’area di rispetto nel bacino fluviale è stata ridotta da 3000 a 1500 metri, e le firme erano di quelli che ora da destra e sinistra affiancano i comitati.” Quattrini riconosce l’importante ruolo dei cittadini che si organizzano: “ Bene che si costituiscano parte civile e la magistratura faccia il proprio lavoro senza interferenze, ma serve anche un intervento preventivo e solo la politica può svolgere questo compito”. Quindi riscende in campo? “Ci sto seriamente pensando, il sistema fognario attende da 40 anni, mi pento di  avere lasciato campo libero a Montemarani  alle ultime amministrative di Morrovalle,  e non posso certo affidarmi ai vari Acquaroli e Giannini, che guidavano il Comune al momento delle scelte da cui nasce questa vicenda del biogas. Deroghe sono state fatte fin dal 2003 per l’allargamento di una stalla proprio lì dove ora c’è la centrale.

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Tonino Quattrini

Quindi oltre ai comitati serve la politica e vedremo quale spazio è possibile occupare. Una scelta personale che non coinvolge Fronte Verde,  un movimento ecologista trasversale che continua a fare le sue battaglie”. Accanto a Tonino Quattrini c’è Francesca Ciucci, quali sono le prossime iniziative del movimento? “Serve sensibilizzare i cittadini perché dobbiamo supplire ad una carenza di controlli di chi è preposto, ci siamo attivati su vari temi recentemente ma se si abbassa la guardia cadono nel dimenticatoio. Il Cosmari, il dissesto idrogeologico a Collevario, tutto tace e servono sempre casi eclatanti come gli sversamenti dell’ultimo mese  per avere attenzione, ora si scopre che sono state autorizzati impianti tutti in prossimità del Chienti e di aree protette, e con l’assenso dei Comuni salvo poi ripensarci. Quali criteri ha seguito la Regione per la scelta dei siti? Non certo le linee guida europee. Spero che finalmente i cittadini si impegnino direttamente riscoprendo la politica come servizio alla propria comunità, noi ci siamo e aspettiamo giovani motivati”

 



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